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area protetta

Parco Murgia, sentieri
ecco la riqualificazione

Ecco gli interventi da realizzare, ma resta irrisolto il nodo della chiusura del ponte tibetano

parco murgia materana

di DONATO MASTRANGELO

MATERA - Riqualificazione dei sentieri e dei percorsi pedonali all’interno del Parco della Murgia Materana, con la sistemazione della cartellonistica e di una serie di misure finalizzare a migliorare la fruibilità dei visitatori nell’area protetta. È quanto ha annunciato ieri, illustrando l’intervento, il presidente dell’Ente Parco Pier Francesco Pellecchia nella sede di via Sette Dolori. Si tratta di una azione finanziata con fondi Piot, i cui lavori avranno una durata di sei mesi con affidamento mediante bando pubblico per un importo a base d’asta di 350 mila euro. Resta al momento irrisolta, tuttavia, la problematica che riguarda la riapertura del ponte tibetano. Come si ricorderà la passerella, che collega i Sassi alla Gravina di Matera, è stata chiusa per il pericolo della caduta di massi dalla parete sottostante Porta Pistola. Si rende necessario un corposo consolidamento del muro perimetrale.

«L’obiettivo - ha detto Pellecchia - era di ridurre il transito veicolare al Belvedere e connettere i Sassi alla Murgia con una infrastruttura di passaggio per rendere agevole il transito dagli antichi rioni alla Murgia e quindi le bellezze paesaggistiche, naturalistiche e le chiese rupestri. Adesso , purtroppo, siamo stati bloccati. Resta l’obiettivo di limitare, governare e modulare gli accessi al Parco che resta un’area assolutamente fragile e, quindi, la necessità di gestire l’area protetta per la sua tutela. In questa ottica c’è anche il completamento della sistemazione di quell’area dando segnalazione e visibilità della zona con il rifacimento della segnaletica e cartellonistica perimetrale». Poi è indispensabile l’individuazione delle porte di accesso dei parchi mediante l’utilizzo di totem in tufo in perfetta armonia con l’habitat rupestre».

Annunciata anche la sistemazione del piazzale del Belvedere. «L’obiettivo ha detto il progettista, l’arch. Nicola Ambrosecchia, era di rimuovere la pavimentazione in asfalto ma le risorse finanziarie a disposizione non ce lo consentono. La posa in opera delle chiancarelle, quindi, sarà limitata soltanto ad una fascia del piazzale che fungerà anche da percorso pedonale e ciclabile. In più sarà ripristinata la ringhiera, portandola a norma, mentre i massi posti nei pressi fungeranno da sedute e saranno adeguate al contesto, ricorrendo ad un concorso di idee per artisti».

È stato invece stralciato dall’appalto in corso l’intervento che prevede la realizzazione di due bagni in muratura in tufo. «La Sovrintendenza e la Regione - ha detto Pellecchia - hanno ritenuto conforme la nostra proposta progettuale ma il Comune non ha dato il beneplacito perché considera questo piccolo manufatto come una variante da portare all’esame del Consiglio comunale. Anche se l’approvazione di un progetto definitivo di opera pubblica credo possa già essere considerata come variante. Stando così le cose dovremmo accontentarci di assistere all’utilizzo delle chiese rupestri o le grotte come delle latrine ma a questo gioco non ci sto e spero di poter discutere con l’Amministrazione comunale in modo da poter dotare di questa infrastruttura il piazzale».

Tra le altre novità della riqualificazione nel Parco, c’è il ricorso a delle mappe tattili lungo i sentieri, «a conferma dei riconoscimenti che già ci sono pervenuti sull’accessibilità come allo Smau di Milano - ha dichiarato Pellecchia, ed il ricorso a dieci biciclette per consentire di raggiungere il Belvedere di Murgia Timone dal Cea di Jazzo Gattini anche sulle due ruote». Con le economie fatte nell’ultimo quadriennio il presidente Pellecchia ha anche annunciato che verrà restaurata la chiesa rupestre della Madonna della Croce, ricorrendo ad un importo di 250 mila euro, per un progetto di riqualificazione e messa in sicurezza del sito ed il recupero degli affreschi che vi si trovano all’interno.

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