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Salandra-Grassano: quella strada mai completata dopo trent’anni

Il collegamento mai ultimato per ora è solo uno spreco di denaro

Salandra - Grassano Scalo strada

MATERA - Cinque miliardi di vecchie lire per una strada che, nel 2018, ancora non esiste. Almeno nella sua idea progettuale definitiva. E chissà se mai esisterà. Parliamo della strada di collegamento Salandra-Scalo Grassano, meglio nota come San Vitale. L’arteria, pensata per consentire un collegamento veloce tra l’abitato di Salandra e la statale 407 Basentana, non ha mai visto la luce perché, semplicemente, i lavori non sono mai stati portati a termine. O meglio, sono stati completati e anche collaudati solo quelli relativi al secondo lotto, mentre per il primo lotto (pure realizzato) il collaudo non è mai intervenuto e, nel frattempo, il dissesto idrogeologico e l’incuria l’hanno ridotto a una sottospecie di tratturo. C’era anche un terzo lotto, ma non è mai stato realizzato perché, rispose all’epoca la Provincia di Matera, questi lavori avrebbero dovuto essere finanziati dal Por 2001-2006. Ma questo finanziamento, a quanto pare, non si è mai concretizzato. Morale della favola? La strada, i cui lavori iniziarono circa 30 anni fa, oggi non solo non è mai entrata in funzione anche perché non completata, ma, nelle parti realizzate (costate più di cinque miliardi di vecchie lire) mostra i segni di abbandono totale. Tra l’altro, siccome per realizzarla è stata sostanzialmente eliminata una vecchia strada interpoderale che serviva a numerosi proprietari terrieri della zona, oggi essa, pur essendo ufficialmente chiusa, è l’unica via di accesso per coloro che devono recarsi in campagna o, comunque, nei terreni di proprietà. Un vero e proprio pastrocchio, dunque, con annesso sperpero di danaro pubblico.

La strada, di competenza della Provincia di Matera, ha “consumato” tutti quei soldi senza portare a nulla, con la beffa che il tratto realizzato non può essere percorso (se non rischiando multe e contravvenzioni) e che il precedente tracciato non esiste più. Nel corso degli anni, inoltre, sono state numerose le denunce, le segnalazioni e gli esposti alla Procura della Repubblica, seguiti anche da alcune interrogazioni all’ente Provincia. Dalle quali è emerso solo (si fa per dire) che di quell’idea positiva che avrebbe dovuto consentire ai salandresi di arrivare sulla Basentana accorciando notevolmente i tempi di percorrenza da e per Potenza, non è rimasto che un manufatto ormai quasi impraticabile e pericoloso per chi lo percorre. Morale dalla favola? Nessun responsabile e nessun colpevole. Ma tanti soldi spesi. E, soprattutto, nessun beneficio per la comunità che non solo non ha visto accorciato il tragitto (e i tempi di percorrenza verso valle), ma ha anche perso l’unica strada che almeno a qualcosa serviva.

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