Domenica 20 Gennaio 2019 | 09:29

NEWS DALLA SEZIONE

In Salento
Taurisano, dopo incidente chiede aiuto: il «soccorritore» tenta di stuprarla

Taurisano, dopo incidente chiede aiuto: il «soccorritore» tenta di stuprarla

 
A Castrignano del Capo
Beve in un bar detersivo al posto dell'acqua: asportato stomaco a 28enne nel Leccese

Chiede acqua in un bar e gli servono brillantante: asportato stomaco a 28enne nel Leccese

 
Vandali al Vanoni
Nardò, dalla finestra della scuola «piovono» sedie

Nardò, dalla finestra della scuola «piovono» sedie

 
Padre, madre e 2 figli
Famiglia dipendente dal web vive chiusa in casa per 2 anni e mezzo: incubo nel Salento

Famiglia dipendente dal web vive chiusa in casa per 2 anni e mezzo: incubo nel Salento

 
Nel Leccese
Strattona nonna 95enne per avere soldi per la droga: un arresto a Casarano

Strattona nonna 95enne per avere soldi per la droga: un arresto a Casarano

 
A Torre San Giovanni
Tenta rapina in farmacia con rasoio e scappa, arrestato 31enne salentino

Tenta rapina in farmacia con rasoio e scappa, arrestato 31enne salentino

 
Il movimento nel Salento
Melendugno: No Tap protestano in tute anticontaminazione

Melendugno: No Tap protestano in tute anticontaminazione

 
Nel Leccese
Copertino, incendio in capannone Fse: danneggiato treno merci

Copertino, incendio in capannone Fse: danneggiato treno merci

 
Il festival
Picturebook Fest: a Lecce arte e letteratura per ragazzi

Picturebook Fest: a Lecce arte e letteratura per ragazzi

 
All'ospedale Vito Fazzi
ospedale Vito Fazzi di Lecce

Polmone asportato senza aprire torace: super-intervento a Lecce

 
Parla Vincenzo Zara
Unisalento, Rettore: «Immatricolazioni in crescita»

Unisalento, Rettore: «Immatricolazioni in crescita»

 

omicidio Fabbiano

Uccisa e gettata nel lago
arrestato un salentino

Uccisa e gettata nel lago  arrestato un salentino

Gabriella Fabbiano, la 43enne vittima

di Pierangelo Tempesta

PARABITA - Un uomo di Parabita coinvolto nel caso dell’omicidio di Gabriella Fabbiano, la 43enne di Cernusco sul Naviglio uccisa e gettata in un laghetto due settimane fa. Si tratta di Fabrizio Antonazzo, 60 anni, residente da diversi anni nel Milanese.

Secondo gli inquirenti, il salentino ha aiutato il 52enne Mario Marcone (anche lui pugliese, originario di San Severo) a nascondere il corpo della donna.

Antonazzo ha lasciato Parabita in giovane età. In passato ha fatto l’insegnante, ma anche il buttafuori. Molti anni fa è stato coinvolto in un’operazione antidroga ed è noto alle forze di polizia per reati contro la persona.

Ritornando al delitto, il cadavere è stato gettato nel lago di una vecchia cava in disuso alla periferia di Cernusco. È stato il titolare dell’area, il 5 dicembre, a notare qualcosa emergere dall’acqua e a chiedere l’intervento delle forze dell’ordine. Quando i carabinieri hanno identificato la vittima, hanno subito rivolto i loro sospetti su Marcone. Per due motivi in particolare: il 18 novembre l’uomo era stato visto dal comandante della stazione cittadina in atteggiamenti intimi con la donna; due anni prima, poi, la 43enne aveva denunciato ai carabinieri di essere stata violentata dall’ex marito (circostanza, questa, che non è stata accertata) proprio all’interno della cava. All’epoca i militari si recarono sul posto e incontrarono Marcone e Antonazzo.

I due pugliesi sono stati arrestati nel pomeriggio di mercoledì. Durante l’interrogatorio, Marcone ha raccontato che la sera del 30 novembre la donna si è presentata in casa sua armata di pistola. E che il colpo mortale è partito nel tentativo di disarmarla. Per gli investigatori, però, la verità è un’altra: il 52enne ha ucciso la donna in un raptus di gelosia; in un bar del paese, poi, ha confidato l’accaduto ad Antonazzo, persona da lui frequentata abitualmente. I due, quindi, avrebbero avvolto il cadavere in un telo di cellophane, lo avrebbero legato con un filo di ferro e con la corda di una tapparella e, dopo averlo appesantito con oltre 70 chili di pietre, lo avrebbero gettato nel lago. Secondo gli investigatori, il posto è stato scelto perché Antonazzo abita a cento metri dalla cava e ne conosce perfettamente il perimetro.

Nel corso delle indagini che hanno portato all’arresto dei due uomini, i carabinieri hanno ascoltato oltre 50 persone. Dalle testimonianze è emerso che Marcone qualche giorno prima era andato alla ricerca di un cilindro metallico per realizzare un silenziatore per la pistola. L’arma non è stata ancora ritrovata.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400