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Il programma

Basilicata, il cambiamento secondo Vito Bardi

Azzerate le riforme della precedente legislatura. Impegno prioritario le infrastrutture

Basilicata, il cambiamento secondo Vito Bardi

foto Tony Vece

La Basilicata del cambiamento è racchiusa nelle trenta pagine, scritte a caratteri grandi, della relazione programmatica che il governatore Vito Bardi illustra al parlamentino lucano. Un cambiamento che «non è rivoluzione» spiega il presidente, assestando una stilettata al suo predecessore, Marcello Pittella. Ma piuttosto «una prassi più profonda che deve incidere nei comportamenti, nell’azione amministrativa, nella quotidianità».
Cambiamento sarà il mantra di questa legislatura. Cambiamento nelle azioni e nei programmi, nei progetti da portare avanti per il territorio lucano. A cominciare da quelle che sono il primo punto del programma ossia le infrastrutture.


Infrastrutture
«Ho intenzione di avviare - da subito - un monitoraggio dell’intera rete viaria su gomma e su tutte le opere in cantiere - spiega il presidente - Per questo stabilirò immediatamente un tavolo di confronto con l’Anas e gli enti». Un tavolo che nel lungo elenco di opere da portare avanti inserisce: l’ammodernamento della «Potenza –Melfi» e della «Potenza - Bari» ma anche la Basentana che va ripensata. C’è, poi, il tema degli aeroporti con l’annuncio di «una verifica con la maggioranza di governo e la Giunta sull’opportunità della partecipazione dell’Aeroporto di Pontecagnano» e «l’apertura al traffico aereo dello scalo di Pisticci». Nella valutazioni del governatore c’è, poi, la volontà di «rimediate ai mancati collegamenti di Matera con le linee delle Ferrovie dello Stato» e la necessità del completamento della Ferrandina Matera». «Aprirò in sede di conferenza Stato Regioni, una discussione con la Puglia per la Salerno Taranto» sottolinea Bardi, confermando anche l’idea di ammodernare le infrastrutture viarie secondarie come la tratta Potenza - Altamura.


Turismo
Un brand «Basilicata»: per rilanciare il turismo il governatore pensa a questo, ad un marchio che possa servire da volano per il territorio lucano. Per individuarlo sarà fatto «un concorso internazionale di idee». «Partendo proprio da un migliore utilizzo dei fondi europei, per aiutare quanti vogliono investire in Basilicata - commenta Bardi - Per ammodernare o costruire strutture turistiche che devono essere all’altezza della domanda internazionale». Ed essere all’altezza significa anche «ripensare totalmente la mission della “Fondazione Matera 2019”» e rendere la Basilicata protagonista su tutti i network nazionali con trasmissioni mirate. La vera novità, però, è l’indicazione già nelle prossime ore di commissariare l’Apt. Nell’idea di attrattività turistica del governo regionale una parola chiave è il «turismo d’avventura» da portare avanti, sfruttando attrattori come il Volo dell’Angelo, il Volo dell’Aquila, il Ponte alla luna.


Lavoro
Un piano straordinario per il lavoro: il presidente lo ha annunciato da tempo. Un piano che si basa su due asset: turismo e innovazione. «Insieme con gli uffici interessati, valuteremo quanti sono gli incentivi regionali esistenti volti a favorire le imprese che assumono - sostiene Bardi - Quanti hanno funzionato e quanti no. Intendo, infatti, rimodulare tutto il sistema degli incentivi alle imprese». Sul fronte del lavoro prevista anche «una ricostruzione dei centri per l’impiego, mettendoli in rete e formando il personale» e progetti ad hoc «non misure assistenziali» per ridare a tutti la dignità del posto di lavoro a chi ha oltre 50 anni». «Per questo ci dovremo necessariamente coordinare con i ministeri interessati. E far sentire la nostra voce anche in sede di conferenza Stato - Regioni» dice il presidente.


Commercio
Parte attiva delle politiche del lavoro sarà anche ill commercio con lo «stop ai grandi centri commerciali, per favorire il dettaglio piccolo e medio».


Agricoltura
«La nostra regione deve rimarcare quello che è sempre stata: un’eccellenza in agricoltura» spiega Bardi, annunciando la valorizzazione della filiera agricola e agro alimentare, la i prodotti a chilometro zero ed i presidi slow food.


Ambiente
«Faremo dei forestali le sentinelle della nostra regione. Solo così è infatti pensabile costruire ipotesi di stabilizzazioni. Cambiamento vuol dire anche modificare prassi e metodi sin qui seguiti». È l’idea del governatore che tra i progetti da portare avanti ha il piano paesaggistico entro un anno; un «netto no all’eolico selvaggio» ed interventi per mettere in sicurezza il territorio lucano fronteggiando il dissesto idrogeologico. Dito puntato sulla «totale mancanza di politiche regionali per la corretta installazione di impianti che ha permesso uno scempio del territorio» e necessità di riacquistare centralità nella gestione della risorsa idrica, «recuperando sia il ruolo decisionale sulla sede principale dell'Autorità di bacino distrettuale dell'Appennino Meridionale sia il ruolo di capofila nel nuovo istituendo soggetto gestore delle infrastrutture di raccolta e distribuzione idrica dalle dighe agli schemi idrici». Cancellato il piano regionale dei rifiuti fatto dalla giunta Pittella ne sarà fatto uno nuovo, «per rimodularlo sulle nostre effettive necessità». E sull’impiantistica ritenuta «necessaria» si deve dire «che bisogna strutturare gli impianti sulle effettive necessità del ciclo dei rifiuti».


Petrolio
«Sostenerne il blocco delle estrazioni petrolifere è impraticabile. Sostenere, invece, il rispetto dei patti già stabiliti e rinegoziare i termini delle stesse rappresenta la vera priorità» : questa la visione del governatore in materia petrolifera. «Non si deve andare oltre quanto già stabilito» assicura Bardi, garantendo il rispetto delle condizioni ambientali e di salute dei lucani. «Voglio dire ufficialmente, così come ho già ripetuto, che non ho intenzione di lasciare nuovi permessi per altre trivellazioni. È un impegno che ho preso in campagna elettorale e che mi sento di rispettare» evidenzia. Ad essere lanciata è, invece, l’idea di «una diversa contrattazione delle royalties che dovranno servire alla costruzione delle infrastrutture e non a finanziare la spesa ordinaria, così come fatto». Ma questo non a danno della salute dei cittadini, considerato che saranno i potenziati i controlli e sarà riorganizzata l’Arpab. «Saranno riviste anche le Intese nel senso di maggiore tutela connessa ad un aumento dell’occupazione per i lucani» assicura


Zes
Un’opportunità da cogliere sono considerate le Zes. «Dobbiamo modulare questo strumento con condizioni ad hoc per chi investe in Basilicata» dice il presidente che punta a valorizzare anche il sistema fieristico regionale. Sul fronte delle imprese l’idea è anche di promuovere «politiche a sostegno delle aziende che investono sulla ricerca» coinvolgendo l’Università. «Ho in mente il cosiddetto modello Apple - aggiunge Bardi - Per questo mi appello a tutte le forze regionali. Tutti dobbiamo accettare la sfida del cambiamento


Fondi europei
Una nota dolente quella dei fondi europei se si considera che «la Basilicata, sino ad ora, non ha speso totalmente i fondi». «Nella logica del mio Governo ho intenzione di concentrare i fondi pluriennali su alcuni capitoli di spesa, evitando i mille rivoli di spesa che non creano sviluppo e non eliminano il gap tra nord e sud» continua il presidente, indicando nel turismo, nelle infrastrutture e nel lavoro le scelte.


Sanità
«La rete ospedaliera va ripensata. Il piano approvato dalla precedente giunta è stato condannato dai numeri di un’emigrazione sanitaria in crescita. Un quarto dei lucani si fa curare fuori regione. Con costi esorbitanti per il nostro bilancio. La logica degli accorpamenti è servita per smascherare il deficit. Bardi lo dice senza mezzi termini. La riforma sanitaria del Governo Pittella va cancellata ed una nuova dovrà vedere la luce, utilizzando «le strutture diffuse sul territorio e potenziando alcuni ospedali per farne diventare dei poli specialistici». «È necessario assegnare nuovi ruoli ai medici di famiglia, in special modo per la prevenzione e le cronicità - viene spiegato nella relazione - attivare negli ospedali periferici e nei distretti extra ospedalieri attività specialistiche e ambulatorie periodiche, oltre ad ampliare i programmi di ospedalizzazione domiciliare». Sul fronte oncologico occorre «creare una rete oncologica partendo dal Crob di Rionero in Vulture» con le patologie minori che «dovranno essere affrontate anche negli ospedali territoriali con dei protocolli condivisi». Le aziende sanitarie, poi, secondo il presidente, devono essere «affidata a persone assolutamente qualificate, secondo criteri meritocratici e non di appartenenza». «Non è con questo che si ottiene il consenso, ma con il miglioramento dell’attutale stato dell’arte» assicura.


Macchina regionale
Resta uno dei temi caldi da affrontare ma il governatore assicura che andrà avanti sulla strada del cambiamento. «Non bisogna mortificare le competenze, ma porre fine invece alle rendite di posizione» continua Bardi. «La macchina regionale che ho in mente ha la necessità di accorpare alcune competenze, farne nascere altre, implementarne alcune» sottolinea, e questo va unito ad una mobilità interna che va coniugata con una profonda rotazione degli incarichi». Ad essere annunciata anche «la stagione dei concorsi pubblici per l’assunzione di nuovo personale». «La riforma che ho in mente sarà a saldi invariati, ma non a costo zero - continua il presidente - Cioè con le stesse cifre di bilancio punteremo a migliore la qualità dei servizi».


Statuto
È sullo Statuto che, infine, arriva l’ultima riforma. A meno di un anno dalla nuovo Statuto il presidente punta ad ammodernarlo e cambiarlo, forse perché «scritto con troppa fretta». E l’istituzione di un nuovo sottosegretariato «Una scelta di modernità» conclude. La modernità del cambiamento.

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