Mercoledì 25 Maggio 2022 | 18:59

In Puglia e Basilicata

Malattia virale dei suini e cinghiali

Peste suina africana: un caso a Roma e 3 tra Piemonte e Liguria

Peste suina africana: un caso a Roma e 3 tra Piemonte e Liguria

Cinghiali «urbani» nel letto del torrente Bisagno che ospita una folta comunità di cinghiali. Il punto sulla peste suina africana

Un caso di peste suina africana è stato rilevato a Roma. Lo rende noto il commissario straordinario per l'emergenza. Tre nuovi casi di positività tra Piemonte e Liguria.

05 Maggio 2022

Redazione online

Un caso di peste suina africana (Psa) è stato rilevato a Roma. Lo rende noto, il commissario straordinario per l'emergenza, Angelo Ferrari. «Sì, c'è un caso - dice contattato telefonicamente dall'Ansa - la zona dovrebbe essere quella del parco dell'Insugherata. Stiamo effettuando i controlli necessari». Se confermato sarebbe dunque il primo caso di peste suina africana, malattia virale che colpisce maiali e cinghiali, fuori dall'area sino ad ora interessata, ovvero quella che va dalla provincia di Genova e si estende in direzione del Piemonte fino a Serravalle Scrivia.

Tre nuovi casi di positività alla peste suina africana sono stati scoperti tra Piemonte e Liguria. Lo comunica lo Zooprofilattico di Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta, incaricato di monitorare il contagio. I contagi complessivi riscontrati a partire dal primo ritrovamento, il 27 dicembre scorso, salgono così a quota 113, dei quali 69 Piemonte e 44 in Liguria. Il caso ligure è stato riscontrato in provincia di Genova, a Campo Ligure; i duce casi piemontesi in provincia di Alessandria, a Bosio e a Montaldeo (terzo caso).

Peste suina africana, Confagri: caso a Roma mancate misure preventive

05/05/2022 ore 17:43 - «Il nuovo caso di peste suina a Roma è purtroppo la dimostrazione che non sono state effettuate le misure preventive necessarie che avevamo richiesto da anni. Quello della Capitale è il comune agricolo più grande d’Europa e, logicamente, l’eccedenza della popolazione dei cinghiali che scorrazzano liberi anche in città ha amplificato il rischio di trasmissione della malattia. Ora il nostro obiettivo prioritario è quello di salvaguardare i nostri allevamenti ed i nostri prodotti». Lo ha detto all’Ansa il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, precisando che «da imprenditore agricolo combatto giornalmente con i danni dei cinghiali nella mia azienda a Roma, tra l’altro non lontana dalla Balduina».

«E' inutile ora piangere sul latte versato - aggiunge il presidente - occorre agire immediatamente riportando senza indugi la popolazione dei cinghiali ad un livello compatibile con le diverse aree, procedendo subito agli abbattimenti. Gli agricoltori, presenti su tutto il territorio, potranno contribuire attivamente ed efficacemente al controllo della popolazione delle specie selvatiche. E’ anche necessario prevenire la diffusione prevedendo ulteriori sostegni agli agricoltori per aumentare la biosicurezza negli allevamenti».

Peste suina africana, Confeuro: caso Roma è risposta finora inadeguata

05/05/2022 ore 17:23 - «Il primo caso di peste suina africana rilevato a Roma desta preoccupazione per il possibile contagio di altri esemplari, ma deve spingere anche a riflettere sulla risposta finora inadeguata delle istituzioni al problema della fauna selvatica che ha invaso le grandi città e le campagne». Lo fa sapere il presidente nazionale Confeuro, Andrea Michele Tiso, nel sottolineare come una popolazione sempre più numerosa di cinghiali abbia preso fissa dimora nei pressi dei centri abitati, con tutti i problemi di sicurezza, igiene e decoro che ne conseguono.

Anche le campagne soffrono di un sovraffollamento di ungulati selvatici, che procurano danni alle coltivazioni e alterano il naturale equilibrio dell’ecosistema e a questo problema va ora ad aggiungersi quello della peste suina, che non si trasmette all’uomo, ma potrebbe mettere in pericolo i maiali da allevamento che costituiscono una parte importante della nostra produzione alimentare apprezzata in tutto il mondo. Il primo caso riscontrato a Roma fa pensare che il problema non sia più limitato a Liguria e Piemonte, aggiunge Confeuro, e impone provvedimenti immediati per il contenimento e la messa in sicurezza dei suini da allevamento. La norcineria italiana vanta un fatturato di circa 20 miliardi l’anno. Un patrimonio che dà lavoro a centomila persone e che va tutelato prendendo tutte le misure necessarie senza ulteriori esitazioni.

Peste suina africana, De Carlo: appello a Draghi per avvio abbattimenti

05/05/2022 ore 17:02 - «Se venisse confermata la presenza del primo caso di peste suina a Roma, sarebbe certificato il fallimento delle politiche ambientali di questo governo». Lo dichiara il senatore e responsabile nazionale del Dipartimento Agricoltura di Fratelli d’Italia, Luca De Carlo.

De Carlo ricorda come sulla questione del contenimento del numero dei cinghiali in Italia sia già stata approvata all’unanimità in commissione Agricoltura una risoluzione che vedeva come primo firmatario il senatore di FdI Patrizio La Pietra, non ancora calendarizzata in aula, e come «soprattutto non sia stata presa nessuna iniziativa per contenere sul territorio nazionale il numero di cinghiali, veicolo principale del virus». E prosegue: «A qualcuno possono anche far piacere le immagini di questi animali che razzolano nelle immondizie, con le cucciolate al seguito, continua il senatore De Carlo. Situazioni, guarda caso, figlie anche queste di una politica populista e demagogica sulla gestione e smaltimento dei rifiuti che hanno portato alla trasformazione di vaste aree di Roma in vere e proprie discariche a cielo aperto. Per noi, invece, queste scene sono solo la rappresentazione pratica dell’incapacità di lettura dei problemi e di reazione di questo governo». Quindi conclude: «Mi appello al presidente Draghi affinché - attraverso la nomina non di un commissario di fatto senza poteri, ma di un soggetto attuatore che possa prendere immediatamente quelle decisioni oggi non più rimandabili - dia il via agli abbattimenti dei cinghiali, unica via per contenere la diffusione della malattia che, va ricordato, non è trasmissibile agli esseri umani, ma che in caso di contatti con i maiali da allevamento può generare danni enormi in un settore già fiaccato dal caro-energia, dal rincaro dei costi dei mangimi e dalla pandemia Covid».

Peste suina africana: riunita la task force della Regione Lazio

05/05/2022 ore 16:41 - «Nella serata di ieri, in seguito al ritrovamento di un esemplare di cinghiale morto a causa della peste suina, si è riunita, in raccordo con il Commissario straordinario nazionale alla Peste suina africana Angelo Ferrari, la task force della Regione Lazio. La Regione metterà a disposizione da domani il numero verde della Protezione civile regionale (803555) per segnalare eventuali ritrovamenti di animali morti e attivare immediatamente i servizi veterinari». Lo comunica in una nota la Regione Lazio.

«E' stato deciso inoltre - prosegue la nota della Regione Lazio - di individuare, sulla base delle carcasse rinvenute, al momento una sola, l’area da perimetrare e consentire gli interventi che il commissario nazionale adotterà. E' previsto per domani mattina un sopralluogo del Commissario nazionale per definire i dettagli degli interventi necessari. E' importante ricordare che la peste suina non colpisce gli esseri umani ma si diffonde esclusivamente tra suini e cinghiali».

Peste suina africana, Fdi: regione e comune evitino crisi sanitaria

05/05/2022 ore 15:56 - «Non possiamo non condividere l'allarme lanciato dalla Coldiretti sul primo caso di peste suina registrato nella Capitale. L’emergenza sanitaria, infatti, è arrivata al livello massimo e da parte delle Istituzioni non si può più sottovalutare la situazione che, come abbiamo visto, sta diventando anche un pericolo per la sicurezza dei cittadini. E' davvero stucchevole, inoltre, il silenzio della Regione Lazio e di Roma Capitale che, come per la storia dei rifiuti, continuano a scaricarsi le responsabilità senza fare nulla per cercare di arginare il pericolo cinghiali. Come Fratelli d’Italia abbiamo già annunciato che presenteremo un esposto in Procura contro ignoti, ma a questo punto, bisogna attivarsi subito per scongiurare un diffondersi della peste suina che rischia di trascinare la città in una drammatica crisi sanitaria». E’ quanto dichiarano i consiglieri regionale e capitolino di Fratelli d’Italia, Giancarlo Righini e Federico Rocca.

Peste suina africana, Cia: caso a Roma scatena l'allarme nazionale

05/05/2022 ore 15:32 - Il caso di peste suina trovato a Roma trasforma l’allarme sul fenomeno in emergenza nazionale. È quanto afferma Cia-Agricoltori Italiani, intervenendo sul cinghiale infetto nel parco dell’Insugherata nella capitale, dentro il raccordo anulare.

«Questa emergenza era già stata preannunciata per il proliferare indisturbato dei cinghiali in tutta Italia e per l'assenza di una legge adeguata di gestione della fauna selvatica», commenta il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Dino Scanavino. «Una notizia, quella di oggi, che - prosegue - ci dice che occorre superare le misure blande per interventi di controllo e contenimento del fenomeno reale e a tappeto».

Cia ricorda di avere organizzato tre manifestazioni da Nord a Sud per sollecitare le istituzioni contro un problema non certo di oggi. Ai 109,4 animali infetti in Piemonte e Liguria, ora si aggiungono i numeri del Lazio. Un solo caso, infatti, basta a far scattare in allarme gli oltre 12 mila allevamenti di suini attivi in regione per un totale di 43 mila capi. E soprattutto, tenuto conto del fatto che, nella sola provincia di Roma, i cinghiali in libertà sarebbero già più di 20 mila.

«I cinghiali sono diventati più di 2,5 milioni, responsabili di danni all’agricoltura, aumentati del 60% nell’ultimo anno e degli incidenti stradali passati da quasi 500 tra 2018 e 2021», fa sapere ancora Scanavino e aggiunge «serve da troppo tempo un monitoraggio vero e una riforma della Legge 157 datata 1992 che abbiamo concretamente proposto, punto per punto, almeno 4 anni fa». Il caso di Roma non fa che rafforzare una preoccupazione lungamente manifestata da Cia che tonta a sollecitare le istituzione «a essere più ferme nel perseguire le politiche di contenimento della fauna selvatica in Italia».

Peste suina africana: attivato monitoraggio su caso a Roma

05/05/2022 ore 13:50 - Il caso di Peste suina africana (Psa) a Roma - a quanto si apprende - è stato segnalato e individuato dall’Istituto zooprofilattico del lazio e confermato dallo Zooprofilattico Umbria e Marche centro di riferimento nazionale su questa malattia.

Oggi è convocata - come si apprende - la riunione del gruppo di esperti che lavora sulla Psa, che si riunisce periodicamente per analizzare i casi, come in Piemonte e Liguria (le zone finora colpite, nelle province di Genova e Alessandria) ed è stato attivato il monitoraggio sulla zona per delimitare i confini dell’area interessata. Avviate anche le procedure di notifica europea.

La Psa non è trasmissimibile all’uomo, infetta solo i suini e finora è stata individuata solo sui cinghiali.

Peste suina africana caso a Roma, Coldiretti: intervenire subito

05/05/2022 ore 13:40 - «Serve responsabilità delle Istituzioni per un intervento immediato al contenimento della popolazione dei cinghiali che hanno invaso campagne e città fino alla Capitale con danni economici per gli allevatori e rischi per la sicurezza dei cittadini». È quanto afferma il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini, in riferimento al caso di peste suina africana (Psa) a Roma, molto lontano dai focolai accertati tra Piemonte e Liguria.

«Abbiamo più volte evidenziato - afferma Prandini - il rischio della diffusione della Peste Suina Africana attraverso i cinghiali e la necessità della loro riduzione numerica attraverso le attività venatorie, le azioni di controllo della legge 157/92 con l’articolo 19 e le azioni programmabili nella rete delle aree protette. Siamo infatti costretti ad affrontare una grave emergenza sanitaria perché - precisa Prandini - è mancata l’azione di prevenzione come abbiamo ripetutamente denunciato in piazza e nelle sedi istituzionali di fronte alla presenza in Italia di più di 2,3 milioni di esemplari, arrivati numerosi anche nella Capitale». Nella provincia di Roma, stima la Coldiretti, si calcola la presenza di oltre 20 mila cinghiali che, oltre a distruggere i raccolti e spaventare i cittadini, rappresentano anche un danno economico concreto per le misure di contenimento della commercializzazione che scattano dopo l'accertamento del contagio.

A preoccupare è, continua Prandini, «l'immobilismo delle Istituzioni dopo i casi individuati in Piemonte ed in Liguria con il rischio concreto che l’emergenza si allarghi ad altre regioni limitrofe dove si concentra la norcineria nazionale che è un settore di punta dell’agroalimentare made in Italy grazie al lavoro di circa centomila persone tra allevamento, trasformazione, trasporto e distribuzione con un fatturato che vale 20 miliardi».

La Peste Suina Africana, spiega infine Coldiretti, può colpire cinghiali e maiali ed è altamente contagiosa e spesso letale per questi animali, «ma non è, invece, trasmissibile agli esseri umani e nessun problema riguarda la carne. Ad oggi i casi individuati di positività riguardano solo cinghiali e nessun maiale - conclude la Coldiretti - è stato contagiato in Italia dalla Psa».

Peste suina africana, Lollobrigida (Fdi): caso Roma conferma emergenza

05/05/2022 ore 13:22 - «Il caso di peste suina africana registrato a Roma, dopo quelli individuati in Piemonte e in Liguria, è allarmante e certifica ancora una volta l’immobilismo e la mancata prevenzione da parte del governo rispetto a una problematica che potrebbe portare i contagi a diffondersi anche in altre Regioni, mettendo oltre tutto in pericolo lo svolgimento della stagione venatoria e con essa le prospettive di contenimento della PSA». Lo dichiara il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Francesco Lollobrigida.

«Un rischio che Fratelli d’Italia denuncia da tempo ma che questo esecutivo sembra non volere, o non sapere, risolvere attraverso misure tempestive e mirate. Torniamo a chiedere un intervento urgente, ad ogni livello, per scongiurare l’ennesima emergenza di fronte alla quale l’Italia non può farsi trovare ancora una volta impreparata», conclude.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Carica altre news...

 

PODCAST

 

PRIMO PIANO

 
 
 
 
- News dai Territori -
 
Editrice del Mezzogiorno srl - Partita IVA n. 08600270725