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In Puglia e Basilicata

politica

Candidature Pd Puglia peggio del cubo di Rubik

Candidature Pd Puglia peggio del cubo di Rubik

Boccia capolista complica i giochi. Oggi incontro dem-civici

11 Agosto 2022

Michele De Feudis

BARI - L’indicazione rivelata dalla «Gazzetta» di Francesco Boccia capolista al Senato è l’unico tassello sicuro nel mosaico del Pd a pochi giorni dalla consegna delle liste. La scelta di Enrico Letta volta a schierare nei listini regionali per Palazzo Madama solo esponenti di punta del partito scombina i piani di chi ipotizzava di poter replicare in larga parte la distribuzione dei posti nei listini, privilegiando gli uscenti e leader dem di peso come Loredana Capone e Raffaele Piemontese. La discussione nel partito - sempre più rovente verso il Tacco d’Italia - avviene mentre l’Istituto Cattaneo sforna previsioni dove gli uninominali pugliesi sono considerati appannaggio del centrodestra, con poche eccezioni. E tutto diventa difficile come risolvere il cubo di Rubik.

«I sondaggi sulla Puglia sono sempre smentiti dalle urne», sussurra un pezzo da novanta del fronte emilianista. E da qui parte la riflessione in corso per giocarsi la chance in territori, come la città metropolitana di Bari o il Salento, dove la «coalizione dei pugliesi» animata da Michele Emiliano ha un radicamento consolidato, tra Pd e civici. E proprio i civici scalpitano per piazzare il capo di gabinetto del governatore, Claudio Stefanazzi, e l’assessore regionale all’Istruzione Sebastiano Leo. Proprio questi movimenti territoriali hanno chiesto al Pd un «tavolo di confronto» per le prossime elezioni. La richiesta arriva da «Con» e «Per la Puglia» ed è motivata politicamente: la riunione «può e deve essere l'occasione non per garantire postazioni a donne e uomini da candidare, ma per sancire un’alleanza sui temi, indispensabile per vincere queste elezioni politiche che giungono in un momento complesso per l'intero Paese». I civici reclamo attenzione e un momento di confronto da tempo, ma finora non è stata mai organizzato un appuntamento ad hoc. Ora il tempo stringe, soprattutto dopo l’apertura di Letta al civismo e il via libera all’opportunità di inserire nella lista aperta dem anche esponenti di altri movimenti politici (Art.1) o localisti. Oggi, è la risposta del Pd, è in agenda il vertice con i civici. «Prendiamo atto con soddisfazione - argomentano ancora i due movimenti in una nota - della disponibilità del segretario Letta e dei leader del Pd pugliese Emiliano e Decaro ad aprire la discussione».
Spinosa resta la querelle Stefanazzi: nel proporzionale al Senato potrebbe andare solo al terzo posto (dopo Boccia e una donna indicata dalla segreteria nazionale, il sottosegretario Assuntela Messina o un’altra esponente di peso), alla Camera nel listino salentino, da capolista (unico posto sicuro) relegherebbe nelle retrovie Loredana Capone, punto di riferimento del mondo dem oltre che presidente del Consiglio regionale. Resta poi l’opzione della corsa negli uninominali: quello della Camera nel Basso Salento potrebbe essere più appetibile per la grande ramificazione dei movimenti civici emilianisti, ma l’avversario non andrebbe sottovalutato (potrebbe correre il senatore della Lega Roberto Marti). Nel quadro salentino c’è anche la necessità di riconoscere il lavoro svolto in questi anni dal senatore dem Dario Stefano, presidente della Commissione Affari europei a Palazzo Madama: non si esclude che possa andare nell’uninominale senatoriale salentino. Nel puzzle dem vanno anche ricordate le fibrillazioni delle federazioni di Taranto e Brindisi nei confronti della probabile indicazione di Ubaldo Pagano (deputato uscente attivissimo nella Commissione Bilancio) per il listino camerale, mentre a Bari si consolida l’indiscrezione di una candidatura di Fiorenza Pascazio, sindaco di Bitetto (area Decaro).

Da Articolo Uno, infine, arriva l’appello di Ernesto Abaterusso, segretario regionale, per la riapertura in extremis di un canale di comunicazione con il M5S: «Letta - scrive l’ex parlamentare della sinistra - sei solo il segretario del Partito democratico, non anche il padrone del nostro presente e del nostro futuro. Devi fare l'accordo con Conte, senza se e senza ma. Hai fatto il premier con alleati Berlusconi, Verdini, Alfano, Formigoni e adesso vuoi venirci a raccontare balle su Conte? Su via, non siamo nati ieri».

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