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«Io senzatetto per scelta , ogni volta ritorno a Matera»

«Io senzatetto per scelta , ogni volta ritorno a Matera»

Si chiama Sebastian. Tedesco d’origine, ha 39 anni e da 21 gira il mondo perché è uno spirito libero

15 Maggio 2022

Carmela Cosentino

MATERA - Si chiama Sebastian. Tedesco d’origine. Homeless per scelta. Ha 39 anni e da 21 gira il mondo perché è uno spirito libero, ama viaggiare, conoscere culture diverse, posti e gente sempre nuova. Con lui da poco più di tre anni, l’amico a quattro zampe Bello, un pastore maremmano incontrato in Calabria, a Villapiana, durante uno dei suoi brevi soggiorni. Tra i due è stato un colpo di fulmine. Bello aveva solo 8 mesi, e Sebastian non era pronto per un compagno di avventure. Poi, una sera, mentre era sdraiato sull’amaca, il cane si è avvicinato, gli ha dato la zampa e da allora non si sono più separati.

Da qualche tempo sono a Matera, un posto in cui Sebastian ritorna volentieri. «È la quinta volta che torno qui e lo faccio soprattutto per la gente che è sempre gentile e disponibile con noi. Inoltre è un posto bellissimo, con i Sassi che ti affascinano, e in cui mi piacere stare». Sebastian si racconta. «Fin da bambino sognavo di andare via dalla Germania - dice pacato, guardando con occhi azzurro cielo - Mio zio era un cuoco e ha girato il mondo per il suo lavoro e io volevo imitarlo. Così a 12 anni quando mia madre mi ha detto di andare via di casa, ho iniziato a pensare a quello che avrei fatto. E a 18 anni ho lasciato il Paese». Da allora Sebastian ha iniziato la sua avventura. Lavori saltuari e spiccioli raccolti durante le brevi permanenze, lo hanno aiutato a mangiare e a viaggiare. A volte in autostop altre con il treno, pagando il biglietto per sé e per Bello. In poco più di 20 anni ha visitato, la Spagna, la Francia, l’Olanda, la Danimarca, la Svizzera, il Lussemburgo, la Slovenia, la Croazia, l’ Austria, la Svezia spingendosi fino promontorio di Capo Nord. Vivendo per strada ha imparato a cavarsela e a parlare lo spagnolo, il francese e l’italiano. Con sé solo uno zaino dove porta tutto ciò che serve. Non teme il freddo, solo il caldo, perché come diceva suo nonno, «da quello non ti puoi riparare».

Anche i vestiti non sono un problema. «Me li regalano - dice- solo due volte ho comprato un paio di camicie», e sorride. La notte si ferma in posti di passaggio. A Matera nel boschetto di Serra Venerdì, dove la sera passeggiano indisturbati i cinghiali. Non hai paura? «E perché mai? Dobbiamo aver paura solo delle persone». E ricorda un episodio mostrandomi le cicatrici sul braccio e sul volto di Bello. «Un giorno ho dormito nel parcheggio di un paesino vicino Napoli. In piena notte siamo stati svegliati da un ragazzino che ci ha buttato addosso le pietre, non ciottoli ma sassi enormi che ci hanno fatto davvero male - e qui abbassa la testa. È un problema di educazione bisogna insegnare ai bambini il rispetto per l’altro».
Sebastian ha un figlio. Ha venti anni e vive in Germania con la madre. «Non ci sentiamo spesso, ma lui approva la mia scelta. Quando sarà possibile faremo insieme un viaggio in India». Radici e legami non sono per lui, ma un sogno Sebastian lo coltiva, ed è quello di lavorare come cuoco. «Provengo da una famiglia di cuochi, e in questi anni, lavorando in cucina, ho imparato anche a cucinare dei piatti. Tra questi i ravioli con la ricotta conditi con la salsa al pomodoro che mi ha insegnato a preparare una bisnonna siciliana di 108 anni». Prossima meta? «Mi fermo a Matera almeno per altre quattro settimane. Poi riprenderò a viaggiare».

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