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MATERA - Tra Matera, il Metapontino e il Vulture spuntano Potenza e la Val d’Agri, in una saga molto dilettantistica e tutta lucana. Non c’è pace per lo spettacolo di Capodanno “L’anno che verrà”, in diretta su Rai 1, in merito al quale, stando a quanto dichiarato dal consigliere regionale di Forza Italia, Vincenzo Acito, ci sarebbero «brusii e bisbigli che vorrebbero spostare l’evento a Potenza. Come a dire, due edizioni a te e due a me. Queste logiche da asilo Mariuccia che hanno caratterizzato, nella passata Amministrazione, la gestione di un evento che sarebbe dovuta essere programmatica, non hanno portato benefici reali alla Regione, e spesso hanno comportato disagi per tutti. Se deve prevalere la logica del promuovere i territori su scala nazionale, come si è previsto che l’evento possa essere deputato a fare, allora che si prenda in considerazione la giusta candidatura del Metapontino, un territorio che, ora più che mai, necessita di promozione e di essere conosciuto, a livello nazionale, per le sue bellezze e ricchezze storico artistiche. Se la logica dell’attribuzione vuol basarsi solo sulla compensazione numerica, allora chiedo che si torni a rispettare i termini dell’accordo iniziale fra Rai Com e la Regione e che il Capodanno venga festeggiato nella città che, negli ultimi 5 anni, ha visto crescere in maniera esponenziale il numero di presenze turistiche, e che ha consentito alla Regione tutta di beneficiarne. Matera ha una forte vocazione turistica, e si propone come volano di sviluppo per tutto il territorio regionale. Potrà continuare a farlo se verrà rispettata e valorizzata nelle sue specificità».

Invece, quando manca poco alla decisione definitiva, sempre in base a quanto sostenuto da Acito, la guerra dell’assegnazione sembrerebbe ampliarsi. E così, dopo la prima rivendicazione di due territori, il Vulture e il Metapontino, e il ritorno in auge di Matera, adesso tornerebbe d’attualità anche Potenza. Ma non solo: anche la Val d’Agri reclama visibilità. «Il Capodanno Rai – ha spiegato Pietro Sanchirico, di Italia Viva – è l’occasione, forse irripetibile, per mostrare al grande pubblico che la Val d’Agri non è solo petrolio e negatività. Mi dispiace invece registrare che nello scontro in atto sulla scelta della location lucana per l’edizione 2019 nessuno pensi a candidarla. Avere qui il seguitissimo evento rappresenterebbe una riparazione da quella antica e interminabile campagna mediatica contro la valle, raccontata come area di inquinamento costretta a convivere con le attività di estrazione e di ricerca di idrocarburi senza alcuna speranza di riscatto. L’immagine del Cova è diventata quella che ogni italiano accomuna alla Val d’Agri. Almeno una volta, la produzione Rai che ha finalità di promozione territoriale diventi l’opportunità per mostrare al pubblico una parte delle risorse. Non vorrei che l’occasione vada sprecata facendo prevalere logiche e interessi politici di campanile».

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