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Sanità e benessere

Diabete: tutte le insidie se il glucosio dà i numeri

Un medico misura il valore di glicemia in un paziente

Diabete, misurazione della glicemia

La malattia causa danni a occhi, reni, sistema nervoso, cuore e vasi arteriosi, con aumento del rischio di infarto e ictus. Familiarità e obesità le cause più frequenti

02 Marzo 2022

Francesco Giorgino, endocrinologo

Oltre 55 milioni di persone in Europa soffrono di diabete. Solo in Italia negli ultimi trenta anni si è passati dal 3% al 6,5% di persone con diabete di tipo 2 e nei prossimi venti anni si potrebbe superare il 10%, configurando il quadro di una vera e propria epidemia.

Il diabete mellito è una malattia in cui si verifica un aumento persistente della glicemia, cioè del tasso di glucosio nel sangue. Questo può comportare lo sviluppo di complicanze della malattia: danni spesso irreversibili agli occhi, ai reni, al sistema nervoso, al cuore e ai vasi arteriosi, con aumento del rischio di infarto e ictus. Anche lo scompenso cardiaco è più frequente e grave nelle persone con diabete. L’aspettativa di vita può essere pertanto ridotta di alcuni anni, soprattutto se il diabete si è sviluppato più precocemente nel corso della vita e se ha comportato l’insorgenza delle complicanze.

Esistono due tipi principali di diabete, il diabete di tipo 1 e il diabete di tipo 2. Il diabete di tipo 1 è causato dalla rapida distruzione delle cellule che producono l’insulina, le cellule beta del pancreas, per un meccanismo di aggressione da parte del sistema immunitario; l’insulina non viene più prodotta e pertanto queste persone hanno necessità di essere curate con iniezioni di insulina per tutta la vita, talvolta attraverso l’applicazione di un microinfusore di insulina. Vi è poi il diabete di tipo 2, 10-20 volte più frequente del diabete di tipo 1, nel quale l’insulina viene ancora prodotta ma in quantità insufficiente a tenere sotto controllo la glicemia, e questo anche perché vi è una ridotta efficacia dell’insulina stessa per una condizione detta di «insulino-resistenza».

Il notevole aumento della diffusione del diabete soprattutto di tipo 2 negli ultimi anni è in primo luogo sostenuto dall’aumento del sovrappeso e dell’obesità nella popolazione. È importante notare come anche in Italia le regioni in cui sono maggiormente diffusi il sovrappeso e l’obesità, le regioni del Meridione inclusa la Puglia, siano anche quelle in cui si osserva il maggior numero di casi di diabete. Il rapporto stretto tra obesità e diabete è spiegato dal fatto che quando vi è un eccesso di tessuto adiposo, in particolare di quello localizzato nell’addome intorno al fegato e all’intestino, il grasso viscerale, vengono rilasciate nel sangue delle sostanze, acidi grassi e alcune molecole ad attività infiammatoria, che peggiorano il funzionamento dell’insulina e possono anche danneggiare le cellule beta del pancreas che la producono.

È indubbio che vi sono benefici quando il diabete venga prontamente controllato e il paziente venga messo rapidamente in sicurezza con valori glicemici soddisfacenti. Inoltre, più precoce è il raggiungimento del target glicemico tanto migliore sarà la riduzione del rischio di complicanze. Il diabete di tipo 1 si tratta con insulina, somministrata più volte nel corso della giornata o attraverso un microinfusore o pompa di infusione spesso collegata a un «sensore» del glucosio che permette di erogare meglio la dose di insulina.

Il diabete di tipo 2 viene invece trattato con un intervento sullo stile di vita (dieta ed esercizio fisico) finalizzato a perdere peso se si è obesi o sovrappeso e con farmaci, da assumere per bocca o mediante iniezione, e anche con la stessa insulina.

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