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L'annuncio

Ferrandina, Greenswitch
riconverte in verde ex Mythen

Adesso nel sito produttivo operano 12 unità, saliranno a 30

Ferrandina, Greenswitchriconverte in verde ex Mythen

L’acquisizione dell’ex stabilimento Mythen di Ferrandina (Matera) da parte della 'Greenswitch srl' "consente di attivare produzioni legate alla chimica verde, con una linea di olio di soia epossidato per 1.200 tonnellate di prodotto al mese e un fatturato annuale di 1,5 milioni di euro». Lo ha reso noto oggi, a Ferrandina, l’amministratore delegato di Greenswitch, Salvatore Pepe, nel corso di una incontro con i giornalisti e gli amministratori locali.

Gli impieghi sono diversi e vanno dalle pellicole in pvc per alimenti, ai tappi, alle tomaie di plastica. Lo stabilimento impiega ora 12 unità che raggiungeranno le 30 entro l’anno. «Il recupero dell’ex stabilimento Mythen di Ferrandina - ha sottolineato Pepe - rappresenta per la Basilicata un vantaggio competitivo nel settore della green economy perché realizzare e costruire una bioraffineria di prossimità, che è elemento essenziale per fare economia verde, richiede investimenti notevoli e tempi lungi di attivazione. La Basilicata ce l’aveva già, ma era considerato un rifiuto e la sua valorizzazione rappresenta senz'altro un vantaggio competitivo».

L’altra linea che sarà possibile attivare è legata alla produzione di biopoliolo, una resina ottenuta da risorse rinnovabili utilizzabile per isolanti e imbottiture nel settore industriale e in quello edile. «Molto importante - ha aggiunto Pepe - è la chimica dei biopolioli, che rispetto a quella dei biopolimeri ha come destinazione di mercato quello dei materiali compositi, come il carbonio non della semplice plastica (bicchieri o shoppers) per i quali è necessaria una legge a sostegno commerciale affinché sia considerata possibile la vendita. Nel settore dei materiali compositi i prodotti finiti hanno un alto valore aggiunto e per questo la differenza di prodotto tra 'green' e 'prodotto petroliferò non si avverte assolutamente».

La ex Mythen, che produceva biodiesel, è fallita nel 2014. Il 28 giugno scorso è stata acquisita dalla curatela fallimentare dall’azienda Mosaico Digitale di Pepe, una società a responsabilità limitata che, «alla tradizionale tecnica mosaicista, ha unito un innovativo sistema basato sulle più moderne tecnologie digitali». Nella nuova compagine societaria della Greenswitch si è aggiunto un socio canadese, di origini ferrandinesi: Pasquale Tremamunno, titolare della Inox Industries di Toronto.
La Mosaico Digitale dell’imprenditore Pepe è nota per la produzione di piastrelle in bioresina, «la cui materia prima - è stato sottolineato - potrà essere prodotta in quantità maggiori anche a Ferrandina».

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