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«Zio Michele», due versioni e tanti particolari che non combaciano

«Zio Michele», due versioni e tanti particolari che non combaciano

«Zio Michele», due versioni e tanti particolari che non combaciano

 

Mercoledì 03 Novembre 2010, 21:20

02 Febbraio 2016, 22:30

AVETRANA – Due confessioni diverse nella sostanza a otto giorni di distanza l’una dall’altra – la prima in cui dichiara di aver fatto tutto da solo, la seconda nella quale chiama in causa come complice la figlia Sabrina – e una serie di dettagli modificati o inseriti ex novo nella ricostruzione di quel pomeriggio del 26 agosto. E’ quanto ha lasciato agli inquirenti in quest’ultimo mese Michele Misseri, reo confesso dell’omicidio della nipote quindicenne Sarah Scazzi. 

E ora che la Procura di Taranto ha chiesto di fissare in un incidente probatorio le sue dichiarazioni, che potrebbero diventare in questo modo parte integrante del futuro processo, c'è attesa per capire – se il gip Martino Rosati accoglierà la richiesta – quale sarà la versione definitiva del presunto assassino. 

La prima confessione è della notte tra il 6 e il 7 ottobre, quando Michele Misseri si assunse la responsabilità del delitto senza però spiegarne bene il motivo, ma indicando con precisione il luogo in cui aveva occultato il cadavere di Sarah e portandovi gli stessi investigatori. 
Nel primo pomeriggio del 7 ottobre, esaminato dal medico legale Luigi Strada che stava per eseguire l’autopsia sul corpo di Sarah, Misseri aggiunse un dettaglio che ha sinora avuto poco rilievo nelle cronache ma assai pesante nel contenuto: disse che Sarah lo avrebbe quasi 'provocato' toccandolo ai fianchi prima che lui la strangolasse quando la ragazzina gli aveva voltato le spalle. 

Il giorno dopo, 8 ottobre, nell’udienza di convalida del fermo di polizia giudiziaria dinanzi al gip Rosati, Misseri confessò per la prima volta di aver palpeggiato la nipote e di aver tentato un approccio sessuale con lei una settimana prima, raccontando anche di aver abusato del cadavere, pur se – a detta del suo legale – ora vorrebbe ritrattare questa parte di confessione. 

Il 15 ottobre, ascoltato nuovamente dai magistrati, lo zio di Sarah chiamò in correità la figlia Sabrina, sostenendo che era stata lei a costringere Sarah a entrare nel garage di casa e a trattenerla mentre lui le stringeva al collo una corda che aveva in garage, fino a ucciderla. Una ricostruzione, quest’ultima, che sposterebbe soprattutto su Sabrina – come ha indicato il gip Rosati nell’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti della ragazza – i possibili moventi dell’uccisione di Sarah: dalla gelosia per l'amico di comitiva Ivano alle presunte molestie sessuali del padre alla cugina che quest’ultima forse intendeva svelare ai famigliari.

Entro la fine della settimana le parti alle quali è stata notificata la richiesta della Procura di incidente probatorio per Michele Misseri potranno depositare controdeduzioni. Poi sarà il gip a decidere, fissando eventualmente la data dell’udienza. Con tutta probabilità, se il gip dirà di sì, l'incidente probatorio si terrà non prima che il tribunale del Riesame avrà depositato la decisione sul ricorso dei legali di Sabrina Misseri, gli avvocati Vito Russo e Emilia Velletri, che hanno chiesto l’annullamento dell’ordinanza di custodia cautelare del gip Rosati e la scarcerazione della loro assistita. L’udienza dinanzi al Riesame è fissata per martedì 9 novembre. Entro la prossima settimana la prima sezione penale depositerà la decisione.
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