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Il Papa in visita e in ospedale a San Giovanni Rotondo un multi espianto di organi

SAN GIOVANNI ROTONDO (FOGGIA) - Mentre il Papa è in vista a San Giovanni Rotondo (Foggia), medici degli ospedali di San Giovanni Rotondo e del Policlinico di Bari, insieme a colleghi della Rete trapiantologica pugliese, sono impegnati nel prelievo degli organi da un diciottenne in morte cerebrale presso l’ospedale di San Giovanni Rotondo. Al ragazzo vengono prelevati reni, cuore, polmoni, fegato e cornee - spiegano i medici - «che salveranno la vita a diverse persone grazie alla generosità di una famiglia che ha accettato di donare gli organi del loro figliolo a chi ne ha bisogno».
«Santo Padre, con umiltà e speranza - aggiungo i sanitari - ci affidiamo a Lei per rivolgere un messaggio di speranza e generosità a tutti gli uomini di buona volontà che ogni giorno donano i propri organi per restituire la vita ad un proprio simile». «Insieme a Lei Santo Padre, tutti noi operatori preghiamo per questa famiglia e con l’occasione vorremmo intercedere per una sua Santa benedizione - concludono - a tutti coloro che, come ci ha insegnato nostro Signore, offrono se stessi per consentire una vita migliore ad un proprio fratello».

«Con la benedizione del Santo Padre anche oggi, così come ogni giorno accade, non solo a San Giovanni Rotondo, non solo in Italia ma nelle sale operatorie dei centri specializzati nei Trapianti di organi di tutto il mondo, il miracolo della " vita donata" si è realizzato. Un sistema di medici, infermieri e tante professionalità oggi, grazie alla organizzazione sanitaria e guidati e sostenuti dalla generosità e dalla passione cristiana, stanno contribuendo a dare una speranza di vita e a donare la felicità ad altre persone. A nome di tutti coloro che in Puglia, in Italia e nel mondo - dice il prof. Loreto Gesualdo, presidente della Scuola di Medicina dell’Università di Bari e coordinatore pugliese trapianti -, Le chiediamo Santo Padre di guidare con le sue preghiere la nostra azione; ma soprattutto chiediamo a Lei di aiutarci a trovare insieme le parole per ringraziare le famiglie di coloro che con un grande gesto di generosità hanno reso possibile il miracolo della "vita donata" donando una parte di se ad un proprio fratello; ma anche dare una speranza ai pazienti che aspettano di poter ricevere quel dono per continuare a vivere. E tutti coloro che sono coinvolti in questa opera di altruismo che aiuta entrambi (sia chi dona, sia chi riceve) a vivere nella gioia di una esistenza migliore».

ESPIANTO ORGANI MEDICI E PAZIENTI CHIEDONO INCONTRO - «Vorremmo tutti insieme essere noi questa volta a venire da Lei in Vaticano cosi da dedicare una giornata di preghiera e di ringraziamento e diffondere quanto Lei ha detto: 'La donazione degli organi è un atto nobile e meritoriò. Che rende felice chi dona e chi riceve la vita». E' il messaggio rivolto a Papa Francesco - a nome di medici, famiglie e pazienti - in occasione della sua visita oggi a San Giovanni Rotondo fatto dal prof. Loreto Gesualdo, presidente della Scuola di Medicina dell’Università di Bari e Coordinatore Pugliese Trapianti. Mentre il Papa stamani era in vista a San Giovanni Rotondo (Foggia), medici degli ospedali di San Giovanni Rotondo e del Policlinico di Bari, insieme a colleghi della Rete trapiantologica pugliese, sono infatti stati impegnati nel prelievo degli organi da un diciottenne in morte cerebrale presso l’ospedale di San Giovanni Rotondo. Al ragazzo sono stati prelevati reni, cuore, polmoni, fegato e cornee.

«Oggi a San Giovanni Rotondo - sottolinea Gesualdo - si è realizzato un miracolo: la cultura dello scarto è stata superata dalla cultura del dono che ridona la vita». «Con la benedizione del Santo Padre anche oggi, così come ogni giorno accade, non solo a San Giovanni Rotondo, non solo in Italia ma nelle sale operatorie dei centri specializzati nei Trapianti di organi di tutto il mondo, il miracolo della "vita donata" si è realizzato. Un sistema di medici, infermieri e tante professionalità oggi, grazie alla organizzazione sanitaria e guidati e sostenuti dalla generosità e dalla passione Cristiana, - evidenzia - stanno contribuendo a dare una speranza di vita e a donare la felicità ad altre persone». 

«A nome di tutti coloro che in Puglia, in Italia e nel mondo - dice ancora il prof.Gesualdo - Le chiediamo Santo Padre di guidare con le sue preghiere la nostra azione; ma soprattutto chiediamo a Lei di aiutarci a trovare insieme le parole per ringraziare le famiglie di coloro che con un grande gesto di generosità hanno reso possibile il miracolo della «vita donata» donando una parte di se ad un proprio fratello; ma anche dare una speranza ai pazienti che aspettano di poter ricevere quel dono per continuare a vivere. E tutti coloro che sono coinvolti in questa opera di altruismo che aiuta entrambi (sia chi dona, sia chi riceve) a vivere nella gioia di una esistenza migliore». 

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