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Primo trapianto di rene da donatore cadavere

Primo trapianto di rene da donatore cadavere

Primo trapianto di rene da donatore cadavere

 

Lunedì 06 Febbraio 2006, 18:58

02 Febbraio 2016, 19:23

LECCO - All'ospedale "Alessandro Manzoni" di Lecco è stato effettuato il primo trapianto di rene da donatore cadavere. Lo ha reso noto lo stesso ospedale sottolineando in una breve nota che l'intervento chirurgico, effettuato ieri e durato tre ore, «si è concluso positivamente». Oggi pomeriggio verrà diramato il primo bollettino medico nel corso di una conferenza stampa.
A ricevere il rene è stata una donna di 56 anni residente in provincia di Lecco. Dializzata, in lista di attesa, è stata contattata dall'ospedale Manzoni l'altra sera «non appena avuta la certezza di disporre di un organo da un donatore», come spiega il dottor Alberto Zoli. Il ricovero è avvenuto in nottata e dopo tutti gli esami necessari la paziente è entrata in sala operatoria per uscirne dopo tre ore. Due le squadre che hanno operato congiuntamente: una dell'ospedale Policlinico Maggiore di Milano, l'altra composta da alcuni chirurghi dell'ospedale lecchese. Tra loro il capo dipartimento Melchiorre Costa. A coordinare l'intervento è stata Luisa Belardinelli, responsabile del Centro trapianti del Policlinico milanese.
La paziente è ora in terapia intensiva e ha già manifestato una certa diuresi. Le sue condizioni generali vengono definite soddisfacenti anche se resta il rischio di un rigetto. Per questo il primo bollettino medico non verrà diffuso prima delle 14 di oggi.
Per l'ospedale Manzoni l'intervento assume particolare rilevanza anche perchè ha solo recentemente ottenuto dal Nord Italia Transplant e dal Ministero della Salute l'autorizzazione al trapianto di rene. «Ci abbiamo creduto fino in fondo - ha dichiarato il direttore generale Pietro Caltagirone - perchè i dati ci davano ragione. Non rivendicavamo la specialità per mettere un fiore all'occhiello al nostro personale che già svolgeva una parte dell'operazione. Eravamo e siamo convinti che la nostra struttura ospedaliera abbia tutti i requisiti per questa attività di eccellenza e il lungo percorso formativo fatto dal nostro personale ci consente di essere pienamente operativi». Secondo Carlo Lucchina, direttore generale della Sanità lombarda, quello raggiunto a Lecco «è un risultato lusinghiero che sancisce il successo di un nuovo modello organizzativo basato sulla collaborazione tra più ospedali con l'obiettivo di portare anche i servizi di eccellenza il più possibile vicino ai cittadini».
L'ospedale "Alessandro Manzoni" dopo la recente autorizzazione ad effettuare questo tipo di intervento, vuole diventare punto di riferimento per le province di Lecco, Como e Sondrio, diventando un polo d'eccellenza importantissimo per una vasta area geografica lombarda che finora per un trapianto del rene ha sempre dovuto rivolgersi ad altre strutture: Bergamo, Brescia, Milano, Pavia e Varese. L'annuncio è stato dato oggi pomeriggio nel corso della conferenza stampa svoltasi al "Manzoni", alla presenza dei vertici dell'ospedale e dei componenti le due equipe impegnate nel trapianto dell'organo da cadavere su una paziente 56enne della provincia di Lecco. Nell'incontro con i giornalisti i medici hanno confermato la buona riuscita dell'intervento e il soddisfacente decorso post operatorio. La donatrice è una donna deceduta nella notte di domenica in un incidente avvenuto in Lombardia.
«Per noi è stata una giornata storica». Con queste parole Guido Cassin, 60anni, commenta il felice esito del trapianto di rene da cadavere compiuto all'ospedale "Manzoni" di Lecco a favore di sua moglie, la 56enne Daniela Lenti, nuora di Riccardo Cassin, leggenda dell'alpinismo lecchese. Anche nel pomeriggio i medici hanno confermato il buon decorso post-operatorio di un intervento iniziato ieri mattina alle 11.50 per concludersi tre ore dopo.
Tra qualche giorno potrà essere sciolta la prognosi e se non dovessero insorgere complicanze, Daniela Cassin potrà tornare a casa tra una decina di giorni. Un traguardo al quale l'ospedale stava lavorando da mesi si è dunque concretizzato: si aprono molte speranze per i pazienti lecchesi in lista d'attesa. «Sapevamo di essere in buone mani - dice ancora Guido Cassin - e quando sabato sera ci ha chiamato il Professor Francesco Locatelli, primario nefrologo del Manzoni, non ci siamo preoccupati». A rispondere è stata proprio Daniela, dalla sua abitazione di Malgrate (Lc). Venti minuti dopo ha chiamato il dr. Vincenzo Lamilia che, con il primario e la dottoressa Monica Crepaldi fa parte della 'triade degli angeli custodi di Danielà, come li ha definiti Guido, figlio più giovane di Riccardo. Lamilia ha informato la paziente che l'intervento sarebbe stato eseguito a Lecco. A mezzanotte Daniela, madre di tre figli (Monica di 34 anni, Giovanni, 32 e Marta, 29), è stata sottoposta a tutte le procedure e le analisi necessarie per il trapianto che si sono protratte fino alle quattro di ieri mattina. Già era stata chiamata ad inizio gennaio ma aveva l'influenza. La lecchese aveva i reni policistici ed era in dialisi da sei anni, curata dal Prof.
Locatelli e dalla sua equipe. Faceva la dialisi peritoneale, procedura che le consentiva mediante una speciale macchina di farsi la dialisi in casa da sola tutte le notti. Quattro anni fa si è messa in lista di attesa per avere un organo nuovo.
Tuttavia cambiò idea e solo dopo una forte peritonite il professor Locatelli l'ha convinta. E' solo il primo di una lunga serie di trapianti di rene che premia l'attività di prelievo. L'anno scorso il 10% dei reni prelevati arrivavano da Lecco. Il dr. Cristiano Martini, che dirige il dipartimento di neuroscienze, è Presidente del Norditalia transplant, l'ente che gestisce i trapianti appunto per quanto riguarda l'area settentrionale del nostro Paese.
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