Con gli ultimi 83.450 casi registrati tra il 29 dicembre e il 4 gennaio, sono quasi seicentomila (583.449) le persone che, in Puglia, si sono ammalate a causa di virus respiratori nella stagione 2025/2026 (cioè da metà ottobre). Lo rileva il secondo report dell’anno prodotto dal sistema di sorveglianza integrata, epidemiologica e virologica, dedicato a questo tipo di malanni, denominato “RespiVirNet” e coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità (Iss).
RespiVirNet si basa su una rete di “medici sentinella” reclutati su base volontaria tra i medici di famiglia e i pediatri di libera scelta. Sia gli uni sia gli altri segnalano settimanalmente i casi di infezioni respiratorie acute che si verificano fra i loro assistiti.
In Puglia le “sentinelle” sono in tutto 247, fra i quali 188 medici di medicina generale e 59 pediatri che, messi assieme, coprono circa l’8,5% della popolazione (la soglia minima raccomandata dall’Iss è del 4%).
La Gazzetta ha avuto modo di visionare il nuovo dossier (approvato il 12 gennaio). In esso si chiarisce che a finire nelle maglie delle “sentinelle” sono le infezioni respiratorie acute che includono «insorgenza improvvisa dei sintomi accompagnata da almeno uno dei seguenti quattro sintomi respiratori: tosse, mal di gola, difficoltà respiratoria, coriza (raffreddore, naso che cola) e, secondo giudizio clinico, riconducibile a un’infezione».
Il Rapporto rileva come «in Puglia l’epidemia è a intensità molto alta». E per «molto alta» bisogna intendere che ci sono malati in misura superiore ai 19,61 casi per mille assistiti; mentre le altre soglie sono: intensità media 17,43 , intensità bassa 13,35 e 7,22 casi per mille assistiti come livello basale.
Il livello di incidenza delle infezioni respiratorie acute in Puglia è pari a 21,54 casi per 1.000 assistiti e, a guardare i dati delle ultime stagioni influenzali (2023-2024 e 2024-2025), si vede nettamente come l’incidenza attuale sia nettamente superiore a quelle degli anni passati.
«La fascia d’età pediatrica - sottolinea il dossier - è quella maggiormente colpita, con 52,45 casi per 1.000 assistiti nei bambini al di sotto dei 5 anni».
La responsabile regionale della sorveglianza epidemiologica RespiVirNet è la professoressa Cinzia Germinario mentre la responsabile della sorveglianza virologica di RespiVirNet è la professoressa Maria Chironna. A quest’ultima abbiamo chiesto lumi per capire che “cosa” sta mettendo a letto i pugliesi con questa incidenza severa. Solo influenza? Sono gli effetti della famigerata variante K? Lei ha spiegato che «si tratta di infezioni acute delle vie respiratorie compresa l’influenza, che rende comunque conto della gran parte dei casi» e che «di tutti i casi sottoposti ad accertamenti (tampone), il 24% è risultato positivo per virus influenzali». Oltre ad essi, in questa terribile settimana a cavallo d’anno «sono stati identificati 565 virus respiratori, di cui 49,9% rhinovirus, 11,3% adenovirus, 7,1% virus parainfluenzali, 7,1% coronavirus umani (diversi da SARS-CoV-2), 6,4% virus respiratori sinciziali di tipo A e B, 6,4% enterovirus, 5,7% SARS-CoV-2, 5,5% bocavirus, e 0,7% metapneumovirus», riporta il Dossier.
Purtroppo, tra tutte le persone ammalate ce ne sono state sei che hanno manifestato sintomi gravi e che hanno avuto bisogno di ricovero in strutture di urgenza semi-intensiva o di terapia intensiva.
Infine, segnaliamo che RespiVirNet mette in evidenza come, mentre a livello nazionale i malati stanno diminuendo, la Puglia va in controtendenza. Ci siamo chiesti se dipendesse dai virus o, magari, da comportamenti errati, come lo scarso uso di mascherine. Secondo la professoressa Chironna, però, ciò si spiega perché in Puglia, al Sud in generale, il picco in genere arriva dopo rispetto alla media Italia e alle regioni del Nord.
















