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Servizi di assistenza

Basilicata, la spesa sociale qui langue: 60 euro contro 116 nazionali

Un micidiale cocktail di minori fondi statali vincolati e poche risorse dei comuni. Valori pro capite più bassi in tutti i settori: disabili, anziani, famiglia

assistenza sociale

POTENZA - Poca spesa sociale da parte dei Comuni (ma finanziata con risorse varie) in Basilicata, in un Paese già diviso in due col Mezzogiorno che per il 23% della popolazione italiana ha una spesa di appena il 10%. Lo rivela l’Istat (elaborando dati del 2016) nella sua indagine sul settore mostrando come qui anche il maggiore impegno della Regione (che destina percentualmente più fondi di quanto fanno le altre) non riesce a compensare una mancanza di servizi specie per la terza età
In Basilicata la spesa pro capite annua gestita dai comuni per i servizi e gli interventi sociali è di appena 60 euro, vale a dire quasi la metà esatta dei 116 euro che si spendono nella media italiana, con la spesa lucana, pari a 34 milioni e 260 mila euro, che pesa circa mezzo punto percentuale sui 7 miliardi 56 milioni e 426mila euro di spesa nazionale. E dei servizi erogati in territorio lucano solo una minima parte finisce a carico del Sistema Sanitario Nazionale, vale a dire lo 0,6% a fronte del 12,3% di media nazionale che raggiunge il 54,8% nel Veneto. Per il resto, in Basilicata il 93,8% della spesa è a carico dei comuni (77,7 il dato nazionale) mentre il 5,6 per cento è la compartecipazione degli utenti (10% a livello nazionale che diventa 3,2% nel Mezzogiorno).

Ma è nella composizione delle spese che troviamo altre sorprese non positive. Se, infatti, in Basilicata la parte più importante è costituita dal fondo indistinto delle politiche sociali (32%) e dai fondi regionali (la Basilicata assicura il 26,4%) per un totale del 58,8%, a livello nazionale questa area pesa per il 26,8% (9+17,8) mentre l’area portate è rappresentata dai fondi propri dei Comuni e gli enti consortili, col 61,8% che qui si ferma al 34,1%. Una dimostrazione di come i tagli nei trasferimenti e le difficoltà delle casse comunali si traducano in minori servizi ai cittadini.
Ma c’è di più. Analizzando la spesa, si scopre come la Basilicata sia la quintultima regione per finanziamento di spesa sociale con fondi vincolati dello Stato e dell’Unione Europea e questo, ovviamente, sempre in peso percentuale. Da noi si finanzia così il 3,3% della «magra» spesa mentre a livello nazionale ben il 7,4% e peggio di noi stanno Sardegna (2,2), Veneto (2,6) e Piemonte (3,2) oltre a un Trentino difficilmente «pesabile» per la organizzazione tra le due province. Ma a vedere il dato reale scopiamo che in realtà stiamo peggio noi, perché quelle percentuali sono riferite alla spesa media e così scopriamo che i fondi vincolati di Stato e Ue finanziano qui 2 euro a testa a fronte dei 9 nazionali e, per restare alle regioni prima indicate come «sfortunate», gli 11 euro della Sardegna, i 3 del Veneto e i 4 del Piemonte.

La ristrettezza dei fondi, così, influenza la diversa allocazione per aree di utenza, andando a pesare di più (ma sempre in termini relativi) sulle aree indispensabili e meno su quelle su cui si può chiudere un occhio. Ci scopriamo così essere la seconda regione per maggiore peso della spesa sulle disabilità (destiniamo il 30,4% dei fondi disponibili contro il 25,5 di media nazionale) ma specularmente siamo i penultimi a spendere per gli anziani (15,4 contro la media italiana del 17,4). E tutto questo sempre partendo da quel dato di partenza di minore spesa che rappresenta una costante di ulteriore riduzione. E così, parlando con la chiarezza dei «soldoni» della spesa pro capite, se a livello nazionale la spesa sociale dei comuni per gli anziani cuba per 92 euro, in Basilicata è di 42 (-50), se per i disabili la quota è di 2.854 euro a cittadino italiano, per i lucani è di 1.300 (-1.554). E così via per i vari settori con una minore spesa lucana di 86 euro per famiglia e minori (a livello nazionale se ne spendono 172 da noi 86) e di 7 euro per le povertà (14 euro la spesa nazionale, 7 la locale).

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