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Il concorso della gazzetta

Basilicata, il presepe più social che c’è: vince Mario Bochicchio

Basilicata, il presepe più social che c’è: vince Mario Bochicchio

Al vincitore sarà consegnata nei prossimi giorni una targa ricordo

09 Gennaio 2019

Redazione online

Il presepe realizzato da Mario Bochicchio di Potenza è il vincitore del concorso della Gazzetta che ha focalizzato l’attenzione, durante queste feste appena terminate, sui presepi realizzati dai lettori. Nella top ten selezionata dalla redazione di Potenza del giornale e pubblicata sulla pagina facebook della Gazzetta, sono stati direttamente i lettori a votare il presepe più bello. L’ha spuntato quello, come dicevamo, di Mario Bochicchio. Al secondo posto la Scuola per l’Infanzia Largo Palestro di Ferrandina), al terzo Maurizio Guarino di Castronuovo Sant'Andrea.
Al vincitore sarà consegnata nei prossimi giorni una targa in ricordo del concorso vinto. Ma scopriamo chi è l’autore del presepe «più social che c’è». Mario Bochicchio è un giornalista pubblicista, vignettista. Un passato da funzionario di banca, oggi Bochicchio si dedica alle sue passioni dal disegno alla pittura, dalle vignette alla satira. Sue vignette sono state esposte al Wow Spazio Fumetto-Museo del Fumetto e dell’IIlustrazione di Milano e in molte altre città e pubblicate su numerose riviste mensili e su quotidiani e su numerosi giornali online.

«Il presepe - spiega Bochicchio - è stato realizzato utilizzando semplici ed umili elementi: la capanna, stilizzata, è stata creata utilizzando della comune legna da ardere di modeste dimensioni; il viottolo e lo spiazzale, con sassi arrotondati di vario spessore, dipinti di bianco e reperiti nel vicino Basento. Gli alberi poi, con piccoli rametti secchi, proprio quelli che accompagnano le strade nel loro percorso. Al cielo, infine, ho voluto dare profondità, un effetto tridimensionale, utilizzando diversi strati sovrapposti di retina azzurra a cui ho ritmicamente e a diverse profondità e altezze ancorato le piccolissime e pulsanti lampadine.
L’intento - conclude Bochicchio - era quello di realizzare un piccolissimo presepe (circa 1 metro quadro) essenziale, sintetico, che avesse, però, tutto quanto abbisogna per creare la stessa atmosfera, quasi metafisica, voluta da San Francesco, permeata appunto di umiltà, essenzialità, serenità, amore, devozione».

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