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Il «lucano» De Blasio
trionfa di nuovo a NY

Confermato sindaco nelle elezioni dello scorso martedì

Il «lucano» De Blasio  trionfa di nuovo a NY

Parte dal “lucano” Bill De Blasio, quarto sindaco italoamericano nella storia di New York, rieletto trionfalmente con le elezioni di martedì, la riscossa democratica contro la politica di Donald Trump.

La vittoria di De Blasio non è stata mai in discussione, ma è impressionante per le sue dimensioni.

Con il 65 per cento dei voti ha tenuto a distanza siderale la candidata repubblicana Nicole Malliotakis, ferma al 28 per cento.

Ancora più schiacciante la sua performance nei quartieri più popolari, dove è tra l’altro ancora consistente la presenza degli italoamericani: 75 per cento a Brooklyn, 82 per cento nel Bronx, oltre il 70 per cento nella stessa Manhattan.

“Le cose si sono messe nel modo giusto”, sono state le sue prime parole nel victory speech pronunciato pochi minuti dopo la chiusura dei seggi; “Voi avete visto importanti cambiamenti negli ultimi quattro anni, ma non avete visto ancora nulla!”

Ai suoi elettori ha promesso a fairest city, una città più giusta in un’America più giusta. E adesso, forte del nuovo mandato, assicura che continuerà guidare l’opposizione di centinaia di sindaci americani alle politiche di Trump soprattutto in materia di immigrazione e di clima.

One New York, è stato lo slogan di questa campagna per la riconferma alla City Hall. New York deve essere una sola città, aperta, inclusiva, solidale. Una sola New York, dunque. A tutti, che vivano tra le luci di Manhattan o nelle estreme periferie della megalopoli, vanno garantite le stesse opportunità. E allora subito al lavoro su alloggi popolari, occupazione per i giovani, mobilità sostenibile, tutela dell’ambiente, scuole pubbliche, lotta alla criminalità e riforma della giustizia. Tutti temi sui quali De Blasio può vantare risultati non disprezzabili nei suoi primi quattro anni, durante i quali, ricorda, quasi mille famiglie di newyorkesi poveri hanno avuto una casa, e sono stati trecentomila i nuovi posti di lavoro creati in città.

E il presidente Trump? Sentendo la sconfitta, non si è fatto mai vedere in campagna elettorale. Eppure New York, oltre ad essere una delle principali città del mondo, è la sua città. E dalla notte di festa dell’electoral tuesday, sono in tanti a pensare che potrebbe essere proprio lui, l’italoamericano con sangue grassanese, a lanciare la prossima sfida democratica per la Casa Bianca.

ren. canto.

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