E' quanto mette in luce un'indagine condotta da Eurispes, in collaborazione con Telefono Azzurro e contenuta nel Rapporto Italia 2004, su un campione di 5.710 adolescenti di età compresa tra i 12 e i 19 anni. Solo il 21,7% degli adolescenti italiani, invece, è contrario ai graffiti considerandoli «atti vandalici».
Le ragioni che spingono le nuove generazioni a vedere di buon occhio i writer sono le più disparate: c'è chi considera i graffiti un modo per esprimere le proprie opinioni (24,1%)e chi li preferisce ai consueti manifesti pubblicitari (7,8%). Solo lo 0,8% del campione ne attribuisce una connotazione politica, che è poi quella che ha caratterizzato il fenomeno quando è nato. «E' il segnale di un bisogno di riconoscimento - afferma il vicedirettore dell'Eurispes Elisabetta Santori - una conferma dell'esserci nel mondo, una richiesta d'attenzione e, nello stesso tempo, di rifiuto delle modalità espressive tradizionali e l'affermazione di un linguaggio altro».
- Per le ragazze è un mezzo per esprimere le opinioni Analizzando i dati in riferimento al sesso, risulta particolarmente elevata tra le ragazze la percentuale di chi ritiene il graffito un mezzo per esprimere le proprie opinioni (28%, contro il dato maschile del 20,7%). Sebbene la percentuale di ragazzi e delle ragazze che definiscono i graffiti un'espressione artistica sono simili (il 44,5% dei ragazzi e il 43,3% delle ragazze) i maschi sono più propensi, rispetto alle coetanee, ad esprimere pareri negativi. Sono infatti più inclini a considerare i graffiti atti di vandalismo (16,3% contro il 12,6% delle adolescenti) e a pensare che imbruttiscono la città (la percentuale è del 7,8%, contro il 6,8% delle ragazze). Giudizio unanime di condanna invece nel considerare i disegni sui muri piùleciti di quelli disegnati sui treni. Le ragazze sono comunque più severe rispetto ai maschi nel condannare un graffito realizzato su un edificio o su un monumento storico.
- Writer, artisti o vandali? Se la maggior parte degli adolescenti italiani approva la pratica dei writer, il 21,7% lo condanna: il 14,4% pensa si tratti di atti compiuti da delinquenti e il 7,3% ritiene che, al di là delle intenzioni, le scritte imbruttiscano la città.
Interrogati sui luoghi in cui ritengano lecito disegnare con le bombolette spray (un treno, un muro, un monumento, un edificio), il 60,1% dei ragazzi riconosce al graffito sul muro una funzione di abbellimento di parti della città che altrimenti risulterebbero anonime o abbandonate a se stesse.
Quando invece si tratta di treni, edifici o monumenti, il senso civico e di tutela del bene pubblico si rafforza: il 36% condanna le scritte e i disegni sulle fiancate dei treni, il 20,3% ritiene lecito dipingere un edificio, e solo il 7% un monumento. I ragazzi più grandi, quelli compresi nella fascia di età tra i 15 e i 19 anni, sono più tolleranti nei confronti di chi viola le regole rispetto ai più piccoli (12-14 anni), ma solo nei limiti dell'espressione artistica.
Quando il writing «sconfina» e va a deturpare monumenti o beni pubblici, infatti, i ragazzi che hanno superato la maggiore età, condannano fermamente la pratica. Come emerge dai dati della ricerca, il 65,2% dei ragazzi di età compresa tra i 15 e i 19 anni ritiene lecito dipingere sul muro, il 41,1% anche sul treno, il 20,3% su un edificio. Le percentuali scendono rispettivamente al 54,7%, al 29,7% e al 19,6% per i ragazzi con un'età compresa tra i 12 e i 14 anni, per i quali probabilmente pesa l'influenza del modo di pensare dei genitori.
- La cultura della bomboletta e la comunicazione
Il writing può essere contemporaneamente espressione di devianza per il negoziante che vede imbrattata la saracinesca del negozio, magari appena ridipinta, e veicolo di comunicazione per il pubblicitario che utilizza il writing per la sua pubblicità «underground». Non si può dimenticare come la cultura della bomboletta sia diventata oggi, per la pubblicità e l'arte in generale, un mercato fiorentissimo e che persino titoli di libri di autore girano come spruzzati sui vetri del bus. In una metropoli inflazionata di segni, i writer fanno in modo di essere letti, puntando sulla meraviglia immediata, più che sulla contemplazione, per la quale non c'è tempo. La captazione dell'immagine deve essere rapida; adeguata ai tempi, ai ritmi del cittadino metropolitano. L'immagine veloce si adegua ai tempi accelerati delle nostre letture.
















