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Casarano, scoppia la polemica sul bando per «Contrada Calò»

Casarano, scoppia la polemica sul bando per «Contrada Calò»

 
ALBERTO NUTRICATI

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ALBERTO NUTRICATI

Casarano, scoppia la polemica sul bando per «Contrada Calò»

Per il recupero e l’utilizzo dell’immobile confiscato alla mafia: «Rischia di escludere la comunità e di compromettere opportunità decisive per il territorio»

Mercoledì 13 Agosto 2025, 12:53

Si torna a discutere di beni confiscati alla mafia. Progetto Casarano critica l’amministrazione comunale in merito alla procedura di accesso ai finanziamenti per il recupero e la gestione dell’immobile di Contrada Calò e l’Amministrazione risponde. A dire del movimento di opposizione, il metodo utilizzato dall’Amministrazione «rischia di escludere la comunità e di compromettere opportunità decisive per il territorio». Progetto Casarano rammenta come, già nel 2022, il sindaco De Nuzzo avesse annunciato la nascita, in contrada Calò, del «Parco Aurora», grazie ai finanziamenti del Pnrr.

«Ma il progetto – spiegano Mastroleo e compagni – fu escluso in fase di valutazione per mancata produzione dell’atto di assegnazione: una bocciatura totale, senza punteggio né possibilità di integrazione».

Secondo Progetto Casarano, oggi, con il bando «Puglia Beni Comuni», la storia si ripete: la Regione pubblica l’avviso il 3 aprile, il Comune avvia la co-progettazione il 12 giugno, con 15 giorni per partecipare; le associazioni vengono convocate su Facebook con 24 ore di preavviso. La proroga dei termini al 14 luglio avviene solo su richiesta del consigliere Mastroleo. Risultato? Una sola candidatura, quella dell’Agesci Casarano 1.

«Una procedura – aggiungono da Progetto Casarano – che, di fatto, ha escluso pluralismo e confronto. Alla luce di ciò, sorge spontanea una domanda: È davvero questo il modo migliore per accedere ai finanziamenti pubblici? Possiamo definirla una progettazione seria e condivisa, quando i tempi sono così compressi, la comunicazione inadeguata e la partecipazione ridotta al minimo?».

L’Amministrazione, dal canto suo, respinge le accuse. E se per il 2022 parla di «occasione mancata», per quanto riguarda il bando attuale rivendica la correttezza della propria azione.

«L’incontro del 19 giugno – spiega il sindaco De Nuzzo – è stato trasparente, volto a valutare la fattibilità dei progetti. Respingiamo l’accusa di atteggiamento disincentivante. Il Comune ha garantito tempi adeguati, strumenti trasparenti e opportunità concrete per una partecipazione ampia e inclusiva».

Alla scadenza dei termini, una sola proposta è pervenuta al protocollo comunale: quella dell’associazione AGESCI Casarano 1, capofila in collaborazione con Caritas Casarano. Il progetto vede, inoltre, la partecipazione della Croce Rossa, della Cooperativa Nuovi Orizzonti e dell’Ambito Sociale di Zona di Casarano.

«Una proposta – concludono da Palazzo di Città – coerente con gli obiettivi del bando, orientata al bene comune e all’interesse collettivo. Invitiamo, quindi, tutti a spostare il dibattito su un piano costruttivo e propositivo. Il nostro paese ha bisogno di idee, confronto e partecipazione attiva».

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