Martedì 20 Gennaio 2026 | 19:52

La Camera approva il dl ex Ilva con 136 sì, ora è legge. In arrivo fondi e misure per garantire continuità produttiva e sostegno ai lavoratori

La Camera approva il dl ex Ilva con 136 sì, ora è legge. In arrivo fondi e misure per garantire continuità produttiva e sostegno ai lavoratori

 
Redazione online

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MONTECITORIO - La Camera dei deputati

L’Aula della Camera ha approvato in via definitiva con 136 voti a favore, 96 contrari e 4 astenuti. Il decreto autorizza Acciaierie d’Italia a utilizzare 108 milioni residui e prevede fino a 149 milioni aggiuntivi per il 2026

Martedì 20 Gennaio 2026, 18:06

18:11

L’Aula della Camera ha approvato in via definitiva con 136 voti a favore, 96 contrari e 4 astenuti, il decreto-legge ex Ilva. Il provvedimento che contiene misure urgenti per assicurare la continuità operativa degli stabilimenti è legge.

Invece con 165 voti contrari, l’Aula della Camera ha bocciato le questioni pregiudiziali al decreto ex Ilva presentato dalle opposizioni. Il provvedimento, a cui l’Aula di Montecitorio lavorerà in giornata, è stato già approvato dal Senato.

La Camera ha dato il via libera definitivo al Dl ex Ilva, confermando il testo approvato al Senato e il relativo emendamento concordato con il Governo, che autorizza Acciaierie d’Italia, l’ex Ilva, a utilizzare i 108 milioni residui trasferiti da Ilva in amministrazione straordinaria (di cui 92 milioni già spesi) per garantire la continuità operativa degli impianti.

Una modifica introdotta in Commissione prevede inoltre un ulteriore finanziamento fino a 149 milioni per il 2026 nel caso in cui la procedura di cessione a terzi non si concluda entro il 30 gennaio, sempre con la finalità di permettere la prosecuzione dell’attività produttiva. Il prestito dovrà essere restituito entro sei mesi, a valere sul ricavato della cessione del compendio aziendale, e richiede l’autorizzazione della Commissione europea.

Le risorse potranno essere utilizzate direttamente da Ilva Spa o trasferite ad Acciaierie d’Italia, sulla base di un piano di gestione transitoria proposto dall’organo commissariale. Il tasso di riferimento applicato sarà maggiorato di 400 punti base, secondo le regole europee.

Il decreto prevede anche misure per l’indotto e il sostegno ai lavoratori. Lo slittamento di un anno del periodo di fruizione delle risorse per le imprese locali porta il triennio dal 2025-2027 al 2026-2028, con un fondo del Mimit di 1 milione di euro per ciascun anno.

Inoltre, le imprese strategiche nazionali in amministrazione straordinaria, come Acciaierie d’Italia, possono accedere agli incentivi del Fondo per la transizione energetica, mentre viene confermato uno stanziamento di 8,6 milioni nel 2025 e 11,4 milioni nel 2026 per l’integrazione della cassa integrazione straordinaria dei dipendenti, anche a supporto della formazione professionale per la gestione delle bonifiche.

Come sottolineato dal relatore del provvedimento, Salvo Pogliese (FdI), si tratta dell’ottavo intervento normativo del Governo Meloni sull’ex Ilva, con un impegno complessivo di 1,189 miliardi di euro per garantire continuità produttiva, tutela dei lavoratori e rilancio del sito industriale di Taranto.

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