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Il Santuario di San Nicola illumina la notte dell’11 settembre a New York

Il Santuario di San Nicola illumina la notte dell’11 settembre a New York

Il Santuario di San Nicola illumina l'11 settembre di New York

La struttura nazionale è stata finanziata anche con 300mila euro dei baresi. Biden: «I terroristi non ci hanno cambiati»

12 Settembre 2022

Marisa Ingrosso

Per la prima volta, la notte nera dell’11 settembre di New York è stata rischiarata dalle luci di quella che non è più la «struttura» della chiesa di San Nicola, ma è ufficialmente il consacrato «Santuario Nazionale greco-ortodosso di San Nicola al World Trade Center». L’edificio precedente (costruito dagli emigrati greci nel 1892) fu completamente distrutto nel crollo della Torre Sud. Ci son voluti 21 anni e un’incalcolabile quantità di quattrini - inclusi trecentomila euro donati da Comune di Bari - con ammanchi, scandali e inchieste che hanno rallentato i lavori, per arrivare al risultato attuale e a questa rinascita luminosa.
La struttura, “firmata” dall’architetto Santiago Calatrava, è stata consacrata lo scorso 4 luglio, il giorno dell’Indipendenza degli Stati Uniti. E ieri broadcast nazionali come Fox News hanno dato ampio spazio a quella cupola che brillava nella notte del lutto. L’edificio «celebra i valori americani della libertà religiosa e rappresenta un simbolo di sfida contro le forze dell’intolleranza religiosa in tutto il mondo», ha detto a «Fox» Michael Psaros, che è vicepresidente di Friends of St. Nicholas, l’organizzazione responsabile della costruzione del tempio a Ground Zero, è stato tesoriere dell’Arcidiocesi greco-ortodossa d’America, e - soprattutto - è co-fondatore e socio amministratore di KPS Capital Partners, un colosso degli investimenti con asset stimati in 12 miliardi di dollari.

«L’unico Santuario Nazionale di New York - ha aggiunto Psaros - è stato costruito come simbolo di pace e amore in risposta all’atto di violenza e odio». Psaros ha detto che l’inaugurazione ufficiale si svolgerà il 1° novembre: «il Santuario Nazionale è aperto a persone di ogni fede, di tutte le nazionalità, e invito l’America e il mondo a nostro nome a venire a trovarci». Parole che fanno il paio con quelle del presidente americano Joe Biden che, deponendo una corona di fiori al Pentagono (dove morirono 64 passeggeri dell’aereo, inclusi i terroristi, e 125 persone che erano nel palazzo), ha detto: «Quel giorno la storia dell’America è cambiata. Quello che i terroristi speravano di cambiare ma non ci sono riusciti è il nostro carattere, fatto di forza e resilienza».

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