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In Puglia e Basilicata

L'intervista

Un dialogo sulle città tra pandemia ed ecologia

Un dialogo sulle città tra pandemia ed ecologia

Oggi gli esperti di Urban@it, coordinati da Nicola Martinelli

09 Marzo 2021

Enrica Simonetti

Quali sono le domande e, soprattutto, quali le risposte che la città dà al cittadino? Non certo - diceva già Italo Calvino - delle sette o delle settantasette meraviglie contenute, ma le risposte di vivibilità, di sostenibilità e di sviluppo che ogni metropoli, borgo, vicolo o paese devono avere per noi. Un tema di cui si parlerà proprio oggi a Bari (aula magna Dicar, dalle ore 10) in occasione della presentazione del «VI Rapporto di Urban@it», il centro Centro nazionale di studi per le politiche urbane al cui vertice è stato nominato di recente il prof. Nicola Martinelli, ordinario di Urbanistica presso il Dipartimento di Scienze dell’Ingegneria Civile e dell’Architettura del Politecnico di Bari, mentre Mariella Annese (già assessore all’Urbanistica di Polignano) è stata designata come direttrice esecutiva. In questa intervista, il prof. Martinelli racconta cosa significa coordinare questi studi e come si muove il lavoro di cucitura tra le politiche urbane delle città, impegno dal quale dipende la qualità della nostra vita quotidiana.


Martinelli, partiamo dalle origini. Cosa è Urban@it ?
«Urban@it è il Centro Studi Nazionale per le Politiche Urbane costituito nel dicembre 2014 con sede a Bologna, promosso da 15 importanti università italiane e dalla Società Italiana degli Urbanisti, parte quest’anno il suo terzo ciclo triennale di attività con un gruppo dirigente rinnovato che presiedo e che ha come Direttore Esecutivo la collega Mariella Annese. Il Centro aspira ad essere una Piattaforma, che tende a stabilire un rapporto forte e di reciproca alimentazione tra il mondo della ricerca, le istituzioni, il mondo produttivo e finanziario, la cittadinanza attiva attorno al tema delle politiche per le città».

Cosa si presenta oggi al Politecnico di Bari?
«Urban@it ogni anno produce un suo Rapporto sulle Città, un lavoro multidisciplinare di urbanisti, sociologi, economisti, esperti di trasporti ecc. che riflette su un tema che sia sfidante per città e territori contemporanei italiani e che, nello spirito della mission del Centro Studi, possa essere soprattutto un utile strumento di lavoro per i policy makers. Quest’anno il VI Rapporto “Le città protagoniste dello sviluppo sostenibile” ha inteso dare continuità al suo lavoro di monitoraggio e indagine sul lavoro delle Agende urbane degli amministratori locali e del governo nazionale, questa volta riferite ai 17 Obiettivi dell’Agenda ONU 2030 sullo Sviluppo Sostenibile. Tutto questo perché i cambiamenti climatici e la crisi pandemica del Covid – 19 hanno fatto uscire il dibattito sullo Sviluppo Sostenibile dalla ristretta cerchia degli addetti ai lavori per farne un argomento all’attenzione di una opinione pubblica più vasta. Il libro del Mulino sulle Città Protagoniste dello Sviluppo Sostenibile che ho curato con Edoardo Croci della Bocconi e Maria Mininni della Università della Basilicata è strutturato in tre sezioni: la prima fa il punto sulla esperienza di applicazione degli obiettivi dell’Agenda ONU in città italiane ed europee, la seconda prende in esame le dimensioni energetiche e ambientali delle Agende Urbane e la terza prende in esame un fenomeno che con la pandemia si è ulteriormente aggravato: le disuguaglianze sempre più forti ed estese nei nostri paesi che sono anche il frutto di un modello di sviluppo insostenibile. In questo rapporto le città mostrano un protagonismo ben più avanzato di quello degli Stati e regioni di appartenenza, perché come dice il past president Balducci ”le città sono le risposte al problema e non il problema” dentro di esse che vi sono le capacità, le risorse materiali e immateriali per superare la crisi. Per questo non concordiamo con Khoolas, Boeri e Fuksas che hanno sostenuto una sorta di “fuga dalle città” come risposta alla pandemia, e pur credendo di dover invertire la tendenza all’abbandono degli antichi borghi, riteniamo che dalle città dovrà ripartire la progettualità per uno sviluppo sostenibile».

Cosa fa Urban@it sul campo per dare un contributo alla riflessione sulle Agende Urbane Sostenibili?
«Abbiamo quattro gruppi di lavoro di altrettante università che lavorano da mesi con 4 grandi città metropolitane italiane: Bari, Bologna, Milano e Roma, cerchiamo di aiutare le strutture organizzative di queste metropoli italiane, che hanno ottenuto dal Ministero dell’Ambiente delle risorse specifiche per incrociare le previsioni dei loro Piani Strategici con i 17 Obiettivi dell’Agenda 2030 ottenendo così, anche attraverso un forte processo partecipativo con le comunità locali, la costruzione di Agende Metropolitane per la Sostenibilità. I temi dei Trasporti smart, del riciclo dei rifiuti, del risparmio energetico, del potenziamento della dotazione di verde urbano… in definitiva della transizione ecologica di queste 4 metropoli viene studiata, monitorata e condivisa con le comunità locali. È quanto sto facendo da alcuni mesi con un UrbanBa, gruppo di ricerca misto del Politenico di Bari e dell’Università di Bari, collaborando fattivamente con i dirigenti Montalto e Ranieri della Città Metropolitana di Bari».

E la crisi? E i fondi per fare tutto ciò?
«Urban@it ha anche pronta una sua visione del Piano Nazionale di Rilancio e Resilienza PNRR per l’utilizzo delle ingenti risorse del Next Generation EU, che si caratterizzerà per un forte contenuto urbano, perché le transizioni “ecologica” e “digitale”, al centro del PNRR, possono trovare nelle aree urbane molteplici occasioni di sviluppi contemporanei. Quello che vorremmo capire chiedendolo al sindaco Decaro, nostro ospite come presidente dell’Anci, tenuto conto che circa il 60% delle risorse del Piano Nazionale potrebbe ricadere sugli enti locali, è: vi è la concreta possibilità che le Amministrazioni Comunali siano in grado di attuare questi interventi con la tempestività e la qualità necessarie ?».

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