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Matera «cavalca» l’onda della capitale: bene turismo ed economia

Matera «cavalca» l’onda della capitale: bene turismo ed economia

Gruppo di turisti in ammirazione a Matera

I dati del dossier della «Fondazione 2019» confermano che la città è lanciata nell’olimpo delle mete attrattive mondiali

26 Maggio 2022

Massimo Brancati (foto Genovese)

MATERA - «Se torturi i numeri abbastanza a lungo, confesseranno qualsiasi cosa». Lo dice il matematico e scrittore americano Gregg Easterbrook. E allora «torturiamo» questi numeri per capire esattamente cosa ha prodotto Matera 2019, se lo status di capitale europea della cultura ha lasciato qualcosa in eredità alla città dei Sassi e alla Basilicata. I dati non mentono e se non vengono imbrigliati nella statistica, con i polli di Trilussa sempre in agguato, forniscono un quadro reale di ciò che accade. Setacciamo il report della Fondazione Matera 2019 che ha monitorato l'andamento economico, culturale e turistico negli anni tra la candidatura e l'incoronazione di capitale. Cominciamo con i soldi. Qual è il budget complessivo per il programma culturale di Matera 2019? Il periodo preso in esame è 2015-2020. Ebbene, le risorse ammontano a 50 milioni e 82mila euro, dei quali il 94 per cento provenienti da finanziamenti pubblici e il 6 per cento da privati. Ulteriori 4 milioni e 870mila euro sono stati destinati dal Governo nazionale alla riqualificazione e allestimento della Cava del Sole dove quest'estate ci sarà un pullulare di artisti di fama nazionale, da Mahmood (il concerto è in programma il 22 luglio) a Elisa (27 luglio), passando per i Litfiba (20 luglio) e Achille Lauro (17 luglio). Il 62 per cento del plafond è stato speso per attività culturali, mentre la restante parte ha riguardato azioni di marketing, spese generali e salari.

I dati più significativi dell'impatto di Matera 2019 risiedono nei flussi turistici. Per rispondere alla domanda se c'è stato un incremento di presenze rispetto al periodo precedente alla candidatura a capitale basta citare qualche numero: nel 2014 gli arrivi a Matera erano stati 153.005, mentre nel 2019 388.158 (+ 153,7 per cento). Ancora più marcato il trend delle presenze (cioé il numero delle notti trascorse dai clienti in alberghi e B&B) con 244.847 nel 2014 e 730.434 nel 2019, pari al 198,3 per cento in più. Secondo uno studio svolto da Srm Services, la permanenza media a Matera supera quella legata ad altre città d'arte molto note come Perugia e Firenze: i turisti, in sostanza, si sono fermati nei Sassi non solo per il tempo necessario alla visita, ma per vivere in pieno l'esperienza culturale offerta, trasformandosi in quelli che il dossier di Matera 2019 definisce «cittadini temporanei». «L'incremento turistico – sottolinea Giovanni Oliva, direttore della Fondazione Matera 2019 – ha prodotto un importante investimento da parte dei privati nel settore ricettivo che tra il 2015 e il 2019 ha registrato una performance da record, con numeri decisamente più alti rispetto al resto dell'Italia». Oliva cita come esempio la crescita esponenziale dei posti letto negli hotel a cinque stelle, passando da 42 nel 2015 a 326 nel 2019, pari a +676,2 per cento. Boom anche di Bed & Breakfast (da 557 a 851) e case vacanza-affittacamere (da 1.076 a 3.247). Ammonta a 30 milioni di euro, infine, il valore degli investimenti immobiliari per uso turistico realizzati a Matera tra il 2014 e il 2019 con un impatto sul Pil della città pari a 55,5 milioni di euro. «Questo scenario di crescita – spiega Oliva – mette in luce che per ogni euro di spesa turistica effettuato a Matera si è avuto un effetto moltiplicatore di 1,85 con un impatto complessivo di 224,3 milioni di euro sul Pil di Matera se si considera soltanto il 2019».

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