Lunedì 19 Novembre 2018 | 11:11

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Denuncia del sindacato

Melfi, due detenuti picchiano agenti
e minacciano con lame: cinque feriti

Un agente afferrato per il collo e poi pugni e calci. I detenuti si sono barricati

Melfi, due detenuti picchiano agenti  e minacciano con lame: cinque feriti

Due fratelli detenuti entrambi nel carcere di Melfi sarebbero responsabili di una violenta aggressione avvenuta ieri mattina nei confronti di un agente di polizia penitenziaria e di altri quattro operatori, tutti rimasti feriti. Lo rende noto un comunicato del sindacato di polizia penitenziaria Cosp.

Secondo la ricostruzione dell’accaduto i due fratelli detenuti originari di Molfetta (Bari), «hanno aggredito un operatore di polizia penitenziaria all’ingresso del locale passeggi del reparto ordinario. Uno dei fratelli ha afferrato per il collo l’agente penitenziario mentre l’altro ha cominciato a colpirlo violentemente sferrando calci e pugni all’indirizzo dell’uomo, raggiungendolo al volto e in varie parti del corpo».

«Dopo l’aggressione i detenuti si sono barricati all’interno del locale passeggi. Vano il tentativo di riportare la calma da parte del comandante del reparto e del direttore dell’Istituto: i due in segno di sfida - si legge nel comunicato - hanno minacciato l’operatore brandendo lamette e bastoni a punta. Il personale di polizia penitenziaria è dunque intervenuto immobilizzando la coppia. Nel corso della colluttazione quattro agenti hanno riportato lesioni e contusioni guaribili in sette giorni. I due fratelli stavano scontano una pena per reati di ricettazione, furto e spaccio di sostanze stupefacenti».

«Siamo alla solita e inascoltata denuncia di fatti di violenza che si verificano nei penitenziari di Puglia e Basilicata governati da una dirigenza interregionale che ci appare sempre più sull'orlo di una crisi d’identità, molto sbilanciata verso la rieducazione ma con scarsissima attenzione verso i dipendenti», sostiene il segretario nazionale del Coordinamento sindacale penitenziario Domenico Mastrulli.

«L'episodio verificatosi ieri - dichiara Mastrulli - è la conferma che a rimetterci sono sempre uomini della polizia penitenziaria, di fronte alla estesa impunità e alla libertà di minacciare e aggredire gli operatori della sicurezza». «Mancano - aggiunge - i principi della civile convivenza in un sistema nel quale è palese il fallimento della riabilitazione e del rispetto delle regole».

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