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SANITA' NELLA BUFERA

«Veleni» mai sopiti alla Asl di Matera, Bardi solidale con Pulvirenti

«Veleni» mai sopiti alla Asl di Matera, Bardi solidale con Pulvirenti

La direttrice generale della Asl di Matera Pulvirenti

Il presidente della Regione dopo le denunce di minacce e ostilità da parte della direttrice: «Rafforzeremo la legalità»

10 Giugno 2022

Donato Mastrangelo

MATERA - Un pesante clima intimidatorio nei confronti del direttore generale dell’Azienda Sanitaria Matera, Sabrina Pulvirenti. Una situazione che ha indotto la dirigente romana ad uscire allo scoperto e denunciare pubblicamente l’accaduto, annunciando di aver sporto denuncia alle forze dell’ordine. Ieri mattina, attraverso un messaggio su Twitter, è arrivata anche la solidarietà del presidente della Regione, Vito Bardi . «La mia solidarietà - ha scritto il presidente Bardi - alla Dr.ssa Sabrina Pulvirenti. Sarò presto a Matera in ASM per portarle la mia vicinanza di persona e per rafforzare l'impegno per la legalità e contro ogni tipo di minaccia e di violenza. Confido nelle forze dell'ordine e nella magistratura».

«Episodi inquietanti», si diceva, segnalati da Pulvirenti, in carica dallo scorso novembre, dopo aver ricoperto nei sei mesi precedenti l’incarico di commissario straordinario dell’Asm al posto del direttore facente funzioni Gaetano Annese. Non è un caso che il direttore generale abbia affidato le proprie esternazioni ad un comunicato stampa diramato non dall’Asm bensì dall’ufficio stampa della Regione. Un modo implicito, da parte dell’esecutivo guidato da Bardi, per sostenere e tutelare l’azione della Pulvirenti, quasi a rimarcare il punto di cesura rispetto al passato e alle gestioni che avevano riguardato il sistema sanitario non solo materano, con riflessi anche sul piano giudiziario con l’inchiesta denominata «Sanitopoli».

La sequela degli episodi indicati da Pulvirenti è circostanziata: «La connessione tranciata a un apparecchio sanitario, la linea internet che viene meno con una frequenza anomala, la corrente staccata nel mio ufficio, l'hard disk delle telecamere che si guasta e quindi non si possono estrarre le immagini, la porta forzata della stanza del direttore sanitario e tanti altri piccoli episodi ma molto gravi, indicativi di un clima di tensione molto forte ma anche che stiamo facendo le cose giuste, unicamente nell'interesse dei materani e per difendere la legalità. Abbiamo provveduto a fare denuncia alle forze dell'ordine. Tutti oramai sono a conoscenza del clima all'interno dell'azienda e delle minacce urlate nei corridoi. È arrivato il momento di dire basta a questo clima d'odio e di violenza, anche di genere. Indietro non si torna». Pulvirenti, all’atto del suo insediamento da direttore generale non aveva nascosto le criticità rilevate all’ASM da commissario facendo riferimento ad «una situazione non disastrata ma importante», con una organizzazione bisognosa di «una rivisitazione profonda» e la necessità di potenziare, in particolar modo, l’ospedale Madonna delle Grazie di Matera ma anche gli altri presidi sul territorio, di medici, infermieri, tecnici.

Circa un mese fa l’annuncio dell’attuazione di un Piano del fabbisogno triennale del personale per colmare i vuoti in organico ed aumentare la forza attrattiva della struttura. Sforzi ai quali avrebbero fatto da contraltare, in tutti questi mesi, movimenti paralleli da parte di soggetti in qualche modo organici alla struttura che godrebbero di appoggi politici importanti, anche a livello capitolino e che remerebbero contro il nuovo corso avviato da Pulvirenti in un clima, appunto, omertoso e fatto di minacce più o meno velate. Una sorta di «direzione ombra» con tanto di riunioni nella struttura ed esortazioni a non collaborare con la direzione strategica. In questo scenario si consumerebbe una faida strisciante nel mentre si cerca di dare una prospettiva di rilancio dell’Azienda sanitaria che deve fare però i conti con un deficit conclamato di medici ed altri problemi che si riverberano negativamente sulla qualità di alcune prestazioni. «È un clima pazzesco» si lascia sfuggire, rigorosamente in forma anonima, un dirigente medico. Uno dei tanti sempre in prima linea ogni giorno per garantire il diritto alla salute dei cittadini.

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