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In Puglia e Basilicata

Verso il voto

Il Terzo polo parte da Melendugno, ipotesi Renzi capolista in Puglia

Il Terzo polo parte da Melendugno, ipotesi Renzi capolista in Puglia

Quasi tutti i responsabili provinciali hanno dato la disponibilità ad essere candidati tra collegi e listini

07 Agosto 2022

Alessandra Colucci

La tentazione di Italia Viva e, in particolare, di Matteo Renzi si chiama Puglia e guarda a una possibile candidatura come capolista del leader fiorentino: un guanto di sfida che l’ex premier pare voler lanciare, se è vero come è vero che, nelle scorse ore, ha annunciato che la campagna elettorale 2022 prenderà il via proprio dal Salento, nello specifico da Melendugno. Non una ammiccante decisione «turistica» ma, al contrario, una volontà fortemente politica e altamente simbolica: Melendugno, infatti, vuol dire Tap e cioè l’approdo della condotta che porta energia dall’Azerbaigian, «che ci permetterà di non battere i denti questo inverno per il freddo» ha spiegato Renzi, elencando tutte le forze politiche che, negli anni, contrariamente alla sua, si sono opposte all’opera, tra cui «il Pd di Emiliano che non la voleva». «L’abbiamo fatta – ha rivendicato – e non è successo niente alle spiagge del Salento». Insomma molto più che una banale spina nel fianco per il centrosinistra: se fosse confermato, sarebbe una vera e propria resa dei conti tra due idee di sinistra di governo, da un lato quella riformista e produttivista del senatore di Firenze e dall’altra quella dei dem che strizzano l’occhio all’ecologismo dei pentastellati. Ciò che, invece, è indiscutibilmente certo è che Iv sta facendo quadrato intorno alla candidatura del viceministro Teresa Bellanova, che potrebbe essere presente sia nell’uninominale che nel listino come capolista, vera icona del pragmatismo che ha caratterizzato l’esperienza di governo renziana. Della partita dovrebbe essere anche un altro esponente renziano di governo, Ivan Scalfarotto (già candidato governatore, in alleanza con il movimento di Carlo Calenda nel 2020) che, nei giorni scorsi, aveva citato proprio la Puglia come esempio della dicotomia dell’alleanza Pd-Azione. Dunque, i renziani serrano i ranghi, scendono in campo e già si delineano le prime certezze. Iv conta una buona presenza femminile con Tiziana Palmisano, coordinatrice fasanese del partito, la tarantina Maria Vittoria Colapietro, la salentina Ada Fiore, la foggiana Rosa Cicolella e la barese Anna Maria Gentile: dovrebbero essere tutte candidate così come nutrito è il drappello maschile dei dirigenti e cioè il tarantino Vincenzo Angelini, il coordinatore della Bat Ruggiero Crudele, il tarantino Lorenzo Frattarolo, il foggiano Aldo Ragni, il salentino Massimo Toma e il gravinese Nicola Lagreca.

Intanto guarda a Renzi il movimento civico dell’ex sindaco di Parma Federico Pizzarotti e altre sigle centriste. Teresa Bellanova ha questa visione: «Questa era la buona occasione che Il Pd aveva per ravvedersi sulle sue modalità di fare politica. Hanno detto che Renzi avrebbe fatto perdere voti. Li fa forse guadagnare lo spettacolo che sta andando in onda, del tutto sgraziato e sguaiato? Sarò anche all’antica ma la mia cultura politica mi dice che i voti si contano dopo che le persone hanno votato e che le alleanze si costruiscono intorno ai programmi e alle proposte. E invece qui sono prevalsi antichi rancori, vecchi e nuovi personalismi, strascichi di vendette. Noi faremo le migliori liste possibili, supereremo di molto il 3 per cento, porteremo in Parlamento persone competenti e diremo con chiarezza qual è la nostra idea di Paese, senza tentennamenti». «Certo non vogliamo un Paese dove si aumentano le tasse, e men che meno un Paese che spreca e maltratta le nuove generazioni», conclude la Bellanova.

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