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I dati

Culle vuote in Salento: natalità crolla al 6,7%

La provincia di Lecce si colloca al 78esimo posto su 107 comuni

culle vuote, pochi neonati

Lecce: tasso di natalità ai minimi storici, popolazione infantile dimezzata. Gli unici primati sono negativi, ovvero il tasso di mortalità balzato all’11,1 e l’età media del parto che sale a 32,3 anni. Come se non bastasse la Puglia è la seconda regione d’Italia per numero di aborti. Non solo.
La Puglia detiene il primato del più alto tasso di abortività nella fascia compresa tra i 15 ed i 17 anni, cioè 4,0 contro una media nazionale di 2,7.
Per invertire la rotta urgono politiche a sostegno della famiglia, perché “Dove c’è famiglia c’è futuro”. Questo il tema dell’incontro che si è tenuto a Corsano dove il Forum delle associazioni familiari nei giorni scorsi ha dato appuntamento ad esperti provenienti da tutta la regione e da tutta Italia.


Amministratori, rappresentanti del mondo sindacale, di Confartigianato, 90 persone impegnate nell’ambito di enti, istituzioni ed associazioni hanno risposto al grido d’allarme lanciato dal Forum delle associazioni familiari. Tra i partecipanti la presidente provinciale del Forum ed organizzatrice dell’evento Maria Assunta Corsini, il vescovo della diocesi di Ugento Vito Angiuli, la presidente regionale del Forum Lodovica Carli, il vicepresidente Vincenzo Santandrea, la funzionaria della regione Puglia Tiziana Corti, i sindaci di Caprarica, Racale, Montesano ed il padrone di casa Biagio Martella, primo cittadino di Corsano, (comune che già da tempo ha ottenuto la certificazione di comune “amico della famiglia” all’interno del network nazionale che fa capo alla provincia autonoma di Trento) ed i coniugi del Forum di Alghero Mario e Filomena Ledda. Tonio Tondo ha moderato il dibattito che si è tenuto sulle relazioni stilate dai gruppi di lavoro pomeridiani, alla presenza del presidente della Regione Michele Emiliano e dell’assessore Loredana Capone.


Salvare la famiglia è l’unico modo per salvare anche l’economia hanno ribadito gli esperti del Forum. Del resto è devastante il quadro emerso dai numeri presentati ed elaborati dal Forum durante l’incontro.
Il tasso di natalità colloca la provincia di Lecce al 78esimo posto delle 107 province italiane con il 6,8 contro il 7,4 della media nazionale (rapporto tra il numero dei nati vivi dell’anno e l’ammontare medio della popolazione residente, moltiplicato per mille); il tasso di mortalità classifica Lecce al 61esimo posto, dal 2002 ad oggi quest’ultimo è peggiorato aumentando dall’8,5 all’11,1 (è il rapporto tra il numero dei decessi nell’anno e l’ammontare medio della popolazione residente, moltiplicato per 1.000).
Il numero medio di figli per donna nel 2018 per la Puglia è di 1,25, per Lecce di 1,15.
A Lecce il numero di bambini tra 0 e 5 anni si è più che dimezzato dal 1982 ad oggi. Nel 2018 solo il 12,5% della popolazione leccese ha meno di 14 anni, contro il 15,6% del 2002. In Puglia nel 2018 il 13,3% ha meno di 14 anni. I leccesi ultrasessantacinquenni nel 2002 erano il 17,6%, nel 2018 sono il 23,6%, contro il 21,7% della media pugliese nel 2018. La conseguenza è di circa 1.000 bambini nati in meno tra il 2012 e il 2017 (6.572 contro 5.467), i morti, invece sono aumentati di circa 1.000 unità nello stesso periodo: mentre il saldo tra nati e morti era negativo di circa 1.400 unità nel 2012, raggiunge un saldo negativo di circa 3.400 unità nel 2017.


Il tutto contribuisce alla diminuzione della popolazione complessiva a livello provinciale. Si nasce di meno, si muore di più, ma aumenta la densità della popolazione dai capelli d’argento. «Urge fare pressioni dal basso per sollecitare il decisore politico ad intraprendere politiche familiari a sostegno della natalità, della genitorialità e di tutte le reti sociali di supporto alla famiglia. È la famiglia il motore della società, anche dal punto di vista economico» ha ammonito Assunta Corsini, aggiungendo che «non si chiedono politiche assistenziali, ma politiche di promozione e sviluppo delle soggettività delle reti familiari».
Tiziana Corti ha illustrato la genesi ed il significato della prima Conferenza regionale sulla famiglia, considerata l’avvio di un processo partecipato, che mette la famiglia al centro della progettualità politica della Regione ed a breve porterà alla redazione del Piano regionale di Politiche familiari.


Corti, in qualità di referente del marchio “Puglia Loves Family”, ha anche spiegato in che cosa consistano il marchio ed il disciplinare a cui i Comuni interessati devono adeguarsi per ottenerne l’attribuzione. «Per fare più bambini ci vuole un bel fisco» si leggeva su l’Espresso nell’estate del 2015, e per il vicepresidente del Forum ciò che serve è proprio «un fisco regionale a misura di famiglia». Santandrea ha infatti ulteriormente messo in relazione il fenomeno della denatalità con quello della carenza di lavoro e di servizi a sostegno delle famiglie. Mauro Ledda, responsabile insieme alla moglie Filomena del network Family in Italia, ha portato la sua testimonianza di famiglia consulente del Comune di Alghero per la valutazione dell’impatto familiare di ogni disposizione comunale. Agevolazioni fiscali, semplificazione dei contratti di apprendistato con la possibilità di estenderli a tutti i settori lavorativi, snellimento della burocrazia. Accompagnare in modo efficace le famiglie e le altre istituzioni che condividono il compito di cura e di educazione, dotando le Asl e gli Ambiti territoriali sociali di risorse umane e finanziarie adeguate ai bisogni, oltre che accreditare e potenziare i Consultori diocesani, riconoscendone l’utilità pubblica, senza tralasciare l’impegno per una efficace educazione sessuale ed un impegno volto ad armonizzare il rapporto tra la vita familiare e la vita lavorativa nelle piccole aziende. Come diceva Theodore Roosevelt «è impossibile vincere le grandi scommesse della vita senza correre dei rischi e le più grandi scommesse sono quelle relative alla casa e alla famiglia».

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