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Papa Francesco, su Twitter appello tregua guerra Ucraina: si depongano le armi

Papa Francesco, su Twitter appello tregua: Si depongano le armi

Guerra Ucraina: l'appello di Papa Francesco su Twitter

Guerra Ucraina: Papa Francesco ha diffuso via Twitter anche in ucraino e in russo il suo appello di oggi all'Angelus per una tregua pasquale.

10 Aprile 2022

Ansa

GUERRA UCRAINA - Papa Francesco ha diffuso via Twitter anche in ucraino e in russo il suo appello di oggi all'Angelus per una tregua pasquale.

In un tweet pubblicato anche nelle due lingue sul suo profilo @Pontifex il Papa afferma: «Si depongano le armi! Si inizi una tregua pasquale; ma non per ricaricare le armi e riprendere a combattere, no!, una tregua per arrivare alla pace, attraverso un vero negoziato, disposti anche a qualche sacrificio per il bene della gente. Infatti, che vittoria sarà quella che pianterà una bandiera su un cumulo di macerie?».

E in un secondo tweet, anch’esso in russo e ucraino oltre alle altre consuete: «Ci stiamo preparando a celebrare la vittoria del Signore Gesù Cristo sul peccato e sulla morte. Sul peccato e sulla morte, non su qualcuno e contro qualcun altro. Ma oggi c'è la guerra. Perché si vuole vincere così, alla maniera del mondo? Così si perde soltanto. Perché non lasciare che vinca Lui? Cristo ha portato la croce per liberarci dal dominio del male. È morto perché regnino la vita, l’amore, la pace».

Guerra Ucraina, card. Bassetti: inaccettabile che guerra s'incancrenisca

«In questa Domenica di Passione, sentiamo con ancor maggiore partecipazione il dramma del popolo ucraino, costretto all’esilio, sottoposto ai bombardamenti e alle violenze di ogni genere». Lo scrive in un editoriale su Avvenire il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Cei. "La guerra è terribile, perché sfugge dal controllo di chi l’ha promossa e - come un fuoco - si allarga in modo incontrollabile». «Papa Francesco ha dichiarato: 'L'unico modo di vincere una guerra è non farlà. E ha veramente ragione - prosegue Bassetti -. Sono abbastanza anziano per ricordare il dolore della Seconda guerra mondiale, che colpì il mio ambiente familiare: le stragi, la fame e le violenze che si abbatterono su popolazioni povere e inermi. Grande fu la sofferenza che lasciò tracce profonde anche dopo la fine del conflitto». «Ogni conflitto lascia un’eredità dolorosa - sottolinea -. Allora si sognò che quella sarebbe stata l’ultima guerra. Ma venne la guerra fredda. Poi, con il 1989, abbiamo sognato un ordine nuovo di pace e democrazia. E oggi ci troviamo a fare i conti con una nuova guerra in Europa. Ci sentiamo impotenti di fronte alla furia dei combattimenti e dei bombardamenti».

«Ma noi cristiani non possiamo accettare la guerra, anche se ci sembra di poter far poco», avverte il presidente della Cei. "Non possiamo accettare questa guerra fratricida - anzi, addirittura "gemellicida", come è stato scritto su questa prima pagina di Avvenire - che coinvolge due nazioni che hanno tanto in comune, a partire dalle radici cristiane, anche se hanno sviluppato personalità nazionali distinte». «"Non dobbiamo abituarci alla guerra", ha detto ancora papa Francesco - continua il porporato -. Non accettare la guerra è pregare e agire, senz'altre armi, per la pace. La preghiera è anche una protesta per la violenza del conflitto, ma soprattutto la richiesta al Signore della storia che ci dia il gran dono della pace». Per questo «continuiamo, con fede e insistenza, a pregare per la pace! Non ci si può rassegnare a che la guerra si incancrenisca per mesi o per anni in Ucraina, come in altre parti del mondo, mentre muoiono tanti uomini e donne e bambini».

«Anche lottiamo per la pace attraverso la solidarietà operosa verso gli ucraini in patria e i rifugiati - esorta Bassetti -. Dobbiamo continuare a essere solidali, con tutti i profughi e con ogni perseguitato, perché questo impegno è già costruzione di un mondo diverso e in pace. Dobbiamo gettare ponti e aprire strade nuove di rapporto tra i popoli e le nazioni perché la pace si fa solo camminando insieme».

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