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Cittadini e Associazioni

Lettera dei No Tap al Governo: «Rispettare il diritto al clima»

No Tap, sit-in pacifico  in piazza Sant’Oronzo

L'appello al premier Giuseppe Conte

24 Ottobre 2018

Redazione online

Se il governo dovesse convalidare così com'è il procedimento di verifica tecnico, giuridico e amministrativo in corso sul gasdotto Tap commetterebbe numerosi illeciti, anche costituzionali. Lo sottolineano in una lettera-appello al premier Giuseppe Conte una ventina di associazioni e movimenti, tra cui i 'No Tap', che chiedono al sindaco di Melendugno, Marco Potì, di far proprie le lamentele dei cittadini e di chiedere il rispetto del diritto umano al clima e il dovere di informazione pubblica sugli effetti climalternati dell’opera Tap, dopo il Rapporto speciale dell’Ipcc dell’Onu.


Secondo le associazioni, il governo deve rispettare sei condizioni di garanzia e di trasparenza informativa: tener fede al contratto di governo sulla necessità di un’analisi costi-benefici dell’opera; deve individuare le responsabilità della mancanza di questa analisi; deve valutare il nesso tra le "scientificamente attestate dannosità/inutilità dell’opera Tap" e i doveri istituzionali; verificare se l’istruttoria in corso da parte del Ministero dell’Ambiente abbia tenuto effettivamente conto del diritto umano al clima delle presenti e future generazioni; deve «garantire l’interesse pubblico primario a informare» i cittadini «sugli effetti comunque nocivi delle emissioni climalternanti» dell’opera e «coniugare i principi di precauzione, prevenzione e sostenibilità già presenti nella legislazione italiana e europea con quello di non regressione contenuto nell’accordo di Parigi sul clima».


Secondo la lettera-appello, autorizzare Tap alla costruzione del gasdotto senza tener conto delle sei condizioni individuate significherebbe commettere «un illecito costituzionale, nella forma della lesione dei diritti umani al clima delle presenti e future generazioni"; «un illecito europeo, per violazione dei Trattati, della Convenzione EDU, dei Regolamenti UE 1367/2016 e 347/2013"; «un illecito internazionale, per violazione della Convenzione di Aarhus e delle regole OSCE, OCSE, CoE», ma soprattutto sacrificherebbe in favore di Tap «l'interesse pubblico alla salvaguardia dei diritti umani al clima e alla informazione dei Cittadini sulle emissioni climalteranti».

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