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Lecce, evasori e foto trappole
guerra del Comune sui rifiuti

Oltre mezzo milione da chi ha lasciato i sacchetti per strada fuori orario o senza fare la diffenziata

Lecce, evasori e foto trappoleguerra del Comune sui rifiuti

Fabio Casilli
LECCE - Da una parte, sono stati già stanati ben 748 probabili evasori della tassa sui rifiuti. Dall’altra, si è proceduto ad elevare multe per complessivi 523mila euro a carico di quanti sono stati beccati ad abbandonare i sacchetti per strada o, comunque, senza fare la differenziata. Risultato: non sarebbe in regola circa il 25 per cento delle posizioni prese in esame, in pratica un leccese su quattro.

Sta dando buoni frutti, insomma, la guerra che il Comune di Lecce ha dichiarato agli sporcaccioni. Le armi utilizzate sui due fronti sono diverse. A chi evade (il cui nome, a palazzo Carafa, non risulta come contribuente della Tari) si arriva con l’incrocio dei dati in possesso degli uffici del Comune, della Camera di Commercio, del Catasto, degi elenchi condominiali e delle utenze di corrente elettrica e gas. A chi abbandona sacchetti e rifiuti in genere per strada, nelle campagne o semplicemente nei cestini posizionati su vie e piazze si arriva grazie alle cosiddette «foto-trappole» mobili. In attività attualmente ce ne sono cinque, ma l’Amministrazione guidata dal sindaco Carlo Salvemini ha intenzione di aggiungerne altre. Nascoste per più giorni nei luoghi in cui si verificano più spesso gli «abbandoni», immortalano (magari anche fotografando la targa della loro auto) i furbetti che, invece di differenziare gli scarti, preferiscono liberarsene ai danni dell’ambiente. «Abbiamo trovato un sacchetto pieno di libri e diari scolastici per strada - ha raccontato ieri il sindaco Salvemini - tramite quei diari siamo riusciti a risalire ai responsabili. Ma la cosa più sorprendente è che ci sono persone che non pensano di fare una cosa sbagliata. Come ci sono cittadini che, pur pagando regolarmente la Tari, per mancanza di volontà, leggerezza o pigrizia, non fanno la differenziata e buttano tutto insieme. Invece bisognerebbe stare attenti anche a gettare una carta per strada. A me, quando cammino, viene spontaneo chinarmi per raccoglierla e buttarla nel cestino».

Dall’Open Space di piazza Sant’oronzo, ieri mattina, il primo cittadino, affiancato dall’assessore all’Ambiente Carlo Mignone e dal direttore di esecuzione del contratto Renato Brunetti, ha fatto il punto su quello che la sua Amministrazione considera un «obiettivo strategico»: assicurare alla città maggiore decoro e pulizia nei quartieri. «E uno dei fattori che rendono più impegnativo il percorso verso una città più pulita è il fenomeno dell’abbandono di rifiuti solidi urbani - è stato rimarcato ieri - Fin dall’attivazione del servizio di raccolta differenziata porta a porta, infatti, si sono moltiplicati sul territorio comunale i casi di smaltimento illegale di sacchetti di spazzatura da parte di cittadini, leccesi e non, evasori del tributo Tari o semplicemente poco avvezzi alle modalità corrette di differenziare e conferire i rifiuti. Gli abbandoni coinvolgono anche imprese che ricorrono allo smaltimento illegale di rifiuti prodotti nell’ambito delle proprie attività».

In campo è stata messa una vera e propria task force e, come si diceva, sinora le attività di repressione dell’abbandono dei rifiuti hanno portato al recupero di 523.553 euro, restituiti alle casse comunali, insieme ai 748 contribuenti che sono stati «recuperati» al corretto conferimento dei rifiuti e al pagamento della Tari o all’accesso ai benefici della «Tari sociale», recentemente introdotta col bilancio di previsione, approvato il mese scorso.

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