Giovedì 21 Febbraio 2019 | 09:25

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la vertenza salento

Lecce, gasdotto e risarcimenti, Minerva: «Presto un tavolo»

Il presidente della Provincia risponde alla sollecitazione dei sindaci Taurino, Accoto e Greco: «È una richiesta legittima»

Concorso comandante vigili indagato sindaco di Gallipoli Minerva: «E' un atto dovuto»

LECCE - «A breve convocherò l’assemblea dei sindaci per approfondire una serie di tematiche sulle quali è necessario un confronto. Lo scopo è quello di tenere unito il Salento e fare fronte unico per sostenere con tutta la forza possibile le esigenze e le richieste del territorio, tra cui rientrano quelle indicate dai tre sindaci».
Risponde così il presidente della Provincia Stefano Minerva all’intervento pubblicato ieri dalla Gazzetta relativo alla riapertura della «vertenza Salento» a proposito di Tap. L’intervento è stato firmato dai sindaci di Trepuzzi, nonché presidente dell’Unione dei Comuni del Nord Salento Giuseppe Taurino, di Andrano Mario Accoto e di Caprarica di Lecce Paolo Greco. I quali, in presenza della ripresa dei lavori presso i cantieri Tap, hanno sottoscritto un documento, pubblicato integralmente ieri, per sostenere il diritto-dovere, quali rappresentanti di base del territorio, di essere realisti e prendere atto che il gasdotto non è più in discussione.
Per i tre sindaci, il Salento si trova di fronte ad un’alternativa: o «proseguire con una falsa speculazione sul problema e continuare la lotta a qualunque iniziativa attinente al gasdotto e fare così un torto al nostro territorio», oppure, la politica ritorna a ragionare, e, attesa la posizione assunta dal governo centrale, «anche noi sindaci e amministratori locali dobbiamo prendere atto di questa decisione, avanzando nuovamente quelle richieste che vennero accolte dall’allora esecutivo Gentiloni».
Richieste che sono ora esplicitamente richiamate e riguardano la chiusura di Cerano e la bonifica del sito, la carbonizzazione, gli studi anti-Xylella, la realizzazione di infrastrutture di collegamento fra strade, porti e aeroporti, la tutela ambientale e la possibilità di un blocco totale delle trivellazioni; opere, per le quali i sindaci ricordano che erano disponibili ben 53 milioni di euro.

La posizione di Minerva non sembra essere perfettamente allineata con quella dei sindaci, quanto meno perché ritiene che l’apertura della «vertenza Salento» debba essere preceduta da un confronto. «Ritengo legittima la richiesta - sostiene infatti a proposito del documento sottoscritto dai sindaci - e ne prendo atto. Come presidente, però, non posso ignorare che vi sono posizioni discordanti ed inoltre è necessario acquisire certezze su ciò che il governo intende fare». Assemblea a breve, quindi, ma evidentemente senza trascurare che in questi mesi il quadro politico di riferimento è completamente mutato.
Si ricorderà, infatti, che il governo Gentiloni, tramite il ministro per la coesione territoriale e il Mezzogiorno Claudio De Vincenti, aveva espressamente chiesto dei “ristori” per un territorio per il quale il matrimonio con Tap e Snam - che realizzano rispettivamente gasdotto e metanodotto - «non s’ha da fare»; ed aveva anche rilanciato, con la richiesta che fossero “irrobustiti” gli investimenti mirati all’esecuzione di opere cui affidare il significato di <compensazioni> per l’imposizione dell’opera alle popolazioni.
Notoriamente, non se ne fece nulla, anche perché le posizioni dei sindaci erano tutt’altro che univoche. Ora, per un verso l’esecutivo nazionale è cambiato, ed è opportuno conoscerne le posizioni del governo Conte al di là della coincidente valutazione d’irreversibilità dell’esecuzione dell’opera; per altro verso, bisognerà vedere se l’assemblea dei sindaci riuscirà ad assumere una posizione unica. Ed è evidentemente quando intende appurare il presidente Minerva quando parla di un fronte salentino unito.

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