Venerdì 06 Marzo 2026 | 20:54

Lecce, assolto il giudice Silvestrini: era accusato di corruzione in atti giudiziari. Solo in 4 andranno a processo

Lecce, assolto il giudice Silvestrini: era accusato di corruzione in atti giudiziari. Solo in 4 andranno a processo

Lecce, assolto il giudice Silvestrini: era accusato di corruzione in atti giudiziari. Solo in 4 andranno a processo

 
angelo centonze

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Lecce, assolto il giudice Silvestrini: era accusato di corruzione in atti giudiziari. Solo in 4 andranno a processo

Il giudice ha disposto il rinvio a giudizio per il magistrato della sezione esecuzioni e misure di prevenzione del Tribunale di Lecce, Pietro Errede, per l’avvocato Alberto Russi e per i commercialisti Massimo Bellantone e Marcello Paglialunga

Venerdì 06 Marzo 2026, 12:10

Assoluzione per il giudice Alessandro Silvestrini, accusato di corruzione in atti giudiziari per avere conferito, quando era presidente della sezione fallimentare del Tribunale di Lecce, una serie di incarichi al commercialista leccese Massimo Bellantone, con la promessa di una “sponsorizzazione” presso alcuni componenti del Csm per la nomina a presidente del Tribunale. Ieri, il gup Marcello Rotondi del tribunale di Potenza, al termine del processo con rito abbreviato, lo ha assolto, perché il fatto non sussiste. Per il giudice Silvestrini, ormai in pensione, il pm Vincenzo Montemurro aveva invocato una condanna a 3 anni di reclusione.

«L’assoluzione del dottor Silvestrini, con la più ampia delle formule, non ci sorprende», affermano i suoi legali, gli avvocati Luigi Leonardo Covella e Leonardo Pace. E sottolineano che era stata preannunciata dal gip, quando respinse la richiesta di arresti domiciliari della Procura e poi dal Riesame. I legali affermano: «La sentenza di oggi, pur a lui favorevole, non cancella, però, l’amarezza per questi anni di indicibili sofferenze personali, sociali, professionali, mai del tutto compensate dagli attestati di stima che ha continuato a riscuotere, senza soluzione di continuità, per l’intero corso del processo. Processo affrontato fin dal primo giorno a testa alta, senza mai perdere la fiducia nei giudici che di volta in volta si sono occupati di lui.».

Assoluzione anche per Giuseppe Evangelista, al termine del rito abbreviato. Rispondeva di turbativa d’asta e corruzione. Quest’ultima accusa è stata riqualificata in tentata concussione e il commercialista da imputato è divenuto persona offesa. Il giudice, però, ha disposto il proscioglimento e la restituzione del Rolex in favore del giudice Pietro Errede. Evangelista è stato prosciolto per turbata libertà degli incanti. La difesa ha espresso soddisfazione per la piena assoluzione.

Il giudice ha disposto il rinvio a giudizio per il magistrato della sezione esecuzioni e misure di prevenzione del Tribunale di Lecce, Pietro Errede, per l’avvocato Alberto Russi e per i commercialisti Massimo Bellantone e Marcello Paglialunga, accusati di presunti episodi corruttivi. Per molte contestazioni il giudice ha pronunciato il non luogo a procedere. Il giudice Errede, a margine del rinvio a giudizio, ha commentato: «La montagna ha partorito un topolino. Finalmente è stato accertato che non esisteva alcun Sistema Errede». Bellantone dovrà rispondere del solo episodio estorsivo ai danni dell’ex sindaco di Carmiano, Giancarlo Mazzotta. Il processo avrà inizio il 23 aprile davanti ai giudici del tribunale di Potenza.

Secondo la Procura, Errede e Russi sarebbero stati i registi di un sistema per pilotare le nomine degli amministratori giudiziari in cambio di regali. L’inchiesta prese le mosse nell’estate del 2021 dalla denuncia presentata da Saverio Congedo (oggi deputato di Fratelli d’Italia) che segnalò le pressioni ricevute dai due per la nomina dell’avvocato Antonio Casilli quale coadiutore nell’ambito della procedura di controllo giudiziario di due società che avevano ricevuto l’interdittiva antimafia.

Al termine dell’udienza preliminare, sono stati prosciolti il commercialista Emanuele Liaci e l’avvocato Casilli. Anche in questo caso le difese esprimono soddisfazione per l’esito dell’udienza. Gli imputati sono difesi, tra gli altri, dagli avvocati Amilcare Tana, Francesco Vergine, Luigi Suez, Enrico Chirivì.

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