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In Puglia e Basilicata

Le dichiarazioni

Ripartire dal Sud e dagli anziani; Barbagallo: sì a patto generazionale

Ripartire dal Sud e dagli anziani; Barbagallo: sì a patto generazionale

Bari, il segretario generale Uil Pensionati sulla sanità: «Luci e ombre»

26 Maggio 2022

Gianpaolo Balsamo

«Salvaguardare gli anziani per favorire la produttività dei giovani. I giovani corrono veloci e gli anziani conoscono la strada. Solo assieme possono arrivare prima dove devono andare».

È chiaro il messaggio lanciato dal segretario nazionale della Uil Pensionati, Carmelo Barbagallo, intervenuto a Bari (insieme al segretario della Uil Pensionati Puglia, Rocco Matarozzo e, tra gli altri, al direttore Dipartimento della Salute della Regione Puglia, Vito Montanaro) al decimo congresso della Uil Pensionati Puglia dal titolo «Equità sociale e generazioni solidali passato, presente, futuro». Un messaggio che assume maggiore rilevanza se si considera il contesto demografico nazionale (l’Italia, con oltre 16milioni di pensionati, è il secondo Paese più vecchio al mondo) e regionale. La Puglia, infatti, secondo i dati Istat aggiornati al 1 gennaio 2022, risulta sempre più «vecchia»: nascono sempre meno bambini e su una popolazione di poco meno di quattro milioni di pugliesi, un milione e 183mila cittadini hanno un’età compresa fra i 60 e i 100 anni.

Segretario Barbagallo, lei ha parlato di patto intergenerazionale tra giovani e anziani alla luce del grande cambiamento demografico che qui al Sud è evidente.

«Questo allungamento della vita ci impone di pensare a nuovi modelli vita e di lavoro. Ad esempio, invece di far fare i lavori socialmente utili ai giovani (cosa che ha creato solo tanto precariato), questi lavori si potrebbero far fare agli anziani che lo desiderano, in modo che possano anche integrare le basse pensioni. I giovani potrebbero assistere le persone anziane e aiutarli a comprendere le nuove tecnologie. Questo aiuterebbe gli anziani e creerebbe buoni posti di lavoro per i giovani».

Parliamo di sanità e welfare, qual è la situazione in Puglia?

«Ci sono luci e ombre come altrove. Bisogna rilanciare il servizio sanitario nazionale, implementare la medicina di prossimità e potenziare i servizi sociosanitari e la domiciliarità. Bisogna riorganizzare totalmente il sistema delle residenze sociosanitarie per anziani, perché non siano più case di riposo eterno. Bisogna finalmente emanare una legge quadro nazionale sulla non autosufficienza, che assicuri servizi e sostegni adeguati in tutto il territorio nazionale. È da ben prima del Covid che come Sindacato confederale e sindacato dei pensionati portiamo avanti queste battaglie. Nel 2019 abbiamo riempito le piazze per dire che dovevamo ridisegnare il Paese. Ora dobbiamo farlo, dobbiamo sbrigarci, dobbiamo costruire il futuro, insieme giovani e anziani».

A tal riguardo, intervenendo al congresso barese della Uil, il direttore del Dipartimento della Salute della Regione Puglia, Vito Montanaro ha illustrato come la Regione Puglia sta ridisegnando la sanità con i fondi Pnrr. Il progetto prevede l’apertura di 121 case della salute, 36 ospedali di comunità, di cui 27 esistenti e 9 di nuova costituzione e l’acquisto di 273 macchinari tra cui tac, risonanze, acceleratori lineari, angiografi, mammografi.

Le persone anziane e pensionate non sono un peso, ma una risorsa fondamentale per avere una vera ricrescita in questo Paese.

«Purtroppo, da qualche anno a questa parte, i pensionati sono diventati il bancomat del nostro Paese. Bisogna ridurre le tasse sulle pensioni. Noi paghiamo come pensionati il 22,5% di tasse, a livello europeo la media è di 9,7%. Vediamo di metterci d’accordo. Non può essere sempre che i pensionati e i lavoratori devono pagare per tutti gli altri. Draghi finalmente ha fatto una cosa giusta, parziale ma giusta, di dare i 200 euro anche ai pensionati, cosa che non aveva fatto neanche Renzi che aveva negato gli 80 euro ai pensionati. Spero, ora, che tutto ciò che è provvisorio nel nostro Paese diventi stabile, che i 200 euro diventino strutturali e non episodici, perché una pensione di 2 milioni di lire era una signora pensione, una pensione di meno di mille euro è una pensione che per chi ha un mutuo, un affitto, per chi fa da ammortizzatore sociale per la famiglia, non basta».

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