Giovedì 13 Dicembre 2018 | 19:39

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La replica: atti Asl non bloccano piano riordino

Regione Puglia

BARI - Gli atti aziendali, quali le delibere di Asl o Aziende universitarie, sono soggette all’approvazione della giunta regionale per la compatibilità col piano di riordino sanitario, che resta fonte superiore. E’ quanto sostiene in sintesi il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, replicando ai consiglieri del M5S che ne hanno chiesto le dimissioni da assessore alla Sanità depositando una diffida e ritenendo che non si possa approvare un piano di riordino sanitario senza che siano pervenuti gli atti aziendali.


«I dati epidemiologici e la dimensione delle liste di attesa - dichiara Emiliano in una nota - non sono oggetto degli atti aziendali, che hanno meri fini di organizzazione delle aziende sanitarie pubbliche. I dati epidemiologici sono, invece, il presupposto dei piani di riordino come quello che sta per essere varato dalla giunta. Ed infatti, tra gli allegati al piano di riordino, c'è un tomo considerevole che contempla appunto la valutazione dei dati epidemiologici».


Emiliano sottolinea che «è impossibile redigere un atto aziendale senza prima disporre del piano di riordino, che è un adempimento legislativo cogente, superiore come fonte giuridica, atteso che ha natura di regolamento. Mentre gli atti aziendali sono delibere dei direttori generali subordinati all’approvazione della giunta con delibera ordinaria. Sempre con spirito collaborativo - aggiunge - specifico che l'atto aziendale viene approvato dalla giunta proprio al fine di verificare che esso sia compatibile con il piano di riordino, che è fonte sovraordinata».


Il governatore pugliese fa presente che «la materia del diritto sanitario è complessa per tutti», anche per lui, ma «di fronte all’ennesima insistenza su un presupposto giuridicamente sbagliato ho ritenuto giusto, in spirito di leale collaborazione, sottolinearlo per evitare ulteriori incomprensioni». Emiliano conclude ricordando che «il presidente è titolare di tutte le deleghe, che può assegnare a un assessore o trattenere per sè. Non può dunque dimettersi da una delega, ma al massimo assegnarla. Se qualcuno dei consiglieri del Movimento 5 Stelle desidera accettare deleghe, sono disponibile a valutare tale disponibilità».

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