La mamma 36enne trovata cadavere in mare al largo di Torre dell’Orso, il figlioletto di 9 anni morto in casa a Calimera. È la tragedia che ieri, martedì 18 novembre, ha scosso il Salento su cui sono scattati gli accertamenti: si tratta con ogni probabilità di un omicidio-suicidio in un contesto di forte fragilità emotiva della donna, Najoua Minniti detta Gioia, 36 anni, di Polistena (Reggio Calabria) e residente a Calimera.
Nel primo pomeriggio di martedì 18 novembre un sub impegnato in un’immersione al largo di Torre dell’Orso (circa 20 km da Calimera) ha notato il corpo senza vita di una donna tra le onde, a poche centinaia di metri dalla riva. Il sub ha subito allertato la Capitaneria di porto e, nonostante il mare agitato, una motovedetta è riuscita a recuperare la salma. Il corpo non presenterebbe segni di violenza e la morte risalirebbe a poche ore prima del ritrovamento.
Quasi contemporaneamente, l’ex marito della donna Fabio si era presentato nella caserma dei carabinieri di Calimera per denunciare la scomparsa della ex moglie e del loro figlio di 9 anni, Elia, che quel giorno non era stato accompagnato a scuola. La descrizione fornita dall’uomo, in particolare i tatuaggi, hanno pemesso di fare coincidere la persona scomparsa con il cadavere recuperato in mare.
Sono così scattate anche le ricerche del bambino, culminate in un secondo tragico epilogo: in tarda serata del 18 novembre il piccolo è stato trovato morto nell’abitazione della madre, in via Montinari a Calimera. La morte sarebbe sopraggiunta per asfissia. Sul posto anche il sindaco di Calimera, Gianluca Tommasi, che ha confermato il ritrovamento: «Siamo distrutti davanti a una notizia del genere. Non oso immaginare la tristezza dei compagni di scuola quando domattina non lo vedranno arrivare».
La donna, nata e cresciuta in Calabria da una madre di origini tunisine, ha vissuto per 11 anni a Parma e si è trasferita definitivamente in Salento nel 2020. Secondo le prime informazioni viveva da tempo un periodo di forte fragilità emotiva e in passato avrebbe più volte manifestato intenzioni suicide, lasciando temere potesse coinvolgere anche il figlio. Indagano i Carabinieri del Nucleo investigativo di Lecce. La Procura di Lecce ha disposto il trasferimento delle salme al Fazzi per gli accertamenti, ma il quadro che emerge è drammatico: un omicidio-suicidio che ha sconvolto l’intera comunità salentina.
















