Mercoledì 23 Gennaio 2019 | 05:53

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Nel Leccese

Specchia, colpi di pistola contro l'auto del prete antimafia

Colpita l'auto di Don Antonio Coluccia, già in passato finito sotto scorta

Specchia, colpi di pistola contro l'auto del prete antimafia

foto Bruno Toma

Quattro colpi di pistola sono stati sparati la notte scorsa da persone non ancora identificate contro l’auto di don Antonio Coluccia, il prete antimafia originario di Specchia più volte in passato minacciato di morte e per questo finito sotto scorta, fondatore dell’Opera Don Giustino a Roma. L’auto del sacerdote, un’Alfa Romeo, era parcheggiata davanti l’abitazione di famiglia, a Specchia, in via Corso Italia. Nei giorni scorsi a Supersano (Lecce) sono apparse minacce in arabo sul manifesto che annunciava la partecipazione del sacerdote a un incontro su dipendenze e antimafia sociale.

Gli attentatori hanno atteso che il presule facesse rientro a casa a notte fonda poco dopo l’1.30 per poi sparare i quattro colpi con una pistola cal. 9. I proiettili hanno colpito l’auto alla parte anteriore destra della vettura, mandando in frantumi il finestrino. Ad accorgersi dell’accaduto questa mattina è stato lo stesso Don Antonio Coluccia che proprio oggi avrebbe dovuto fare rientro a Roma. I carabinieri hanno acquisito i filmanti delle telecamere di videosorveglianza installate nella zona.

SOLIDARIETA' DI EMILIANO - «Esprimo la piena solidarietà a don Antonio Coluccia per il vile atto intimidatorio perpetrato nella notte a Specchia. Un gesto esecrabile, che colpisce un uomo, un sacerdote, da sempre impegnato in favore della legalità e della giustizia. Un impegno che don Antonio porta avanti, mettendo a repentaglio anche la propria incolumità personale. Sono certo che don Antonio Coluccia non si scoraggerà e continuerà le proprie battaglie con lo stesso impegno e la stessa determinazione». Lo dichiara il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano.

LE PAROLE DEL MINISTRO FONTANA - «Esprimo massima solidarietà a don Antonio Coluccia, vittima di un vile atto intimidatorio. Un episodio grave, a cui guardiamo con profonda attenzione». Lo afferma il Ministro per la Famiglia e le Disabilità Lorenzo Fontana dopo che l’auto del sacerdote antimafia è stata bersagliata di colpi di arma da fuoco a Specchia (Lecce), nei pressi della sua abitazione. «E' grande il rispetto e la gratitudine - conclude - verso chi, con coraggio e spesso a costo della propria incolumità, lotta ogni giorno per la legalità e la giustizia»

SOLIDARIETA' DEL SINDACO DI VERONA - «Un atto intimidatorio che non può passare sotto silenzio. A nome della città di Verona vogliamo esprimere a don Antonio, che abbiamo avuto la fortuna di conoscere personalmente, tutta la nostra vicinanza e solidarietà per l’orribile gesto di cui è stato vittima». Lo ha detto il sindaco di Verona, Federico Sboarina, alla notizia degli spari esplosi contro l’auto di don Coluccia, parcheggiata a Specchia (Lecce), nelle vicinanze della casa dei genitori del sacerdote antimafia.

Don Coluccia era stato a Verona lo scorso marzo, assieme a don Renzo Zocca, per incontrare l’amministrazione comunale e organizzare il convegno per la sicurezza e legalità che si è poi tenuto in Gran Guardia, nel mese di giugno. «Come amministratori - prosegue Sboarina - condividiamo il suo impegno per la legalità ma anche l’attività di sensibilizzazione tra i giovani e nelle scuole. La lotta alla malavita e alla criminalità che il sacerdote porta avanti da anni con grande determinazione, tanto da vivere sottoscorta, è anche la nostra».

«Massima solidarietà» a don Antonio Coluccia» viene espressa anche dal ministro per la Famiglia e le Disabilità Lorenzo Fontana. «E' grande il rispetto e la gratitudine verso chi, con coraggio e spesso a costo della propria incolumità, lotta ogni giorno per la legalità e la giustizia», conclude. 

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