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La zona Paip di Matera tra rilancio e speculazione

La zona Paip di Matera tra rilancio e speculazione

La zona Paip di Matera

L’Associazione «Zona Franca» accende i riflettori sul sito dove operano 300 imprese L’assessore Pistone: «L’area artigianale mantenga la sua specificità»

22 Giugno 2022

Donato Mastrangelo

MATERA - Un’area produttiva dove operano circa 300 imprese e che occupa circa 3mila persone, il doppio dell’area industriale della Valbasento. È la Zona Paip 1 di Matera che rappresenta ancora oggi un importante segmento economico della città dei Sassi. Prova ne è la pubblicazione dal titolo “Matera e Paip. Uno sviluppo ancora possibile?”, frutto di uno studio condotto da Leo Montemurro, presidente della Cna Basilicata e dal consulente direzionale Giovanni Volpe che, prendendo a riferimento dei dati Inps rielaborati, attesta che nel sito produttivo è stato generato un valore per 760 milioni di euro di fatturato.
La sfida è rilanciare la vocazione produttiva del Paip sorto nel 1976, facendo leva sulle nuove misure di crescita e sviluppo che guardano all’innovazione e alle fonti energetiche rinnovabili, considerando anche le risorse del PNRR. Un altro obiettivo è quello di preservare il Paip, Piano artigianale per l’insediamento produttivo mantenendo inalterata la sua destinazione d’uso, una questione sollevata anche dall’associazione Zona Franca Matera (ZFM) in un recente incontro pubblico con gli interventi di Gaetano Liantonio, Giuseppe Di Lecce e Giampiero De Meo, alla presenza di imprenditori, esponenti degli ordini professionali, politici e tecnici.

«Le Zone Paip 1 e 2 - sostiene ZFM . rimangono a vocazione artigianale. Il Paip andrebbe solamente migliorato e, qualora ricorrano i presupposti essenziali, coperture finanziarie e ottimali e ben strutturati nuovi insediamenti produttivi eco-compatibili, meriterebbe d’essere ampliato/esteso ed adeguato al mutato fabbisogno imprenditoriale, cambiamento necessario, ma fino ad oggi rimasto nel dimenticatoio. Tutto ciò potrebbe accadere, tenendo presente soprattutto le concrete e ragionevoli ambizioni imprenditoriali, manifestate dai rappresentanti di categoria presenti all’incontro, volte a mantenere le prospettive di crescita armoniosa e nel contempo disciplinata da un piano regolatore ed attuatore, che sia privo di speculazioni urbanistiche sottese da un linguaggio tecnicistico comprensibile ai pochi, e correttamente aggiornato per necessità alle esigenze di sopravvivenza dell’intero tessuto economico del PAIP, cucito su misura del suo mutato fabbisogno, a ridosso della città di Matera, anch’essa urbanisticamente trasformata nel tempo». Ma sulla questione l’Amministrazione comunale è al lavoro per scongiurare fughe in avanti e tentativi di speculazione. «Domani - dichiara l’assessore comunale al Patrimonio, Maria Pistone - avremo un incontro con il Consiglio Notarile e gli Ordini degli Ingegneri e degli Architetti di Matera. Va rivisto il Regolamento Urbanistico partendo dal presupposto che il Paip 1 rimane tale in tutte le sue funzioni. Al limite può essere ampliato ma non snaturato. C’è una forte volontà dell’Amministrazione comunale di potenziare ulteriormente la attrattività dell’area artigianale».

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