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Nel canale di Otranto

Barca si riempie d’acqua e rischia di affondare: salvati tre imprenditori

Tratti in salvo dai finanzieri tre noti imprenditori leccesi, nel cuore del Canale d’Otranto. Carlo Quarta, Simone Acquaviva ed Emiliano Inguscio

Barca si riempie d’acqua e rischia di affondare: salvati tre imprenditori

LECCE - La barca si riempie d’acqua e la gita sull’isola greca si trasforma in incubo: tratti in salvo tre noti imprenditori leccesi, nel cuore del Canale d’Otranto. Carlo Quarta, Simone Acquaviva ed Emiliano Inguscio sono i tre passeggeri soccorsi nella serata di sabato dai finanzieri della sezione Navale di Otranto.

Di ritorno da una giornata ad Othoni, isolotto vicino a Corfù anche conosciuto come Fanò, il primo in cui si imbatte partendo dall’Italia, hanno riscontrato un improvviso guasto al natante e lanciato il messaggio di sos.
Tutt’intorno, cielo e mare, ormai il buio: i tre hanno notato che l’indicatore del consumo di carburante si stava muovendo sempre più velocemente, segno di un’anomalia del motore. L’imbarcazione, lunga circa otto metri, si stava infatti riempiendo via via di acqua. Dapprima è partita la telefonata agli altri amici rimasti sull’isola per la notte. Poi, però, nel completo panico, hanno lanciato i grossi salvagente autogonfiabili in mare, in un disperato tentativo di mettersi in salvo.
Fortuna ha voluto che un elicottero delle fiamme gialle stesse sorvolando quel tratto, a circa venti miglia dalla costa salentina, in acque internazionali.

I finanzieri, infatti, erano operativi per la consueta attività di repressione del narcotraffico dai Balcani. I tre salentini hanno anche attivato i “razzi” di emergenza, per attirare l’attenzione dei militari.
Raggiunti da una motovedetta, sono stati soccorsi e fatti salire a bordo, mentre l’imbarcazione stava per affondare.

I finanzieri sono riusciti a “salvare” anche il natante, trainandolo fino al porticciolo della Città dei Martiri, dove si trova tuttora ormeggiato nei pressi degli uffici della capitaneria di porto.

Partita da San Foca e presa in prestito per essere provata prima di un eventuale acquisto, la barca sarà recuperabile. Per i passeggeri – Acquaviva è noto perché titolare di una concessionaria d’auto in città – non è scattata alcuna sanzione.
Al momento, infatti, i militari non hanno ravvisato violazioni al Codice della navigazione, né anomalie nei dispositivi di sicurezza. 

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