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In Puglia e Basilicata

Crisi energetica

Impianti eolici in mare il Governo ora accelera

Impianti eolici in mare il Governo ora accelera

Il ministro Cingolani: «Stiamo preparando nuovi incentivi». Tante le richieste per la Puglia

12 Maggio 2022

Mimmo Mazza

Il governo sta preparando nuovi incentivi per l’eolico offshore nell’ambito della misura Fer2, per andare oltre gli obiettivi del piano nazionale dell’energia Pniec, dato il gran numero di progetti presentati in questo campo. Lo ha annunciato ieri il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, aggiungendo che all’eolico offshore sono destinati anche finanziamenti a fondo perduto del Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza). Cingolani ha spiegato che l’anno scorso oltre 60 soggetti hanno presentato progetti al Ministero, per una capacità produttiva superiore anche agli obiettivi del Pniec al 2030. Il governo secondo Cingolani ha semplificato i procedimenti autorizzativi degli impianti. Buona parte dei progetti presentati riguarda l’eolico flottante, con le turbine su piattaforme galleggianti ancorate al fondale: una soluzione particolarmente adatta a un mare profondo come il Mediterraneo. Molti dei progetti sono collocati al largo di regioni del Mezzogiorno come Calabria, Sicilia, Sardegna e Puglia. Tra questi c’è quello proposto da Odra Energia lungo la costa salentina che da mesi sta facendo litigare mezzo Salento, con scosse avvertite molto nettamente all’interno della Giunta regionale nella quale i rappresentanti salentini non sembrano così monolitici sul punto. Peraltro, la competenza sul progetto è statale: alla Regione spetta unicamente il parere nell’ambito del procedimento di Via. Proprio ieri la Giunta regionale ha espresso parere non favorevole alla realizzazione di un parco eolico tra Apricena e San Severo con 12 aerogeneratori, per una potenza complessiva di 66 megawatt.

La guerra in Ucraina con la conseguente crisi energetica da un lato, l’inaugurazione del parco eolico a Taranto dall’altro hanno portato un po’ di vento - è il caso di dirlo - in poppa ai proponenti che sono Falck Renewables S.p.A. e BlueFloat Energy, due importanti operatori del settore energetico che hanno realizzato una partnership paritetica per lo sviluppo di parchi eolici marini galleggianti al largo delle coste italiane, puntando in particolare sulla Puglia con l’avvio degli iter autorizzativi per due parchi eolici marini galleggianti: Kailia Energia, al largo di Brindisi, Odra Energia, al largo della costa meridionale della provincia di Lecce.

Un po’ di numeri, per capire e cercare di comprendere la posta in palio, partendo dal progetto più contestato, quello Odra Energia che prevede 90 turbine eoliche galleggianti per una capacità massima installata prevista di circa 1,3 gigawatt (per avere un metro di paragone, il parco eolico di Taranto ha un potenziale di 30 megawatt), con una produzione attesa di circa 4 Terawatt all’anno, equivalente al consumo di oltre 1 milione di utenze domestiche (nel caso di Taranto, invece, il fabbisogno coperto è quello di 60mila persone), evitando immissioni per oltre 2 milioni di tonnellate di anidride carbonica all’anno con una potenziale produzione futura di circa 90.000 tonnellate di idrogeno verde all’anno. Di poco inferiori i numeri di Kailia Energia con una capacità installata pari a circa 1,2 gigawatt, per una produzione annuale attesa di 3,5 terawatt, equivalente al consumo di circa 1 milione di utenze domestiche italiane, evitando l’emissione di 2 milioni di tonnellate di anidride carbonica in atmosfera all’anno. L’investimento complessivo stimato è pari a circa 7 miliardi di euro, una cifra considerevolmente superiore agli 80 milioni di euro spesi per il parco eolico di Taranto. Per il parco Odra Energia sono previsti 1.500 posti di lavoro diretti medi stimati per le fasi di fabbricazione, assemblaggio e costruzione del parco, con picchi fino a 4.000 nei periodi di massima necessità; oltre 150 posti di lavoro fissi stimati per manutenzione dopo l’entrata in esercizio del parco, quasi tutti locali (80% stimati ad oggi); opportunità per le imprese del territorio, sia per i servizi a supporto delle fasi di realizzazione e manutenzione dei parchi eolici marini galleggianti che per la creazione di opportunità di ecoturismo anche in bassa stagione; sviluppo dei porti del territorio: possibilità di diversificare natura, quantità e qualità dei servizi a supporto dell’eolico marino galleggiante; coinvolgimento dei piccoli porti per manutenzione ordinaria e come punti di appoggio di riserva; nuovi filoni di ricerca e sviluppo per le Università pugliesi e i distretti.

Tema sensibile, e oggetto di scontro rovente, la visione dalla costa giacché il tratto interessato è uno dei più belli e suggestivi, comprendendo anche Punta Palascìa, il punto più orientale d'Italia con il suo caratteristico faro.

Accogliendo la richiesta emersa durante la fase di ascolto e dialogo col territorio che Odra Energia ha intrapreso prima di avviare il procedimento autorizzativo, è stato progettato un allontanamento delle pale, che – rispetto alla prima ipotesi progettuale – saranno posizionate a una distanza minima dalla costa di 12,8 chilometri, aumentandola del 30% rispetto a quanto previsto inizialmente. Gli aerogeneratori saranno disposti in modo trasversale rispetto alla linea di costa (e non frontalmente), riducendo ulteriormente la percezione visiva da terra e permettendo di intercettare al meglio i venti dominanti di tramontana e maestrale. Gli aereogeneratori saranno posizionati da 12,8 a 24 chilometri dalla costa, con distanza tra loro di 1,7 chilometri. Le simulazioni, visibili sul sito internet odraenergia.it, panoramiche animate aggiornate della vista del parco da diversi punti di osservazione (Capo d’Otranto; Castro Marina; Tricase; Santa Maria di Leuca) mostrano l’altezza percepita delle pale più vicine alla costa pari a 1,4 centimetri. Pochi? Tanti? «Con il ministro Cingolani abbiamo cercato l’equilibrio tra l’esigenza di tutelare il paesaggio e nello stesso tempo accelerare la produzione di energie rinnovabili» ha spiegato sempre ieri il ministro della cultura Dario Franceschini, aggiungendo che con il decreto legge approvato nelle scorse settimane, attualmente in corso di pubblicazione, «è stata rivista la qualificazione come aree idonee alla installazione di impianti di produzione da energie di fonti rinnovabili in tutte le aree che non siano vincolate e non si collochino nella fascia di rispetto in termini di distanza dal bene tutelato. Stiamo andando nella direzione di una maggiore apertura tenendo presente questo equilibrio cui io tengo molto. Si tratta - ha concluso Franceschini - di valori che sembrano contrapposti ma non lo sono, tutela del paesaggio e incentivo alle energie rinnovabili».

Il dibattito è aperto mentre al Ministero per la Transizione ecologica inizierà presto la fase di esame delle osservazioni giunte ai due progetti. La Puglia al 2020 aveva una capacità eolica installata al 2020 pari a 2,6 gigawatt, al di sotto del target fissato nel vecchio Pear di 4 gigawatt. Sull’eolico pesa la lunghezza dell’iter autorizzativo (mediamente 5 anni e 10 mesi). Nel caso di Odra energia la conclusione della procedura è ipotizzata nel 2026 con la realizzazione del parco nei tre anni successivi e la sua messa in esercizio nel 2030. Ma la crisi energetica, con la impellente necessità di affrancarsi dal gas russo, e l’idea di affidare a commissari lo snellimento delle pratiche potrebbe far cambiare tutto.

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