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In Puglia e Basilicata

Lo scandalo

«Bari, le mazzette in Tribunale erano un sistema consolidato»

«Bari, le mazzette in Tribunale erano un sistema consolidato»

Le motivazioni della condanna di Chiariello e di De Benedictis: «Truccavano le scarcerazioni ben prima di essere scoperti»

18 Maggio 2022

Massimiliano Scagliarini

BARI - «Non si può escludere» che il sistema delle scarcerazioni truccate nel Tribunale di Bari di cui erano protagonisti l’ex gip Giuseppe De Benedictis e l’ex avvocato Giancarlo Chiariello «fosse risalente nel tempo», e dunque vada ben oltre i quattro episodi accertati nel processo di Lecce. Lo scrive il gup Laura Liguori nelle motivazioni della sentenza con cui li ha condannati entrambi con il rito abbreviato a a 9 anni e 8 mesi per corruzione in atti giudiziari, andando oltre le richieste dell’accusa (8 anni e 9 mesi per De Benedictis, 8 anni e 5 mesi per Chiariello).

I due hanno messo in atto «un comportamento sistematico», secondo il gup che richiama l’interrogatorio in cui Chiariello «ha citato una dazione di denaro per un provvedimento favorevole a un suo cliente, che non è entrata a far parte di questo processo», e che dunque fa ipotizzare l’esistenza di «episodi ulteriori». Tutti riguardanti «soggetti indagati» per reati di mafia, che l’ex gip, l’ex avvocato Chiariello e suo figlio Alberto (condannato a 4 anni) avrebbero dunque favorito con l’applicazione della relativa aggravante.

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