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La denuncia al ministro Bonisoli

Matera, parco Magna Grecia: piano finanziato ma dimenticato dal Governo

L’ex parlamentare Latronico scrive al ministro della Cultura

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MATERA - Rammarico e preoccupazione. Li ha espressi in modo chiaro e piccato l’ex parlamentare lucano, Cosimo Latronico, direttamente al ministro per i Beni Culturali, Alberto Bonisoli. Il tema è il mancato completamento dell’iter relativo al cosiddetto programma Magna Grecia. Parliamo di un progetto che coinvolge tre regioni (Basilicata, Calabria e Puglia), con una dotazione che, solo per ciò che concerne le spese tecniche necessarie per predisporre i bandi relativi ai progetti, ha una dotazione finanziaria di un milione e 250mila euro.

Il programma fu finanziato nella precedente legislatura, quando Latronico (a lui si deve l’iniziativa) trovò un’efficace sponda nell’allora vice ministro Claudio De Vincenti, il quale condivise la ratio del programma legato a pieno titolo a Matera 2019. «Si tratta – ha spiegato Latronico – di un progetto che, per la Basilicata, vede capofila il Comune di Bernalda, ma che coinvolge altri centri della fascia jonica e, nel merito, tematiche che vanno dal Pittore di Pisticci ad Anglona, dagli ori di Senise ad Eraclea. Credo che questo modo di fare sia sintomatico del disinteresse che questo Governo mostra verso la fascia jonica. Eppure, Matera 2019 sta per finire e, in ogni caso, c’è anche la questione della Zes che si sta approntando e che potrebbe in qualche modo chiudere il cerchio anche con il progetto Magna Grecia. Perché questa inerzia?». Latronico ritiene necessario «procedere e farlo con una certa celerità. È passato un anno da quando scrissi nuovamente a Bonisoli ma, purtroppo, atti concreti non ne ho visti, nonostante le rassicurazioni che mi furono fornite».

Nella sua missiva al ministro, l’ex parlamentare ha scritto: «Trovo ingiustificabile il modo di procedere degli uffici del suo Ministero che, dopo un anno, non hanno ancora adempiuto alla definizione e stipula della convenzione con Comuni selezionati tramite avviso pubblico per la attuazione del programma Magna Grecia. Che, per iniziativa parlamentare, fu finanziato con il decreto legge 243-16, convertito nella legge 18-17, il cosiddetto decreto contenente le misure per il Mezzogiorno. Con una nota del 10 agosto del 2018, a firma di Caterina Bon Valsassina, il suo ministero si impegnava a sottoscrivere le convenzioni con i Comuni selezionati per dare attuazione alle misure per far partire il progetto Magna Grecia. Debbo constatare che, dopo un anno, nessun atto amministrativo è stato predisposto per raggiungere l’obiettivo che il Parlamento aveva deliberato e finanziato. Lascio a Lei valutare la gravità di tale comportamento che esige pubbliche giustificazioni. Per conoscenza scrivo al presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, perché assuma le iniziative che ritiene più utili per sbloccare tale spiacevole situazione. A una settimana dalla lettera vergata da Cosimo Latronico, nessuna risposta è giunta. «Altro che governo del cambiamento – ha concluso l’ex parlamentare – qui vedo solo disinteresse per la zona jonica che, invece, meriterebbe ben altra attenzione e avrebbe bisogno di rilancio, anche attraverso leve come quella del programma Magna Grecia». 

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