Mercoledì 29 Settembre 2021 | 01:08

Il Biancorosso

Serie C
Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

 

i più letti

festa grande

Colobraro, comune dei centenari
(e non paese della sfiga)

Nonno Decio Larocca è il terzo e nel 2018 ne sono in arrivo altri due. Decio ha sempre vissuto in paese tranne durante la seconda Guerra mondiale quando fu fatto prigioniero in Inghilterra

nonno Decio Larocca

nonno Decio Larocca

COLOBRARO - Da paese della iella a paese dei centenari. Tre negli ultimi tre anni, l’ultimo festeggiato è stato nonno Decio Larocca, e due in arrivo nel 2018. Si può proprio dire che la fortuna abiti qui. E con essa l’elisir di lunga vita. Ci sarà un nuovo boom di visitatori nel centro della valle del Sinni dopo quello estivo legato al percorso teatrale “Sogno di una notte a... quel paese?” Visitatori interessati a scoprire come tagliare l’ambito traguardo del secolo di vita. Traguardo tagliato con gran concorso di pubblico dal nonno della cittadina lucana, Decio. È stata festa grande per questo vecchietto festeggiato dalla parrocchia; dal vescovo di Tursi e Lagonegro, Vincenzo Orofino; dal Comune; dai due figli, Domenico, primo cittadino prima dell’avvento dell’attuale sindaco, Andrea Bernardo, e Maria; dai quatto nipoti e dai parenti giunti apposta per il compleanno.

E a chi gli ha chiesto quale fosse stato il suo “segreto” per arrivare a 100 anni nonno Decio ha risposto: “Una vita misurata nel mangiare e nel bere. Mai ricordo di essermi ubriacato”. E le difficoltà della vita, dal 1918 al 2018, lo hanno fortificato. Peccato solo che da circa 3 anni abbia perso il dono della vista. Tutto sommato, però, i cibi sani e genuini e la vita all’aria aperta, in campagna, essendo stato il nostro centenario un agricoltore, fanno bene alla salute. E fanno bene anche l’aria ed il clima di Colobraro. Un toccasana.

Il festeggiato, infatti, ha vissuto sempre qui. Tranne che nel periodo della seconda guerra mondiale. “Era militare in Libia – ha raccontato il figlio Domenico – quando l’Italia decise di entrare nel conflitto. Per lui la lontananza durò 7 anni. Parte dei quali trascorsi in Inghilterra, prigioniero, nei dintorni di Londra. Un esilio che l’ha segnato. Mio padre diventò un appassionato della vita inglese. Da quel periodo non ha smesso mai di amare l’Inghilterra. Peccato che non abbia potuto coronare il sogno di tornarci”. Ma, chissà! Mai dire mai.
Ed ecco il sindaco Bernardo: “Tre centenari negli ultimi tre anni e due in arrivo nel 2018 sono il segno di luogo incontaminato, ove ancora si svolge una vita sana, all’aria aperta, con i cibi tradizionali propri della dieta mediterranea, rapporti familiari stretti e solidali, vivacità socio-culturale e un buon livello di assistenza socio-sanitaria”. Insomma, qui si vive bene. [fi.me.]

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Speciale Abbonamento - Scopri le formule per abbonarti al giornale quotidiano della Gazzetta
Gazzetta Necrologie