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In Puglia e Basilicata

LA POLEMICA

Il prof. Martino: «Renzi sbaglia, sull’Anpi diciamo no alle armi Nato»

Il prof. Martino:_«Renzi sbaglia, sull’Anpi diciamo no alle armi Nato»

«I partigiani tra russi e ucraini? Nessuno dei litiganti, noi siamo i partigiani della pace»

01 Marzo 2022

Michele De Feudis

Professor Pasquale Martino, presidente del comitato Anpi della provincia di Bari, l’associazione è sotto il fuoco incrociato elle critiche del Dem Andrea Marcucci e di Matteo Renzi. Accusano l’associazione di addebitare le tensioni alla base del conflitto ucraino-russo anche all’allargamento della Nato a Est. Come stanno le cose?
«Mi permetta una battuta».
Prego.
«Renzi è ostile all’Anpi dal 2016, quando ci schierammo contro il suo referendum».
Torniamo alle ultime critiche…
«Temo che il senatore Renzi e gli altri confondano la dichiarazioni espressa dall’associazione prima dell’invasione russa, che giustamente a mio parere presentava la complessità del quadro politico e le ragioni delle varie parti, tra le quali quelle della Russia, con quella successiva».
Che posizioni sostenevate nel primo documento?
«Rilevavamo le ragioni della russi di non vedersi accerchiata dalle forze della Nato, dal Baltico al Mar Nero, e auspicavamo che fosse riconosciuta l’autonomia, prevista nell’accordo di Minsk, alle repubbliche di Donetsk e Lugansk».
Nella successiva nota invece…
«Dopo l’invasione abbiamo espresso una netta condanna dell’aggressione subita da Kiev. L’invasione di uno stato sovrano cambia la situazione. è una salto di qualità negativo».
La vostra proposta?
«L’Anpi chiede alla Russia di ritirare le truppe e al governo italiano di adoperarsi per ottenere questo risultato. Non bisogna speculare su questo. È evidente che l’aggressione di Mosca mette la Russia della parte del torto».
Le ragioni storiche della reazione russa?
«Non vengono meno, ma vengono danneggiate dalle scelte belliche russe. Di quelle ragioni bisognerà discuterne quando ci sarà una tregua e si disegnerà il futuro dell’Ucraina».
Tutto è ancora in discussione in queste ore frenetiche tra bombe e diplomazia.
«L'integrità territoriale dell’Ucraina deve essere rispettata, vanno riconosciute le autonomie dei territori russofoni, e va stoppata l’adesione di Kiev alla Nato».
Renzi e Marcucci considerano l’Anpi un sigla antiamericana.
«È una definizione sbagliata. Non siamo atlantisti, non siamo per le soluzioni militari praticate dalla Nato. Gli ucraini hanno diritto di difendersi, in tutti i modi. La loro posizione è giusta. L’Ue infine dovrebbe praticare la via diplomatica, mentre assistiamo al riarmo della Germania…».
C’è dibattito interno all’associazione su Putin?
«No. C’è una condanna netta della sua operazione militare. In una associazione democratica si discute su come ricomporre i diversi interessi che confliggono in un’area complicata».
Chi sono i “partigiani” nel conflitto in corso: quelli del Donbass o quelli ucraini delle milizie e dell’esercito ucraino?
«Non voglio eludere questa domanda. I partigiani sono quelli della pace. Non è una definizione coniata estemporaneamente, ma antica. Subito dopo la liberazione d’Italia, i partigiani divennero i sostenitori del metodo della pace, poi nella costituzione all’articolo 11. Tra le due divise, non ne indosserei nessuna. Preferisco lottare per ottenere una via pacifica al fine di superare la guerra».
Anche in Puglia avete polemizzato con il governatore Michele Emiliano per il suo voto, insieme al centrosinistra, a favore della mozione sul Giorno del ricordo delle foibe proposta da Lega e Fdi. Il presidente nazionale dell’Anpi, Gianfranco Pagliarulo, ha parlato "rigurgito nazionalista".
«Pagliarulo ci rappresenta tutti. Abbiamo chiesto ai consiglieri regionali di centrosinistra un chiarimento. Credo che sia stata approvata una mozione forse non letta, sbagliata nel punto in cui invoca la sottrazione di agibilità non solo a chi nega o deride le foibe, ma anche ai “riduzionisti” o a chi giustifica. Ecco il “riduzionismo” è concetto vago e pericoloso».

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