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In Puglia e Basilicata

vertenza spettacolo

«Paul Haggis è l’ideatore dell’Allora Fest di Ostuni»

Il regista Paul Haggis

Il regista Paul Haggis

Il vero ruolo del regista, ai domiciliari indicato nei documenti della Regione

28 Giugno 2022

Massimiliano Scagliarini

BARI - C’è una lettera del 15 aprile con cui il dipartimento Cultura della Regione, «su conforme indirizzo del presidente della giunta», mette in campo tutte le sue società e agenzie a sostegno dell’Allora Fest, la manifestazione cinematografica che ha appena chiuso i battenti a Ostuni, «a cui è già stata assicurata una prima dotazione finanziaria» di 150mila euro. Soldi che però non coprono la richiesta degli organizzatori, che si aggira «tra 300 e 400mila euro». Tra quegli organizzatori c’è pure Paul Haggis, il regista canadese premio Oscar che da giovedì scorso è ai domiciliari in una masseria di Ostuni e che domani dovrà comparire davanti a un giudice di Brindisi: sarà messo a confronto con la 28enne inglese che lo accusa di averla stuprata.

I documenti, trasmessi alla «Gazzetta» dalla stessa Regione, mostrano che la associazione romana Allora Film Festival guidata da Sol Costales, 25enne figlia di un diplomatico spagnolo, ottiene in pochi mesi tutto ciò che chiede. Ai 350mila euro che la giunta regionale ha stanziato il 6 giugno, e che saranno materialmente erogati dalla Apulia Film Commission («Sulla base di idonea documentazione», precisa il capo dipartimento Aldo Patruno), si sommano i 70mila euro che Aeroporti di Puglia ha messo a disposizione a titolo di «contributo» per l’acquisto dei biglietti aerei (valutati 200mila euro) e il «patrocinio gratuito» di Pugliapromozione che si è limitata a realizzare alcuni video promozionali. Sommando dunque gli altri 58mila euro chiesti e ottenuti dal Comune di Ostuni, si arriva a 480mila euro a fronte di costi vivi preventivati per poco più di un milione di euro, e circa altri 523mila euro che gli organizzatori hanno ipotizzato di poter ottenere in natura da alberghi e strutture ricettive del territorio.

Per Haggis il budget trasmesso dagli organizzatori alla Regione prevede un compenso di 25mila euro (più altri 50mila a raggiungimento della copertura finanziaria), oltre a spese vive (un executive assistant a Los Angeles, un assistente in loco, viaggi, pernottamenti, ospitalità dell’intera famiglia) per diverse decine di migliaia di euro. Nella mail del 17 gennaio con cui Costales chiede il contributo pubblico della Regione, si spiega che «il progetto (del festival; ndr) è stato ideato dal regista e sceneggiatore americano Paul Haggis, vincitore di 2 Oscar e 2 Emmy, dall’attore italiano Raoul Bova e dall’imprenditore pugliese Giovanni De Blasio».

De Blasio, imprenditore fasanese anche lui socio di Allora Festival, è il braccio destro del banchiere Renèe De Picciotto, che insieme al commercialista ostunese Francesco Zaccaria è una delle anime della manifestazione. Il cinema Roma, che ha ospitato le masterclass del festival (a pagamento), è stato acquistato da De Picciotto come il prestigioso Palazzo Bn di Lecce, l’ex sede del Banco di Napoli trasformata in albergo dal finanziere italo-svizzero: entrambe le strutture sono state messe gratuitamente a disposizione della manifestazione. Zaccaria, presidente della Bcc di Ostuni, inserito nel comitato di ospitalità del festival, ha invece concesso l’utilizzo dell’ex manifattura tabacchi per la mostra di Paolo Canevari: l’immobile di famiglia, che sorge ai piedi della Città bianca, durante la settimana del festival sarebbe stato al centro di una trattativa con la famiglia di un importantissimo banchiere che mirerebbe a trasformarlo in hotel di lusso.

E dunque, nonostante il direttore artistico Costales scriva che «la Puglia sarà la cornice ipnotica di questo evento eccezionale» a cui hanno partecipato a spese della Regione alcune star (Oliver Stone, Jeremy Irons, Matt Dillon, Edward Norton, Marisa Tomei), a Ostuni più che di cinema (il budget appostava appena 1.000 euro di «costi film» e 2.600 per «digital transport») si è probabilmente parlato di altro. Minimizzando la presenza - ingombrante - di Paul Haggis. All’indomani del fermo operato dalla Polizia di Brindisi con l’accusa (tutta da dimostrare) di aver stuprato una 28enne inglese, gli organizzatori del festival si sono affrettati a prendere le distanze dal regista canadese, che però è socio, promotore e ideatore della manifestazione. Già prima di sbarcare in Puglia, dove in febbraio ha girato il cortometraggio per promuovere la candidatura di Mesagne a capitale europea della Cultura, il premio Oscar era inseguito da accuse di molestie sessuali (pure queste tutte da dimostrare).

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