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In Puglia e Basilicata

Nel Materano

Mafia, decapitato clan Schettino a Scanzano Jonico. Bardi: «Sentenza storica»

Mafia, decapitato clan Schettino a Scanzano Jonico. Bardi: «Sentenza storica»

25 anni a Gerardo Schettino, presunto boss. 24 imputati in tutto

30 Giugno 2022

Redazione online

«È una sentenza storica quella che i giudici di Matera hanno emesso ieri sera contro il clan mafioso di Scanzano Jonico capeggiato dal presunto boss Gerardo Schettino. In qualità di presidente della Regione, intendo sottolineare il forte messaggio che arriva dal Tribunale di Matera: lo Stato c’è, è presente, vigile, attento ed efficace, tutti i giorni, per contrastare sul territorio lucano i fenomeni di infiltrazione e sviluppo delle attività criminali di stampo mafioso. Con un occhio di riguardo alle aree dove il fenomeno rischia di radicarsi territorialmente, intrecciandosi con gruppi malavitosi presenti nelle contigue e confinanti regioni, creando forti disagi alla vita dei cittadini e alle attività economiche e imprenditoriali. Esprimo perciò un grande ringraziamento all’azione della magistratura, delle forze di polizia giudiziaria e delle forze dell’ordine che hanno determinato questo esemplare risultato. Non dobbiamo abbassare la guardia. La Regione è, con determinazione, in prima linea, impegnata a collaborare con tutte le forze istituzionali, sociali, economiche, associazionistiche, nella lotta quotidiana contro la criminalità in Basilicata», così il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, sulla sentenza del Tribunale di Matera contro il clan mafioso di Scanzano Jonico capeggiato dal presunto boss Gerardo Schettino. 

Ieri sera è stata pronunciata al tribunale di Matera la condanna per l’ex carabiniere Gerardo Schettino: dovrà scontare 25 anni e sei mesi reclusione. Il pm, Anna Gloria Piccininni, aveva chiesto la condanna a 28 anni. Fra le accuse rivolte ai componenti del clan, la rapina ad un supermercato, l’incendio di un’azienda agricola, un tentativo di omicidio per della droga non pagata e, nel 2018, le minacce al giornalista Filippo Mele, che aveva denunciato su La Gazzetta del Mezzogiorno le infiltrazioni del clan nella zona jonica lucana. Il tribunale ha anche condannato a 26 anni e sei mesi di reclusione un altro imputato, Domenico Porcelli, e a 19 anni e sei mesi Nicola Lo Franco. I giudici hanno disposto per Gerardo Schettino e altri sette imputati l’interdizione perpetua dai pubblici uffici. In un altro processo analogo che si è concluso ieri il figlio di Schettino, Giuseppe, è stato condannato alla pena di 20 anni e sei mesi reclusione. Pene per altri imputai da 17 anni a 12 anni.

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