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Matera 2019, Pittella: «È la vittoria dei sogni»

Parla in una nota il governatore lucano, sospeso dal suo incarico

Marcello Pittella

«Matera 2019 è la vittoria dei sogni e delle persone, a cui va il mio più sentito ringraziamento e la mia profonda riconoscenza, pur se oggi da presidente sospeso». Lo scrive, in una nota, Marcello Pittella (Pd), il governatore lucano sospeso, per effetto della legge Severino, dallo scorso 6 luglio, in quanto coinvolto nell’inchiesta sulla sanità lucana. «Dal mio canto - aggiunge - sono grato ed orgoglioso di aver dato un contributo a questa impresa. Fiero della mia regione».

«Matera - ha aggiunto Pittella - è la forza visionaria di un progetto e di quanti in esso hanno creduto, dalle istituzioni alle associazioni, dai corpi intermedi ai professionisti della comunicazione fino ai cittadini lucani tutti, in cammino nel percorso di candidatura e in cammino oggi verso un’opportunità reale da coltivare. Il rammarico per quanto vivo non offusca i sentimenti di orgoglio e fierezza per questa terra, né indebolisce l’emozione per il momento storico che ci apprestiamo a vivere. Il refrain per il quale siamo 'Capitale europea da vergogna d’Italià, da oggi sarà solo un tema per comprendere fatti e percorsi storici, portare ad esempio scelte politiche vincenti, comprendere il dna di questa terra».
Il governatore si è inoltre detto «convinto che il riscatto è il passato, capitalizzare i frutti di un percorso avviato è il futuro. Non bisogna fermarsi ma continuare a lavorare per idee che spesso appaiono utopie o futilità, ma che al contrario sono spinta per immaginare opportunità di sviluppo i cui risultati si coglieranno in un tempo più lungo. E’ con questo spirito che il governo regionale, che ho guidato in questi ultimi cinque anni, ha inteso il titolo di Capitale della Cultura quale momento per riscrivere il paradigma di un mezzogiorno attrattivo e propulsore di idee, foriero di vitalità, e non già come etichetta sterile, momento di ritualità formali, o come punto di arrivo. Non scadenza ma avvio, non limite ma apertura. Dal 2014 in poi, e ancor prima, da quando si decise di competere per il titolo con altre città certamente ben più note ed attrezzate rispetto alle nostre, mai é mancato impegno e lavoro, tenacia e passione, progettazione e voglia di individuare asset strategici. Certo, non sono mancate lentezze, proprie di un’impresa tanto complessa ed inedita, e non sono mancati errori che pure il tempo ci restituirà e per i quali chiediamo scusa».

«Abbiamo investito importanti risorse in questi anni, circa 766 milioni di euro, pensando anzitutto ad una governance, con la Fondazione Matera-Basilicata 2019, poi ad una programmazione culturale organica che tenesse conto del fermento creativo lucano in un’ottica di interazione delle competenze in una società dei saperi e delle professioni in continua evoluzione». Lo ha evidenziato, in una nota, il presidente sospeso della Regione Basilicata, Marcello Pittella (Pd).
«Su iniziativa regionale - ha continuato - da marzo 2016 Matera ha una sede distaccata della Scuola del Restauro. E poi le infrastrutture digitali e materiali. La città dei Sassi - ha ricordato Pittella - è una delle aree urbane dov'è partita la sperimentazione della 5G. Sul tema della viabilità, dei trasporti e della mobilità urbana corposi sono stati i nostri investimenti, forse non tutti visibili oggi ma sicuramente fra qualche tempo. E ancora, azioni mirate alla valorizzazione delle aree interne o l’idea di 'Capitale per un giornò per rendere forte il legame territoriale della regione nel suo insieme. Matera-Basilicata 2019 per noi ha rappresentato in maniera forte anche questo: il rafforzamento della coesione territoriale e sociale, il credere nel valore dell’accoglienza e della solidarietà, la capacità di mettersi in gioco al riparo da steccati ideologici che tanto ci danneggiano, perché sono i buoni sentimenti ad animare buone azioni, lucidi sognatori a cambiare il corso della storia. Dal Sud al cubo, per usare un’espressione a me cara, parliamo all’Europa. Questo è un fatto. Ora tocca noi tutti valorizzare questa occasione e renderla patrimonio per il futuro. Auguro ai lucani - ha concluso il governatore sospeso - di lasciarsi coinvolgere dall’entusiasmo di questi giorni e di credere, credere in questa terra».

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