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Viabilità

Matera: «Appia», strada killer, parte l'appello

La Appia, un tratto della SS7

Un tratto della Ss7

Manifestazione organizzata da Cgil, Cisl e Uil per evidenziare i gravi problemi di sicurezza della Ss7. «Dalla Regione servono fatti concreti»

12 Giugno 2022

Enzo Fontanarosa

MATERA - Un primato sicuramente di cui il nostro territorio non può vantarsi. Indicare la strada statale 7 «Appia» tra le più pericolose d’Italia è però una triste realtà. È una arteria, sempre più congestionata, che non può più continuare a reggere quei 13mila e passa mezzi che in media la percorrono giornalmente senza interventi strutturali e urgenti. Mostra tutta la inadeguatezza di un tracciato di sole due corsie. Raddoppiare le corsie è quanto occorre fare perché altri anni passino senza che nulla di fattivo avvenga. Lo si chiede anche per tutte le vittime di questa strada: tra il 2018 e fino allo scorso maggio, ci sono stati ben 109 incidenti, con sette decessi e centouno feriti.

E ieri la Cgil, Cisl e Uil territoriali hanno manifestato annunciando che seguiranno altre iniziative per reclamare una “opera strategica che vale una vita”, come recita lo slogan della campagna che promuovono. Il piazzale retrostante una stazione di servizio lungo la trafficata arteria, ha ospitato il presidio con sindacalisti ma anche amministratori e politici locali e cittadini. È stata chiesta a gran voce alla Regione Basilicata e all’Anas con quali progetti e risorse, ma pure in che tempi, si punta ad adeguare la SS7 Appia, che collega Ferrandina a Matera, dalla statale 99 per Bari fino alla Basentana.

«Non è normale che a livello della Regione si resti ancora sospesi tra progettazione e cantierizzazione. Questo fa solo pensare a tempi molto lunghi e inaccettabili per una comunità in attesa da anni di infrastrutture – ha affermato Giuseppe Bollettino (Cisl) –. E poi tutti vogliono una arteria sicura. Servono subito risorse economiche, decisioni e opere. Continuare a spendere soldi solo per progettare non ha alcun senso. Così facendo si aggravano solo bilanci pubblici con l’ulteriore danno di non rendere alcun servizio. Sia l’assessora Donatella Merra con la Regione tutta devono passare dalle parole ai fatti».

Per Bruno Di Cuia (Uil) «che si vada ad ammodernare o sostituire l’arteria, lo chiede l’intera area per il suo sviluppo. La cosa è inevitabile, sono quaranta anni che se ne parla. Se gli interventi fossero iniziati per tempo ora, al massimo, avremmo dovuto pensare un suo ammodernamento. Per questo, adesso non è più possibile che dalla Regione giungano solo dichiarazioni di intenti. Questa arteria è fondamentale per l’intero territorio lucano. È una questione di transito di merci e ora si aggiunge anche il turismo. È assurdo pensare, poi, che dal versante pugliese si sia riusciti ad avere una strada a quattro corsie che entra nel territorio di Matera per 15 km circa, mentre noi lucani non riusciamo ad avere una infrastruttura degna di questo nome».
Eustachio Nicoletti (Cgil) ha parlato di «alleare i territori lucani nei confronti di un Governo regionale non all’altezza di una situazione reale e attuale.

Se la Basilicata non viene connessa come regione cerniera agli assi fondamentali della comunicazione e commercio, è destinata a non avere sviluppo. Non capiamo la miopia per cui sul territorio di Matera non si individui l’imbuto come quello a venire da Bari verso la Basentana e lo Jonio e Potenza; come pure c’è la ferrovia che da La Martella non si collega all’Adriatico. Alla Regione chiediamo atti concreti. Bisogna implementare all’interno del piano strategico dei trasporti mobilità 2016/2026 la SS7 che non è citato e quindi non risulta da nessuna parte. Questa strada risolverà di sicuro i suoi tanti problemi con l’adeguamento a quattro corsie. Ecco perché i nostri Sindacati, ma non solo, ci mobiliteremo ancora perché il territorio materano e la Basilicata tutta hanno bisogno di fatti concreti. Aggiungo pure che nel prossimo futuro non dismetteremo la nostra attenzione anche rispetto alla questione legata alla ferrovia e il collegamento alla rete nazionale. Su questo versante abbiamo altri problemi, ma ritorneremo ad agire».

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