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Inceneritore, le associazioni
preparano il ricorso al Tar

La protesta contro la dleibera che autorizza l'azienda a bruciare nel suo cementificio in località Trasanello altre 48 mila tonnellate all’anno di CDR (combustibile derivato dai rifiuti) e CSS (Combustibile solido secondario).

Inceneritore, le associazionipreparano il ricorso al Tar

DONATO MASTRANGELO

Da un lato l’azione che si muove nel campo della giustizia amministrativa, con il ricorso al Tar di Basilicata contro la delibera di giunta regionale n. 1197 del 7 novembre 2017 che ha autorizzato Italcementi a bruciare nel suo cementificio in località Trasanello, alle porte di Matera, ulteriori 48 mila tonnellate all’anno di CDR (combustibile derivato dai rifiuti) e CSS (Combustibile solido secondario). Dall’altro il lavoro di sensibilizzazione e coinvolgimento della comunità, chiedendo il sostegno per poter portare avanti la battaglia, affinché si giunga all’annullamento dell’atto amministrativo. I due canali su cui si muove l’impegno di Comitato No Inceneritore, WWF Matera, Aiea (Associazione Italiana Esposti Amianto) e Medicina Democratica sono strettamente connessi l’uno all’altro. Ieri mattina alla stampa, nella sede dell’Aiea in Viale De Martino, 65 è stata illustrata alla stampa l’iniziativa “Grazie, non fumi” allo scopo di consentire a tutti ni cittadini di sostenere l’azione amministrativa al Tar. All’incontro sono intervenuti per il Comitato No Inceneritore Mimmo Genchi, Francesco Filippetti e Mariangela Giordano, Nicola Frangione per Medicina Democratica, Mario Murgia per l’Aiea e Domenico Rizzi per il Wwf.

«Appenna è stata pubblicata la maledetta delibera regionale che autorizzava Italcementi a bruciare nei suoi impianti altre 48 mila tonnellate di Cdr e Css, ci siamo immediatamente attivati - ha dichiarato Genchi - consapevoli che non c’era tempo da perdere per formulare l’istanza di ricorso, considerato pure che ci sono le festività natalizie di mezzo. Ci siamo affidati ad un avvocato esperto e vari consulenti esperti in materia ambientale per studiare nei minimi dettaglia la parte amministrativa». La grossa mole di lavoro che le quattro associazioni hanno prodotto si sta ora concretizzando. «La prossima settimana - dice Genchi - notificheremo il ricorso al Tar. Subito dopo avvieremo una campagna di adesioni e sostegno all’iniziativa perchè riteniamo che siamo fondamentale fermare quello che riteniamo un vero e proprio sopruso ai danni del territorio. Questa, infatti, è l’ultima occasione per chiedere l’annullamento di un atto amministrativo che rappresenta l’ennesima fonte di violenza al nostro ambiente e alla nostra aria le cui conseguenze potrebbero manifestarsi anche in un lontano futuro per la nostra salute e quella dei nostri figli. Ecco perché - prosegue Genchi - questo ricorso alla Giustizia Amministrativa deve essere un ulteriore passo per fermare il continuo stillicidio a danno di tutta la Basilicata con la complicità di tutto il Governo Regionale».

I contributi per sostenere l’iniziativa “Grazie, non fumi” potranno essere donati a “No inceneritore” con bonifico su Poste Italiane (Iban IT33R0760116100001040256636) e su Pay Pal all’indirizzo paypal.me/NoInceneritoreMatera. Il versamento si può donare anche direttamente sul sito www.noinceneritore.it utilizzando il form visualizzato sulla pagina web. Genchi ha fatto presente che i termini del ricorso al Tar scadono il 14 gennaio 2018 e che il costo per presentare l’istanza è di 5 mila euro. «In ogni caso il nostro ricorso prescinde dai contributi di quanti vorranno sostenere l’iniziativa. A dare manforte alle quattro associazioni anche il Comune di Santeramo che si sta attivando con i suoi legali. «È stato l’unico Ente - ha precisato Genchi - che nell’ambito della Conferenza di Servizi ha espresso parere negativo nei confronti dell’Aia di Italcementi. Nel frattempo anche il Comune di Montescaglioso che ricade nel Parco della Murgia Materana».

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