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In Puglia e Basilicata

L'appello

Puglia, è allarme raccolta sangue: calano anche i donatori per il Covid

donazione sangue

Nel 2021 registrato un decremento del 2,11%. In estate previste forti carenze

28 Giugno 2022

Giuseppe Dimiccoli

Donare sangue diffondendo, con consapevolezza, la cultura della donazione. Questo l'obiettivo di Raffaele Romeo, presidente pugliese dei donatori Avis (Associazione volontari italiani sangue). Un gesto, quello della donazione, tanto semplice quanto indispensabile a fare in modo che si salvino tante vite.
Specialmente durante il periodo estivo. «Prima di andare in vacanza, per favore, recatevi a donare il vostro sangue. Salveremo tante vite», afferma Romeo prima di rispondere alle domande della Gazzetta.

Presidente Romeo, quale l'impegno dei donatori dell'Avis per fronteggiare l'emergenza di sangue durante l'estate?
«Tutte le associazioni a livello regionale sono impegnate nella chiamata e nell'organizzare iniziative specifiche per reclutare donatori al fine di provvedere alla donazione anche prima delle vacanze. In particolare, il 14 giugno, giornata mondiale del donatore, ci sono state molteplici iniziative per chiamare alla donazione tutti coloro che possono dare il loro contributo. Ci sono state specifiche iniziative anche presso le imprese del territorio che si sono messe a disposizione “stimolando” i loro dipendenti alla donazione. Il 30 giugno, in occasione dei 200 anni della fondazione della Brigata Pinerolo, sono state organizzate, in accordo con il Comando Generale della Brigata, donazioni di sangue in collaborazione con Avis e Comando Militare in tutte le città dove sono presenti caserme della Brigata. Un esempio di presenza e collaborazione tra Forze Armate ed associazioni di volontariato».

Quali le cause di questa “costante” carenza?
«Innanzitutto va ribadito che storicamente, in Puglia, abbiamo situazioni di carenza praticamente solo nel periodo estivo e le cause sono molteplici: caldo, vacanze estive, carenza di personale per normale turnazione delle ferie. È chiaro che siamo impegnati per rimuovere queste cause».

Il ruolo del Covid-19?
«Il Covid 19 ha inciso relativamente poco sulle donazioni e ci tengo a ribadire che i nostri donatori hanno donato sempre anche in piena pandemia anche quando, nelle fasi iniziali, scarseggiavano i presidi di protezione. I nostri donatori hanno mostrato, nel periodo più buio, consapevolezza, determinazione e sensibilità sociale, mostrando il meglio della nostra società ed una grande maturità».

Come siete organizzati sul territorio a livello associativo?
«L'Avis è essenzialmente presente nei comuni, dove viene svolta la principale attività relativa alla raccolta sangue. Pio ci sono le strutture di coordinamento a livello provinciale, regionale e nazionale. Non lesiniamo alcun impegno, a tutti i livelli, per fare in modo che il numero delle donazioni sia sempre maggiore».

E con la Regione Puglia?
«I rapporti di coordinamento con la Regione Puglia sono espressi attraverso la struttura regionale Src il cui direttore è il dottor Angelo Ostuni e la dirigente regionale del settore dottoressa Antonella Caroli. Ci confrontiamo sempre con la massima correttezza nel rispetto dei rispettivi ruoli».

A livello nazionale si registra un 1,8% di donatori in meno dal 2019 al 2021. La diminuzione che dura ormai da dieci anni ha fatto calare la popolazione dei donatori del 5%. Cosa pensa di tutto questo?
«Penso che siano dati compatibili con il calo demografico della popolazione e per questo abbiamo due strade: sensibilizzare i nuovi donatori in particolare nelle scuole; integrare nelle nostre associazioni gli immigrati, senza i quali oggi saremo in sensibile calo demografico. Vorrei ricordare i dati nazionali i quali riportano che se manteniamo questo trend, tra circa 30 anni, la popolazione italiana passa dai 60 ai 40 milioni di abitanti».

In Puglia quali sono le cifre attuali?
«I dati del 2021 ci dicono 55855 donatori con un decremento del 2,11% su 2020; 77751 donazioni + 6,47% su 2020».

L’emergenza sangue ha importanti ricadute sulla possibilità di eseguire interventi chirurgici e per le terapie salvavita. Perché non basta questo a fare in modo che si doni maggiormente?
«Si, le ricadute ci sono, ma ritengo che vadano applicate le norme vigenti sul “buon uso del sangue” cioè con un coordinamento a livello regionale per evitare sprechi ed utilizzare a fondo tecniche, ormai consolidate, per esempio del recupero del sangue del paziente in sala operatoria in modo che possa essere re infuso allo stesso paziente. Obiettivo ridurre sprechi e massimizzare la disponibilità del sangue presente nei servizi Trasfusionali».

Lo scorso 14 giugno si è celebrato il World Blood Donor Day. Quale il messaggio dalla Puglia?
«Il nostro messaggio è uno solo: donare salva vite umane e noi tutti abbiamo il dovere civico di dare il nostro contributo. Mi preme precisare che la donazione di sangue in Italia è volontaria, anonima e gratuita ciò ci permette di dire che abbiamo un livello di civiltà sociale che è un esempio nel mondo. Dobbiamo essere orgogliosi di questo e soprattutto dobbiamo lottare per non perdere ciò che abbiamo conquistato negli anni e cioè poter curare chiunque a prescindere dalla situazione economica, credo religioso, politico o razziale».

Ritiene che la donazione sangue sia “centrale” nell'ambito degli interventi della sanità pubblica?
«Ha sicuramente un ruolo importante, per questo occorre mantenere alta l’attenzione e non abbassare mai la guardia continuando ad operare sulla sensibilizzazione della popolazione».

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