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In Puglia e Basilicata

reportage

Il paradosso sull’A/14 Bari-Bologna costretti a fare inversione per il «pieno»

Tamponamento fra 2 camion, chiusa la A14 fra Trani e Bitonto

Nel viaggio a rimini, rientro forzato nella corsia sud a pescara per per ricaricare. una famiglia tedesca: un caso italiano

A «secco» per 400 km: sulla corsia nord la prima stazione di ricarica utile dopo Barletta è ad Ancona

15 Luglio 2022

Nicola Pepe

Se andate sul sito di Autostrade per l'Italia, nella sezione «In viaggio», cliccate sulla icona delle «Aree di servizio», e spuntate la casella «Colonnine di ricarica auto elettriche»: digitate il percorso da Bari («Bari nord) a Bologna («Bologna San Lazzaro») e, quindi, la barra «Cerca». Il risultato fino a qualche settimana fa era solo: area di servizio «Esino Est», tra Ancona nord e Montemarciano, precisamente all'altezza di Falconara Marittima. Tradotto, significa che per oltre 450 chilometri, a partire da Bari, non c'è un kilowatt a disposizione in autostrada. Una autonomia al limite di ogni più rosea aspettative soprattutto se ci si imbatte in code chilometriche (per lavori!) e sotto una canicola insopportabile. Da poco è comparsa sull’App l’area Canne della Battaglia est (tra Andria e Barletta) ma posta di poco la situazione perchè ci separano comunque 400 chilometri dalla colonnina successiva.

Proviamo a fare la stessa ricerca sul sito di «Aspi» invertendo i punti di partenza e di arrivo (da Bologna a Bari): troviamo due stazioni di servizio, «Montefeltro ovest» (tra Rimini Sud e Riccione) e «Torre Cerrano ovest», tra gli svincoli di Atri Pineto e Pescara Nord-Città Sant'Angelo. La prima a meno di 140 chilometri e la successiva a una distanza di poco più di 300 chilometri. Insomma, nessuna traccia delle stazioni di ricarica ognia 50-90 chilometri ma resta il fatto che mentre il Governo stanzia soldi per incentivare l'acquisto di auto elettriche e ibride (450 milioni) e mette a disposizione grazie anche al PNRR oltre 750 milioni di euro per le ricariche, su una delle maggiori reti autostradali in concessione, il Sud viene ancora una volta penalizzato.

Infatti, il progetto di infrastruttura delle colonnine elettriche targate FreeToX (con 4-6 «erogatori» multi-client per ogni area di servizio autostradale con tecnologia High Power Charger e connesse alle piattaforme digitali dei principali provider di ricarica attivi sul mercato), aveva un obiettivo: attivare 67 stazioni da infrastrutturare lungo tutta la rete autostradale, già identificate e approvate dal Ministero, con il target finale di 100 aree servite, con una distanza media tra un’area di ricarica e l’altra di circa 50 km, pari all’interdistanza delle aree di servizio a livello europeo per consentire tempi di rifornimento e durata di viaggi simili a quelli con motore a combustione tradizionale.

Tutto sulla carta, come conferma l'esempio della autostrada A14: una situazione vissuta in prima persona nella tratta da Bari e Rimini dove, per non rischiare di spegnere la batteria soprattutto in vista di inevitabili disagi provocate da una coda di un cantiere che avremmo incontrato di lì a poco, siamo stati costretti a fare una inversione di marcia. Quindi, uscita ad «Atri-Pineto» e rientro in Autostrada nella corsia sud, per raggiungere dopo 15 chilometri l'area di servizio «Cerrano ovest» per ricaricare la batteria. Accanto alla nostra postazione, una Bmw di una famiglia tedesca proveniente da Monaco e di ritorno da una vacanza a Vieste, sul Gargano. In attesa del «pieno» dalla colonnina superveloce (da 250 a 300 kilowatt l'ora, ma la potenza diminuisce man mano che la batteria si carica) ci raccontano del paradosso tutto italiano: dover tornare indietro per fare un pieno alla batteria, mentre da loro, in Germania, le colonnine sono ovunque.

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